Passione

Fiat 130, l’ultima ammiraglia: un incontro con Marco Visani al centro culturale Franzoni Auto di Brescia

Sono tante le iniziative dedicate alla cultura dell’auto d’epoca promosse dal Centro Culturale Franzoni Auto – Divisione Classic di Brescia, e coordinate dal direttore artistico Carlo Carugati. Lo scorso 14 settembre 2019, presso la sala conferenze, si è tenuta una conferenza dedicata alla Fiat 130, “l’ultima ammiraglia”, a cura dello scrittore e giornalista Marco Visani, autore di un libro dedicato proprio alla 130. Sono state narrate le vicende che hanno fatto nascere la vettura, prodotta dal 1969 al 1977, ma anche le motivazioni della fine del modello senza lasciare eredi. Furono i due fratelli Agnelli, allora nuovi dirigenti Fiat, che sollecitarono la produzione di un’ammiraglia con motore prestigioso e sospensioni di alto livello, a ruote indipendenti, per fare concorrenza alle Mercedes. In Fiat allora c’era l’ingegner Dante Giacosa, autore di vetture importantissime della storia di Fiat, che era contrario alla progettazione di una Fiat che non fosse di categoria utilitaria o media, oppure sportiva. La 130 fu progettata comunque in soli 15 mesi, e con un motore inedito, un 6 cilindri a V inizialmente da 2,8 litri, poi portato a 3,2, progettato dall’ingegner Aurelio Lampredi, autore di tanti celebri motori: un V6 che, quindi, non era parente di quello delle contemporanee Fiat Dino Coupé e Spider, progettato direttamente da Ferrari. Dalle performance elevate per il periodo, ma anche dagli alti consumi, circa 6 km/l dichiarati, tuttora un problema anche per gli stessi collezionisti in caso di spostamenti per raduni ed incontri. 

E’ stata narrata anche la storia di alcune varianti sulla Fiat 130, come le station wagon appartenute alla famiglia Agnelli: tra queste, in tutto quattro ma di cui solo di tre si hanno notizie, una fu destinata all’avvocato Gianni Agnelli, con finiture in legno sulle fiancate, e un’altra più sobria al fratello Umberto. La Fiat 130 è stata anche coupé, disegnata da Paolo Martin per Pininfarina e prodotta dal 1971, che più avanti (1974) ne presentò anche una variante 4 porte, giudicata da tutti bellissima: un’ipotesi per la sostituzione della berlina con una moderna berlina-coupé. La 130, tuttavia, non ebbe un seguito di produzione: il motivo fu soprattutto la crisi economica del 1973, e anche l’IVA pesante per le vetture oltre 2 litri, in un mercato in recessione per tutte le vetture di lusso. Il top di gamma Fiat, quindi, divenne la 132, mentre il ruolo di marchio di lusso fu poi affidato a Lancia. Durante la conferenza, c’è stata la possibilità di vedere una vettura dal vero, un esemplare di Fiat 130 coupé 3.200 automatica. Prossimo appuntamento il 19 ottobre, con l’incontro “Il Cavallino nel cuore” tenuto dall’ingegner Leonardo Fioravanti, sempre sotto la direzione di Carlo Carugati.