“Le più belle auto di tutti i tempi” al 2° Historic Car Venice

Nei giorni 14 e 15 ottobre 2017 l’Automobile Club Venezia ha promosso il secondo Raduno/Esposizione «Historic Car Venice», alla presenza delle «più belle auto di tutti i tempi», come recitava lo slogan ufficiale. Le vetture hanno sfilato nelle vie di Mestre fino al Lido di Venezia, con l’intenzione da parte dello staff dell’Automobile Club Venezia e del presidente Giorgio Capuis di mostrare ai partecipanti aree meno note dell’entroterra veneziano.

Dal centro di Mestre, in piazza Ferretto, la manifestazione si è quindi allargata fino al Lido di Venezia, arrivando a coinvolgere il cuore della storica città lagunare, il bacino di San Marco: qui hanno sfilato a bordo di una chiatta le vetture vincitrici del Concorso a categoria, giudicate dalla commissione tecnica presieduta da Dario Mella, con Carlo Carugati e Bruno Vettore. Le categorie erano in tutto cinque: a rilevanza agonistica, progesso tecnico, eleganza, desiderio e immagine, un premio speciale era riservato alle vetture delle forze dell’ordine. Nuove e storiche, dalla Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio dei Carabinieri, alla storica Fiat 1100 103 della Guardia di Finanza, per arrivare alla Isotta Fraschini tipo A dei Vigili del Fuoco, insieme a mezzi militari come il Dodge Commando car del ’42, la Ford M 151 A1 del ’64 o le storiche Jeep Willys.

Alle 12.30 del sabato è stato reso noto l’elenco delle vetture finaliste, 12 in tutto insieme ad 8 menzioni e 15 premi extra attribuiti ad alcuni veicoli delle forze dell’ordine; nell’anniversario dei 60 anni della Fiat 500 tre premi sono stati attribuiti a versioni meritevoli, come una ormai rarissima N del 1960, una F dal restauro perfetto del 1968 con guida a destra ed una L del 1972 nella classica livrea blu scuro con interno rosso.

Nel pomeriggio inoltrato, dopo l’annunciata sfilata da Mestre a Venezia, un gruppo selezionato di veicoli è arrrivato tramite Ferry Boat, con crocera nella laguna, al Lido di Venezia, dove sono stati messi al sicuro nell’Hangar messo a disposizione dall’Aeroporto Nicelli. Poi, con un battello predisposto a Ca’ Vendramin Calergi Casinò di Venezia, si è svolta la serata di Gala con le relative premiazioni, alla presenza del presidente dell’Automobile Club Italia Sticchi Damiani ed a personaggi dello sport automobilistico, come il pilota Giorgio Sernagiotto, professionista con un lungo palmares, nonché driver coach.

Domenica mattina dopo il briefing tecnico si è tenuta la rievocazione del Circuito del Lido di Venezia “Il Circuito degli assi”, un tracciato di 3850 m che si svolgeva negli anni ’20 in un’elegante cornice liberty, con piloti del calibro di Nuvolari. Le 12 vetture vincitrici hanno quindi attraversato la laguna nella chiatta, con shooting fotografico davanti a Piazza San Marco, evento che ha segnato il termine ufficiale della manifestazione ed un arrivederci alla prossima edizione 2018.

> Carlo Carugati

Motoring art: Ferrari 312P e Maserati CL4, di Oscar Morosini

Rientriamo nel mondo della motoring art con uno dei protagonisti del panorama italiano, Oscar Morosini. Pittore professionista, specializzato in acquarelli, ha ripreso recentemente a dipingere automobili: vi presentiamo le sue ultime creazioni, che uniscono l’aspetto storico-motoristico a quello poetico, come se la tecnica impiegata permettesse di ridare vita e sostanza a “ombre” del passato.

La prima vettura raffigurata è la Ferrari 312P, che dal 1971 al 1974 partecipò in versioni sempre rinnovate al campionato mondiale prototipi, vincendo quello del ’72 con Ickx-Merzario. Il dipinto è ricavato da una foto, scattata dallo stesso Morosini nel 2006 alla festa Ferrari di Monza, nella quale la presenza del meccanico rende l’automobile da corsa ancora più suggestiva.

L’altro dipinto ritrae una Maserati CL4 1938, che rappresenta un momento importante nella storia dell’automobilismo; il modello, dopo la pausa della grande guerra, fu rinnovato come 4CLT, con piloti del rango di Villoresi, Nuvolari, Pelassa e Raymond Sommer, in competizione soprattutto con le Alfa Romeo 158 e le Mercedes. Anche questo acquarello si ispira ad una foto scattata a Monza nel 2006.

