Design

Audi e-tron GT concept, nuovo design per la granturismo elettrica del 2020

Se alcune recenti novità di prodotto sono in realtà nuove edizioni di vetture dal design già precedentemente definito, per la nuova Audi e-tron GT presentata al Salone di Los Angeles 2018 ci troviamo di fronte ad una concept car totalmente inedita, che si appresta a diventare vettura di serie con produzione nel 2020 e prime consegne nel 2021. La sua caratteristica principale è di essere l’ultima proposta della famiglia elettrica e-tron, ma qui in una dimensione diversa: la e-tron e la e-tron Sportback (pronta nel 2019) sono delle crossover alte, la PB18 e-tron concept è una visione futuribile di una supercar elettrica e autonoma, mentre la e-tron GT è una vera granturismo, una berlina-coupé a 4 porte dalle altissime prestazioni e dalla linea aerodinamica e ben definita. Figlia del pianale Premium Platform Electric condiviso con le future vetture elettriche del gruppo dal segmento B al D, è in qualche modo parente stretta della Porsche Taycan, anch’essa attesa verso il 2020: forme e proporzioni ricordano un po’ quelle di una Porsche, se non altro per il caratteristico taglio del padiglione, sfuggente verso la coda e assecondato dalla finestratura, con parafanghi abbondanti. Tuttavia, molte soluzioni stilistiche sono un una traccia non solo delle future e-tron di Audi, ma anche in generale di un linguaggio stilistico in via di rinnovamento.

Le forme della e-tron GT sono piuttosto scultoree, con le proporzioni ritenute migliori per una granturismo sportiva: lunghezza di 4,96 metri, larghezza di 1,96 metri e altezza di appena 1,38 metri, con un lunghissimo passo di 2,9 metri e cerchi tecnici da 22 pollici. Mentre l’insieme di tetto, montanti, finestratura e coda è un modello di pulizia formale, le linee si spezzano con decisione nella zona inferiore. La fiancata, in particolare, ha moltissimi centri di attenzione: i parafanghi larghi, la marcatissima piega sopra i parafanghi -evoluzione della «linea tornado» interrotta come nella recente A6, ma anche figlia di soluzioni analoghe del passato, europee e non solo, l’altrettanto marcata piega del brancardo che genera appendici aerodinamiche, ma anche un vano di scorrimento per l’aria degli sfoghi dietro le ruote, e ancora la piega centrale che divide in due le portiere longitudinalmente.

Gran parte della personalità di una vettura è definita sicuramente dal frontale, e qui ci troviamo sicuramente di fronte a un’Audi, con i sottili fari a matrice di LED e abbaglianti laser di ultima generazione, e una ripartizione netta in volumi geometrici, messi in evidenza da un’area scura, e dalle prese d’aria evidenti; i due elementi inediti sono sicuramente la presa sul cofano, che funge da alettone, vista su alcune supercar, e l’ultima versione del single frame, disegnato in modo da essere in qualche modo spezzato da un’area in tinta con la carrozzeria e da una fascia centrale, su cui si dispongono i quattro anelli in forma tridimensionale.

Nella coda, invece, si nota come il tetto confluisca in uno spoiler definito dalle pieghe sui parafanghi, sotto il quale di dispongono le luci a LED unite in un elemento unico; sempre nel cofano bagagli è disposta la targa, mentre la zona inferiore, ovviamente priva di scarichi, è scura e tutta dedicata al passaggio dei flussi d’aria. Ovviamente le luci producono nuovi giochi dinamici, che vedremo sulle prossime Audi di serie. Dentro, il design geometrico e minimale è accentuato dall’impiego di schermi e di materiali ecologici; i bagagliai sono due, 450 litri dietro e 100 davanti. Le performance sono garantite da Audi Sport, che si occuperò della produzione, con tetto in carbonio, pannelli di alluminio, e trazione integrale permanente quattro elettrica, con un motore per assale, per un totale di 590 CV di potenza e passaggio da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi e da 0 a 200 km/h in 12 secondi; nella norma i dati di autonomia (oltre 400 km con ricarica rapida all’80% in 20 minuti), che però costituiscono in questo caso un buon valore in rapporto alle prestazioni.

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