A Verona il raduno delle Opel che hanno fatto la storia
Ci sono marchi che si ricordano soprattutto per le sportive, altri per il lusso o per qualche modello diventato un’icona. Opel appartiene invece a una categoria più sottile: quella delle automobili che hanno costruito la propria reputazione facendo bene il mestiere dell’automobile. Semplici senza essere povere, robuste, razionali, spesso eleganti senza ostentarlo, per decenni le Opel hanno interpretato una solidità molto tedesca attraversando però stagioni diverse: il lungo periodo General Motors, durato fino al 2017 e capace di lasciare soprattutto nei modelli del dopoguerra qualche evidente suggestione americana, poi il passaggio a PSA e infine l’ingresso in Stellantis. Una storia nella quale non sono mancate automobili d’immagine, dalla GT alla Manta fino alla Calibra, ma nella quale il carattere del marchio è rimasto forse ancora più leggibile nelle Kadett, Rekord, Ascona e nelle tante berline e familiari nate soprattutto per durare.
Per questo il 13° Meeting Internazionale Opel Storiche, organizzato il 12 settembre a Verona da Opel Fans Italy e Opel Manta Fans Italy per celebrare anche i trent’anni del sodalizio, racconta qualcosa di più di un normale raduno. Piazza San Zeno ha riunito 85 equipaggi e 170 partecipanti, con vetture provenienti da diversi Paesi europei: dalla Olympia Rekord del 1951 alle Kapitän e Rekord degli anni Cinquanta e Sessanta, dalle Kadett alle Manta e Ascona, fino a Commodore, Monza e Calibra.
È quasi una storia del marchio raccontata attraverso le automobili sopravvissute, comprese alcune rarità che probabilmente nessun museo riuscirebbe a riunire con la stessa naturalezza.
Ed è forse proprio questo il punto: chi conserva una vecchia Opel raramente conserva soltanto un oggetto da collezione. Ci sono naturalmente i ricordi, ma c’è anche il piacere di ritrovare quella sensazione oggi meno comune di un’automobile concreta, leggibile, costruita per accompagnare la vita quotidiana senza trasformarla in una dichiarazione. Il successo del meeting di Verona — arrivato fino alla pagina stampa ufficiale Opel — dimostra che anche questa normalità può diventare cultura dell’automobile. E forse è proprio quando una Kadett o una Rekord parcheggiata in piazza riesce ancora a evocare una certezza, più che una semplice nostalgia, che si capisce perché certe automobili continuino a essere conservate
fonte: Carlo Carugati
Crediti fotografici: Carlo Carugati, Francesca Barbieri, Luciano Checcanin, Pirmin Lenherr, Marina Checcanin, Daniele Ruzza