Smart Mobility World, conclusa a Torino la quinta edizione sulla mobilità sostenibile

Se c’è un evento italiano che riguarda la mobilità sostenibile e intelligente, questo è sicuramente Smart Mobility World, giunto alla quinta edizione. Dopo sedi rappresentative della storia dei motori come l’Autodromo di Monza, la manifestazione è tornata a Torino Lingotto, luogo del debutto nel 2013.

La formula di Smart Mobility World si è rinnovata nel segno della continuità: accanto alle relazioni (ben 23 sessioni con 240 relatori), che hanno trattato di numerosissimi aspetti differenti, ma tutti legati al tema della smart mobility, c’erano gli espositori che hanno mostrato idee e tecnologie, e naturalmente i veicoli, fermi nelle aree espositive e in movimento nell’area esterna. Una formula molto particolare, perché permette di avere un quadro a 360° di tutte le tecnologie che ruotano intorno al tema della sostenibilità o della mobilità intelligente, anche al di là della singola automobile elettrica.

L’evento ha accolto oltre 3.000 operatori accreditati nelle giornate del 10 e dell’11 ottobre 2017, ed è stato organizzato da Clickutility Team, GL Events Italia e Innovability, con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino e Camera di Commercio Industria, Agricoltura e Artigianato di Torino, oltre che dalle principali associazioni di settore. L’evento faceva parte della settimana dedicata al design “Torino Design of the City”, e in effetti questa formula potrebbe avere un’evoluzione nell’edizione del 2018 (3-4 ottobre): si pensa infatti di affiancare Smart Mobility World, destinata da sempre ad operatori professionali, ad alcuni eventi rivolti ad un pubblico più ampio, durante una “Smart Mobility Week”.

Il 4x4Fest di Carrara: un successo anche la 17ma edizione

Una delle manifestazioni che Virtual Car ha sempre seguito con attenzione è il 4x4Fest di Carrara, singolare Salone Nazionale dell’Auto a Trazione Integrale. Forse non tanto per le vetture in sé, talora sportive a trazione integrali ma il più delle volte fuoristrada di serie o dalle elaborazioni più fantasiose, quanto per le numerose storie che i singoli stand sono in grado di raccontare, dai traversi nella sabbia alle avventure nel deserto, comprese le spedizioni umanitarie.

Anche quest’anno il Salone è stato una festa, ma anche un buon successo in quanto fiera espositiva: nei padiglioni di CarraraFiere sono stati più di 33.000 i visitatori, 1.000 in più rispetto allo scorso anno che aveva tra le protagoniste anche le bike. Particolare il fatto che, sebbene la fiera si svolga da 17 anni, molti visitatori si sono recati all’evento per la prima volta, tra i quali evidentemente parecchi giovani; il 48% dei visitatori provenivano dal centro Italia, il 37% dal nord e il 15% dal sud. La promozione a livello nazionale ha quindi portato nuovi marchi tra gli espositori della Fiera, in totale oltre 200 che hanno occupato 52.000 metri quadrati: tra questi 8 case ufficiali, Great Wall, Jeep, Land Rover, Mitsubishi, SSangYong, Suzuki, Toyota e Uaz, le case di Quad Polaris, Can Am, Arctic Cat e CF Moto e le aziende di pneumatici BF Goodrich, Malatesta e Pirelli.

L’importanza di un Salone si valuta anche dalle presentazioni nazionali: quest’anno, Suzuki ha portato la compatta sportiva New SWIFT 4WD ALLGRIP, mentre Toyota ha fatto debuttare il nuovo Land Cruiser dalle linee sempre più originali e vicine a quelle delle automobili più recenti della casa.

Il 4x4Fest ha poi tutta una serie di situazioni che da sempre lo rendono un salone unico, a volte con analogie con il Motor Show, ma più spesso con una vera festa tematica dedicata al fuoristrada: anche in questa edizione non sono mancati gli espositori di accessori, elaborazioni, preparazioni, ricambi e servizi, come pure gli spettacoli o i raduni, come quello monomarca Toyota del FIF, il Mitsubishi Day, il tour nelle cave di marmo di Fantiscritti e il tour della Corchia, in alta Versilia. Entro la zona fiera, ma all’esterno, è stata rinnovata la pista di prova su un percorso di 3.700 metri, per poter testare le auto a trazione integrale messe a disposizione dalle Case. Da segnalare anche la Scuola Quad FMI SNQ, con corsi teorico pratici, o la Scuola di Fabio Fasola per le moto da enduro: in entrambi i casi, i protagonisti sono stati anche i bambini, ai quali alcuni corsi erano dedicati in modo specifico.
Appuntamento quindi al 2018 per la 18ma edizione.

