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Il premio Mauto Matita d’oro 2019 a Marcello Gandini, e altri premi a note personalità dell’automobile

Il premio Matita d’Oro è uno dei momenti più singolari all’interno del Mauto, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino: si tratta di un premio dedicato ad un maestro del design automobilistico, consegnato nella prima edizione del 2017 a Giorgetto Giugiaro, e quindi ad Ercole Spada e alla memoria di Tom Tjaarda lo scorso anno. Per il 2019, è stato proclamato vincitore Marcello Gandini, a cui il Museo ha dedicato recentemente una mostra tematica, che abbiamo commentato anche nelle nostre pagine.

La serata della consegna del premio, svoltasi lo scorso 15 ottobre al Museo, è stata come di consueto un vero e proprio show su storia e futuro dell’auto, alla presenza del presidente del Mauto Benedetto Camerana, alla direttrice Mariella Mengozzi, e a designer e personalità del mondo dell’auto, tra cui ad esempio il designer di alcune delle più belle Pininfarina Aldo Brovarone, e con la consueta divertente presentazione di un torinese DOC come Piero Chiambretti. 

Il premio Matita d’oro 2019 è stato assegnato a Marcello Gandini «per aver impresso, con successo e riconoscimenti internazionali, una svolta significativa all’evoluzione del Transportation Design»; ha ritirato il premio la figlia, Marzia Gandini, causa indisposizione del maestro di design, autore di vetture indimenticabili. Poi la novità di quest’anno, con l’assegnazione di altri quattro «Premi Mauto» ripartiti in altrettante categorie. Il premio per l’Ingegneria è andato alla memoria di Sergio Sartorelli a 10 anni dalla scomparsa, «per l’importante contributo in qualità di progettista e ingegnere dell’automobile»: fu autore presso Ghia e il Centro Stile Fiat di vetture di grande successo come la Fiat 1100, la Fiat Ritmo e la Fiat 126, la Karman Ghia Coupe 1500 e la Ford Taunus. Il suo archivio comprendente circa 2000 disegni originali tra gli anni ’50 e ’80 del novecento e molte fotografie dei modelli studiati e realizzati, nonché altre fotografie di momenti della sua vita professionale, è stato donato quest’anno al Centro di Documentazione del Mauto per volontà della moglie Maria Costanza Amoruso.

Il premio per la Fotografia è andato invece a Giorgio Bellia «per l’originale interpretazione dell’automobile che ha saputo dare in qualità di artista fotografo». I suoi scatti fanno parte di un periodo particolare della storia dell’automobile, tra gli anni ’60 e gli ’80, con i modelli e le personalità più celebri del tempo, e immagini inconsuete che risultano vere e proprie opere d’arte. Il suo archivio è stato donato al Mauto, e dal 16 ottobre al 12 gennaio 2020 è in corso la mostra al Museo «Un filtro inedito sul mondo dell’auto» con una selezione dei suoi scatti.

Gli altri due premi sono invece dedicati ad altrettante personalità fondamentali nella storia del Museo, l’Avvocato Giovanni Agnelli e il fondatore del museo, Carlo Biscaretti di Ruffia: sono stati assegnati rispettivamente a Sergio Pininfarina e Ludovico Campana per il progetto TUC.technology, che, come abbiamo documentato, è stato esposto di recente per alcuni mesi al Mauto rappresentando un nuovo modo di concepire l’auto attorno al sistema elettronico dei veicoli, e a Mauro Forghieri, l celebre direttore tecnico della scuderia Ferrari dal 1962 al 1984, sotto la cui direzione il Cavallino ha vinto 4 titoli mondiali piloti e 7 mondiali costruttori, che ha espresso le sue vivaci opinioni in merito alle corse storiche, attuali e future. Una scelta non casuale: la direttrice Mariella Mengozzi, infatti, che proviene dall’esperienza professionale in Ferrari, ha anticipato anche a Virtual Car che nel 2020 si terranno due nuove mostre dedicate alla Formula 1 e ai Rally.

Foto press Giorgio Perottino – Getty per Mauto