Test Drive: Dacia Duster Hybrid 140: la nuova forma dell’essenziale
Abbiamo guidato il nuovo Dacia Duster Hybrid 140 in allestimento Journey, nella vivace tonalità Terracotta con interni in tessuto Denim, lungo un percorso misto che includeva tratti autostradali, strade statali e vie urbane, con una tappa a Livigno per testare le doti da sport utility, e l’autostrada della Cisa per il tratto stradale. A prima vista, il nuovo Duster si presenta profondamente rinnovato: mantiene il profilo squadrato e robusto tipico del modello, ma ora arricchito da un linguaggio stilistico più moderno, pulito ed essenziale. Il frontale è dominato da una mascherina in tinta nero opaco con nuovi fari a LED dal taglio affilato -gli abbaglianti però sono luci tradizionali, mentre la vista laterale è caratterizzata da superfici ben definite e protezioni in plastica scura che rafforzano l’immagine da SUV concreto e adatto a ogni contesto. I cerchi in lega diamantati da 18″, di serie in questo allestimento, danno un ulteriore tocco di solidità e apparenza premium, in un equilibrio tra estetica e praticità che conferma la coerenza del marchio.
Salendo a bordo, si ritrova lo stesso approccio razionale, ma con materiali e dettagli migliorati. L’abitacolo è ben rifinito per il segmento, con un design lineare e funzionale, dominato dal nuovo display centrale e dal cruscotto digitale, affiancati da comandi fisici per le funzioni principali. Le sellerie in tessuto Denim, specifiche per questa versione, offrono una buona impressione visiva e tattile, e il posto guida è ben configurabile grazie al sedile regolabile in altezza e al volante regolabile in altezza e profondità, rivestito in materiale soft-touch. Non mancano dettagli comodi come tavolini posteriori da viaggio, console centrale con bracciolo e vano portaoggetti, climatizzatore automatico, keyless entry, caricatore a induzione, e una serie di accessori pensati per la vita quotidiana. Il vano posteriore è capiente, e la panchetta ribaltabile 1/3–2/3 consente una gestione flessibile del carico. Nota positiva, le finiture azzurre non solo per i sedili ma anche per alcuni dettagli interni, e la tipica forma degli agganci per accessori Dacia, come il portatelefono accanto al volante; nota meno positiva, tutta la plastica interna rigida, compresa quella “da toccare” come le maniglie di apertura, seppure con goffrature e dal montaggio solido.
Dal punto di vista della visibilità, si segnala la posizione rialzata di guida, che permette di dominare bene la strada, ma solo a patto di guidare con il sedile alto e il volante -ben regolabile- quasi orizzontale: con una posizione di guida più sdraiata gli ostacoli alla vista sono un po’ eccessivi. In particolare, la visibilità laterale è buona nonostante le fiancate alte, mentre quella posteriore è leggermente più sacrificata dalla forma massiccia del portellone e del montante, mentre davanti bisogna fare i conti con il grande cofano squadrato e alto. In compenso, il sistema di telecamere e sensori di parcheggio si rivela efficace: il guidatore viene assistito in modo chiaro durante le manovre, e lo schermo centrale consente una buona lettura delle immagini. Pur non disponendo di una telecamera a 360°, ma costringendo a spostarsi in una delle quattro viste disponibili, il sistema è preciso e intuitivo, con una risoluzione adeguata e linee guida dinamiche che aiutano a capire meglio ingombri e traiettorie, soprattutto negli spazi stretti.
La strumentazione, completamente digitale, presenta una grafica semplice ma aggiornata, sostanzialmente sempre in tono scuro ma con una bella grafica di accesso che simula le isoipse di una cartina, e linee orizzontali verde chiaro per ripartire gli spazi, che costituiscono la nuova “firma” digitale delle Dacia recenti. I comandi al volante permettono di selezionare la strumentazione centrale, che comprende anche eco/power e distanza dalla vettura precedente, o la parte destra che alterna indicazioni di chilometraggio e consumi, di guida ecologica -con la classica “foglia”, la distribuzione tra motore elettrico o termico, o il navigatore -ma stranamente solo se collegato con lo smartphone. Il sistema infotainment della vettura provata include infatti il navigatore, abbastanza funzionale anche se semplice, i comandi touch e il collegamento diretto con lo smartphone, sia via cavo che wireless, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay. Il volante ha gli stessi comandi di altre Renault e Dacia; alcuni tasti sono liberi perché qui c’è solo una modalità Eco, e manca la guida autonoma, ma anche il Cruise Control adattativo -ci sono Cruise e Limitatore di velocità tradizionali.
Dal punto di vista tecnico, questa versione monta la motorizzazione ibrida full Hybrid 140, con un sistema che abbina un motore a benzina a un’unità elettrica e un cambio automatico multimode a 4 rapporti. La risposta alla guida è progressiva e adatta a chi cerca fluidità, con uno spunto brillante ai bassi regimi grazie all’intervento dell’elettrico, anche se si percepisce talvolta l’intervento del termico quando serve più coppia, soprattutto a causa dello marce corte del cambio. Il comportamento su strada è sincero e prevedibile: lo sterzo è ben tarato, l’assorbimento delle sospensioni equilibrato – anche se su buche secche e giunti si avverte un leggero irrigidimento – e l’insonorizzazione è migliorata rispetto alla generazione precedente. Non c’è ad esempio l’effetto sottosterzante, o il cambio di traiettoria in rilascio: la tenuta è sicura, e l’insieme è molto più stradale che fuoristradistico. Quanto all’off-road, l’auto è adatta per la guida su sterrato o ghiaia, che affronta con disinvoltura non solo per l’altezza, i grandi cerchi a spalla alta, le buone sospensioni e gli angoli di attacco ben studiati, ma anche per l’ausilio dell’elettronica, che non ha una modalità specifica ma interviene in caso di necessità, anche con i rapporti del cambio. Niente fuoristrada estremo, insomma, ma più disinvolta di altri SUV. I consumi, in condizioni miste, si sono attestati intorno ai 5,8–6,2 l/100 km, con l’ibrido che entra in funzione soprattutto in ambito urbano e nei tratti a velocità costante, oltre ovviamente alla ricarica in discesa -dove però a volte interviene il cambio meccanico per un maggior freno motore, soprattutto in B.
Ottimo il pacchetto di sicurezza e assistenza alla guida per la categoria: frenata automatica d’emergenza (AEBS), mantenimento e assistente attivo di corsia (LKA), riconoscimento segnali stradali, blind spot warning, distance warning, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera posteriore, 6 airbag e ESP. Presente anche il sistema Eco Mode con Start&Stop, freno di stazionamento elettrico, e l’utile Pack Parking, che migliora la maneggevolezza nei contesti urbani più stretti.
Il prezzo chiavi in mano per questa versione Journey Hybrid 140 con l’equipaggiamento mostrato si aggira intorno ai 26.900–27.500 euro, a seconda delle offerte del momento. Una cifra che, confrontata con le dotazioni offerte e con la qualità costruttiva ormai matura del modello, rappresenta un valore molto competitivo rispetto alla concorrenza. Modelli simili di altri marchi, con motorizzazione full hybrid e dotazioni comparabili, facilmente superano i 30.000 euro. La Duster, invece, continua a giocare la carta del contenuto ben confezionato, capace di soddisfare chi cerca una vettura concreta, spaziosa e adatta alla vita di tutti i giorni, senza rinunciare a una certa cura del dettaglio estetico e al piacere dell’essenzialità ben progettata.












































