Il Grand Tour di Montecarlo di Lucca giunto alla sedicesima edizione

Lo scorso 8 ottobre 2017 si è svolto il sedicesimo Grand Tour di Montecarlo di Lucca, organizzato ogni biennio dal Kursaal Car Club di Montecatini, associato all’A.A.V.S. (Associazione Amatori Veicoli Storici) federata FIVA. Il raduno si è svolto con 40 equipaggi e automobili di varie epoche, vero museo viaggiante.

Il gruppo delle auto partecipanti partiva dagli anni ’30 per arrivare alle più recenti Lotus Elan, Jaguar Executive 8V e BMW Z3M; molte le rappresentanti degli anni ’60, con le Alfa Romeo Giulia, nelle varie interpretazioni berlina, spider, GT, la berlina Fiat 1300 di ispirazione americaneggiante, o la Fiat 500 R, ultima serie del modello nato 60 anni fa e prodotta a Termini Imerese. Lancia esibiva una panoramica di Fulvia Coupè, dalla Rallye 1,3 S del 1970 (proveniente da Livorno e premiata) agli allestimenti “fanalona”, rally di Montecarlo, e 1,3 S Montecarlo stradale, realizzata per festeggiare i successi del mitico “Drago” Munari che aveva trionfato nel rally di Montecarlo del 1972. E ancora, la Beta Spider 1800 realizzata da Zagato, e una rara e conservata Lancia Delta 1500 prima serie del 1980, con ancora lo storico adesivo “Auto dell’Anno”. Gli inglesi, si difendevano con una elegante e sportiva berlina Jaguar MK2 3,4 del 1963, e altre vetture come Austin Healey 100/6 del 1957, Morgan 4/4, Panther Callista ed una rara Triumph Dolomite Sprint, auto che nella seconda parte degli anni ’70 dava del filo da torcere alla concorrenza per le prestazioni sopra la media.

Dalla Germania, soprattutto Porsche, con delle Speedster “replica”, una luminosa Volkswagen Porsche 914 2.0 e le ricercate 911 2.4 S targa, e 3.2 Carrera Coupè e Speedster. Mercedes era rappresentata da una serie S America del 1970 con i caratteristici doppi fari e le classiche sospensioni pneumatiche e si faceva notare, per Opel, una bella GT 1900 rossa, definita la “Corvette” europea, per la somiglianza in dimensione più compatta con la poderosa Chevrolet Corvette, presente tra l’altro in versione roadster, che strizzava l’occhio insieme ad una Cadillac Eldorado del 1971 alla più vecchia partecipante, premiata anche per le impeccabili condizioni: la Chevrolet Confederate De Luxe roadster del 1932. La Confederate è lo sviluppo della precedente Independence del 1931, con soluzioni innovative per il radiatore ed i carburatori; dotata di un motore a 6 cilindri di 3180 cc sviluppava una velocità massima di 100 km/h, aveva un costo di 445 dollari e di questra serie ne furono prodotte 1118 unità. La vettura presente e perfettamente funzionante venne inizialmente destinata all’Argentina ed arrivò in Italia, nel 2008, grazie ad un ricercatore e collezionista italiano; il restauro durò quattro lunghi anni e venne rimessa in circolazione nel 2012.

Il presidente del Kursaal Car Club, Cesare Natali, con i suoi collaboratori, ha anche quest’anno curato quelli che sono gli aspetti tipici di questi raduni, che iniziano sempre dalla parte culturale: per l’appuntamento 2017 è stata individuata Villa Borbone, una dimora, fuori dal circuito delle Ville lucchesi, nascosta in uno scrigno verde come la pineta di ponente di Viareggio. Si è avuto l’onore di avere come guida Mons. Scarabelli, che da appassionato di storia è stato prodigo di informazioni e curiosità sulla storia di questa villa, pensata come Casino di caccia, edificata dal 1821 per la duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone-Spagna. Passata alla Marina Militare nel 1906, subì gli affronti della Prima e Seconda Guerra Mondiale ed arrivò infine nella seconda metà degli anni ’80, in dono, al Comune di Viareggio che ne iniziò il progetto di restauro e riutilizzo dal 1999.

