Parma nella Motor Valley tra storia e innovazione con Tomasi Auto
Ci sono idee che nascono come scintille.
Brillano, scaldano, rinchiuse dentro di noi, fino a che non le alimentiamo con l’ossigeno che potrà portarle a diventare fiamma: un insieme di sogni, conoscenze e competenze che talvolta sono capaci di trasformarsi in imprese in grado di durare nel tempo.
Questa è la metafora emersa durante l’inaugurazione della nuova sede parmense di Tomasi Auto, nel corso di un dialogo tra la presentatrice della serata e Andrea Vecchi, responsabile Marketing e Comunicazione di Dallara.
Un’occasione che, oltre a celebrare l’apertura del nuovo showroom, ha reso omaggio a due figure fondamentali dell’automobilismo italiano: Giampaolo Dallara e Andrea de Adamich.
Due percorsi differenti, ma accumunati dalla capacità di trasformare una passione in qualcosa destinato a lasciare un segno.
Una storia che trova le proprie radici nella provincia di Parma, parte integrante di quella straordinaria realtà industriale e culturale conosciuta come Motor Valley, dove troviamo molti esempi di ingegno individuale che spesso incontra le competenze necessarie per trasformarsi in impresa.
La vita di Giampaolo Dallara ne è un esempio lampante: nel 1972, dopo aver maturato esperienze importanti in Ferrari, Maserati e Lamborghini, l’ingegnere parmense fonda la Dallara Automobili a Varano de’ Melegari, iniziando non da una grande industria, bensì dalla semplicità di una casa di famiglia, due collaboratori ed un progetto ambizioso.
Da quelle origini umili e artigianali sarebbe poi cresciuta una delle realtà più conclamate dell’ingegneria automobilistica internazionale che ha come focus la progettazione di vetture da competizione e la ricerca di soluzioni tecniche sempre più avanzate.
Il progetto Dallata è sempre stato molto interessante anche nel suo particolare modo di intendere il design automobilistico, per il quale la bellezza può nascere direttamente dalla funzione: aerodinamica, leggerezza e materiali diventano linee, proporzioni e superfici, dando forma a vetture nelle quali ogni elemento risponde ad un’esigenza precisa.
Un’estetica che non si limita ad accompagnare la prestazione, ma che diventa espressione visiva della stessa.
Se, quindi, l’ingegnere parmense ha dedicato la sua carriera a progettare e perfezionare le automobili, Andrea de Adamich ha rappresentato il punto di vista di chi quelle automobili le vive al volante: due volte campione europeo Turismo con l’Alfa Romeo Giulia GTA, protagonista delle competizioni internazionali e della Formula 1, de Adamich ha attraversato uno dei periodi più affascinanti dell’automobilismo sportivo.
Conclusa la sua carriera agonistica, ha dedicato il suo impegno nel trasformare la propria esperienza in un progetto altrettanto significativo: nel 1991 fonda il Centro Internazionale Guida Sicura di Varano de’ Melegari, in collaborazione con Alfa Romeo.
In questo modo contribuisce attivamente alla diffusione di una cultura della guida fondata sulla consapevolezza, sulla conoscenza del veicolo e sulla capacità di affrontare le situazioni critiche.
Due storie differenti, ma profondamente complementari: Dallara ha contribuito a sviluppare le automobili, de Adamich a insegnare come comprenderle e guidarle in maniera veloce e sicura; entrambi hanno trasformato le proprie conoscenze in un patrimonio capace di andare oltre la dimensione individuale.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della Motor Valley: non soltanto una concentrazione di aziende e grandi nomi, ma un territorio nel quale competenze, tradizioni ed intuizioni continuano ad alimentarsi reciprocamente.
In questo stimolante scenario si inserisce anche l’apertura, avvenuta l’8 Ottobre 2026, della quinta sede italiana di Tomasi Auto, in Via La Spezia 183 a Parma, dopo quelle di Guidizzolo, Verona, Roma e Milano.
Una grande realtà che abbiamo già imparato a conoscere in altre occasioni, certamente diversa da quelle dei personaggi celebrati durante la serata, ma appartenente ad un’altra componente del solito mondo automobilistico: quella dell’incontro tra la vettura ed il suo nuovo proprietario.
Specializzata nella vendita di automobili usate multimarca, curandosi molto, attraverso numerosissimi processi industriali, dello stato della vettura e del suo ricondizionamento, prima che venga inserzionata, Tomasi Auto ci ha stupito con il superamento delle 19.000 vetture vendute nel corso del 2025, sviluppando un modello commerciale che affianca alla ricerca digitale, l’esperienza diretta in concessionaria.
Ci ricorda come il rapporto tra automobilista e vettura, continui a conservare una dimensione profondamente personale, poiché nonostante l’evoluzione del mercato e delle modalità di acquisto, un’automobile resta qualcosa da osservare, ascoltare e provare: le proporzioni di una carrozzeria, la qualità dei materiali, le sensazioni al volante; tutti aspetti che difficilmente possono essere restituiti interamente attraverso uno schermo.
Quindi, tornando alla metafora che mi è rimasta dentro anche rientrando verso casa da quella serata, il suo significato appare forse ancora più chiaro dopo aver analizzato questi importanti percorsi: la scintilla è l’intuizione, il coraggio di immaginare qualcosa che ancora non esiste ma in cui crediamo; l’ossigeno sono le competenze, l’esperienza e le persone che permettono a quell’idea di crescere.
La fiamma, infine, è il risultato del loro insieme, che rimane quando un’intuizione smette di appartenere soltanto a chi l’ha avuta, ma diventa capace di illuminare la strada anche per gli altri.








