Passione

Volkswagen e-Bulli, quando il veicolo storico diventa elettrico

Come annunciato da qualche tempo, Volkswagen, attraverso il partner VWCV eClassic, consente la trasformazione di uno storico T1, noto come Bulli, in una versione elettrica. A seguito degli eventi legati al Coronavirus, la presentazione è stata soltanto virtuale, ma comunque effettuata ufficialmente da Volkswagen: il veicolo si chiama Volkswagen e-Bulli, esemplificato sulla base di un originale Samba T1 prodotto ad Hannover nel 1966, che prima della trasformazione ha percorso mezzo secolo nelle strade della California. Un veicolo obiettivamente bellissimo, riportato alle condizioni del nuovo, e che mostra le modalità costruttive della casa di Wolfsburg negli anni ’60, ancora in piena era Maggiolino.

Tuttavia, c’è una differenza fondamentale: al posto del classico motore 4 cilindri boxer a sbalzo da 44 CV, si trova una meccanica totalmente ricavata dalle più recenti realizzazioni Volkswagen per la propria gamma di veicoli elettrici. Il motore utilizzato, disposto dove il precedente, è ora un elettrico da 83 CV, con ricarica a corrente continua che consente oltre 200 km di autonomia: non moltissimi per un «viaggiatore» per antonomasia come il T1, ma ora veramente in linea con le idee ecologiste dei «figli dei fiori» degli anni ’60. E con prestazioni di tutto rispetto, una coppia massima di 212 Nm, contro i 102 originari, immediatamente disponibile, e una velocità autolimitata a 130 km/h in luogo degli originari 105.

Guardando i dettagli interni si nota come, grazie alla semplicità dell’elettrico, è stato possibile conservare il minimalismo del T1 storico, per stile, forme e materiali, con l’aggiunta di ciò che serve per la nuova tecnologia: la novità più evidente è il cambio automatico monomarcia, ma con funzionalità P, R, N, D e B che consente un miglior recupero di energia, ad esempio in frenata. Lo spazio del Bulli permette facilmente la collocazione delle batterie agli ioni di litio, con la possibilità di ricarica con corrente alternata o continua: in quest’ultima modalità, con una specifica presa, la batteria riceve fino a 50 kW, con un tempo di 40 minuti per raggiungere l’80% della ricarica. Anche il telaio è stato aggiornato rispetto a quello originario, adottando anche sospensioni multi-link su tutti gli assali, con ammortizzatori regolabili.

Potrebbe sembrare solo una specie di preludio all’uscita dell’ID.Buzz, il T1 del futuro nato esclusivamente elettrico, visto già in forma di concept car e previsto per il 2022, ma in effetti apre nuovi scenari anche nel mercato del veicolo storico, un tempo riconvertito per uso quotidiano soltanto con alimentazione a gas, che oggi invece guarda sempre di più all’elettrico, come abbiamo già visto, ad esempio, per alcune Fiat Panda storiche. Una sfida concettuale nei confronti dell’originalità del mezzo e del restauro storico, ma che obbedisce invece alla logica del riuso di veicoli che rischiano di essere costretti o a stare fermi, o ad essere utilizzati solo in parata. Vedremo se l’idea, che in realtà non è propriamente economica, farà tornare su strada forme di altri tempi.