Il gruppo delle automobili è quindi rientrato a Montecarlo con meta al Ristorante “Fattoria il Poggio”; ad accogliere gli ospiti una pregevole Fiat 508 S elaborazione Stanguellini che partecipò alla Mille Miglia del 1947 con l’equipaggio Aymo Maggi – Antonio Brivio e nella sua storia, portò anche la soubrette, attrice Delia Scala. Nel pomeriggio si è tenuta la tradizionale sfilata nella via Roma di Montecarlo con la presentazione e premiazione, delle vetture e degli equipaggi partecipanti, alla presenza dell’Assessore allo Sport e Turismo di Montecarlo e al Coordinatore Nazionale dei Club A.A.V.S.; ha avuto modo di parlare anche il costruttore Roberto Giorgietti, che con la sua storica carrozzeria di Montecatini realizzò nel passato una serie di 400 Alfa Romeo Giulia Familiare per la Polizia Stradale. Tra le coppe assegnate, oltre a quelle già menzionate, di particolare rilievo quella assegnata da A.A.V.S. ad una stupenda Fiat Osca 1600 S cabriolet del 1965.

> Carlo Carugati per Kursaal Car Club

IAAD: Chris Bangle è il nuovo Direttore Scientifico del dipartimento di Transportation Design

Lo IAAD, l’Istituto di Arte Applicata e Design di Torino guidato dal direttore e CEO Laura Milani, si distingue da sempre per la presenza di personalità del mondo del design: nel Dipartimento di Transportation Design, ad esempio, c’è la figura di Giorgetto Giugiaro, che dal gennaio 2016 ne ha assunto il ruolo di Presidente. Ora è la volta di Chris Bangle, altro nome del design internazionale, che è stato nominato Direttore Scientifico del dipartimento.

La nomina è avvenuta in occasione di un talk sul futuro del car design, organizzato da IAAD il 10 ottobre durante Torino Design of the City, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale. Un’occasione per conoscere dalle parole di Chris Bangle il suo pensiero sul futuro del car designer:

«Il ruolo del car designer è messo fortemente in discussione, ed è necessario ripensarlo per il futuro. Occorre rendere il car design più forte creando solide basi per far sì che continui ad esistere e che la società ne possa beneficiare, elevandolo a ciò che veramente è: un approccio all’atto creativo che va ben oltre la mera funzionalità del trasporto su quattro ruote. Sarà quindi necessario distinguere trail car design, capace di aggiungere valore a un mezzo di trasporto creando forti elementi emozionali, da discipline meno flessibili, come ad esempio il transportation design.»

Secondo Laura Milani, «l’ingresso di Chris Bangle nella nostra università è un passaggio di fondamentale importanza per tracciare la rotta del futuro del nostro già eccellente Dipartimento di “Transportation design”. L’education lavora costantemente sul futuro e il cambiamento è parte integrante di questo dna in perenne evoluzione. Con Bangle, il car designer più visionario dei nostri tempi, siamo a ribadire la volontà di confermare Torino come punto nevralgico della cultura del car design nel mondo.»

Chris Bangle ha ribadito di essere onorato della sua presenza nello IAAD proprio per gestire il percorso del Dipartimento scolastico, nel segno della futura cultura del design.

Autostyle 2017, conclusa la grande festa del design con conferenze, esposizioni e concorso

Ancora una volta, il professor Roberto Artioli, a capo di Berman SpA la nota azienda di componenti e accessori originali automobilistici, ha fatto centro: nella suggestiva cornice di Villa di Bagno, presso Mantova, la quattordicesima edizione di Autostyle è stata una vera festa di design. Accanto ai giovani concorrenti del concorso Autostyle Design Competition 2017, provenienti dalle principali scuole di automotive design europee, c’è stata la conferenza sul design tenuta dai protagonisti dell’automobilismo internazionale, e un’esposizione di vetture recenti, degne di un vero salone automobilistico.

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Disegni dei lettori: Fiat Punto, di Domenico Fosco

Una nuova realizzazione 3D ci è stata inviata da Domenico Fosco: si tratta di un’ipotesi fantasiosa per una futura Fiat Punto, da poco uscita di produzione, realizzata in sole 5 ore.

> Domenico Fosco per Virtual Car