Virtual Car long test drive: Peugeot 308 SW, spazio e comfort a tre cilindri

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L’ultimo Virtual Car long test drive del 2014 è dedicato alla Peugeot 308 SW, una prova d’uso che ci ha visti impegnati, questa volta, in diverse regioni italiane, dalla Lombardia alla Liguria, dal Piemonte alla Toscana, per oltre 2.000 km, e che ha avuto come meta principale il Lago Trasimeno, come da foto di copertina. La nostra 308 SW, nella versione intermedia Active e dotata del 1.2 e-THP tre cilindri turbo da 131 CV, si è dimostrata una grande stradista, comoda e sicura, con uno spazio ampiamente sfruttabile per i bagagli. E forse anche con un pizzico di maturità in più rispetto alla 308 berlina di inizio serie, già provata da Virtual Car in aprile.

Esteticamente, vale quanto già scritto sulla 308 berlina: in questo caso, la sportività elegante si esprime su un corpo vettura più lungo, come emerge soprattutto dalla vista laterale, dove spicca l’ampio sbalzo posteriore a tutto vantaggio del bagagliaio più che del divano posteriore. La coda più lunga segue esattamente le stesse linee e pieghe aerodinamiche della fiancata della berlina, con un portellone importante ed elegante, e le luci a C avvolgenti e dinamiche. La terza luce laterale migliora luce interna e visibilità, sempre molto buona, mentre davanti le luci tradizionali, con quelle diurne a LED; assicurano comunque una buona luminosità. Lunghezza e finiture possono tranquillamente far scambiare la 308 SW per una station wagon o una due volumi hatchback del segmento superiore: la lunghezza di 425 cm, in realtà, si gestisce piuttosto bene anche in città, dove preoccupano di più i 180 cm di larghezza; l’altezza limitata a 146 cm dà invece slancio alla fiancata, che per le forme regolari non ruba troppo spazio al bagagliaio, dalla capienza di 420 litri in configurazione a 5 posti.

All’interno l'”i-Cockpit” la fa come di consueto da padrone: volante piccolo, strumentazione in alto, touchscreen a centro plancia integrato con le bocchette. Rispetto alla 308 Allure, questa versione ha una strumentazione più semplice, con una zona centrale a caratteri illuminati in bianco, che non replica i comandi del touch screen, e solo i comandi principali sul volante, senza cruise adattivo. Alla fine, non manca comunque nulla: questo allestimento intermedio costituisce un ottimo compromesso in termini di funzionalità e dotazioni, comprendendo anche il sistema multimediale con touchscreen nell’ultima release, impostabile anche con un paio di grafiche differenti. La presenza dei comandi della climatizzazione solo nel sistema multimediale rende più pulite le linee, ma anche meno istintivo il controllo, possibile solo a schermo acceso; c’è da dire che, forse per le temperature miti e stabili nei giorni della prova e nonostante la pioggia abbondante, poche volte è stato necessario cambiare le impostazioni del clima automatico bizona. Il navigatore, tipico delle ultime Peugeot, è integrato nel sistema, così come i sistemi di connessione e la possibilità di caricare specifiche app; tanti i vani a disposizione per appoggiare e custodire oggetti, compreso quello nel bracciolo del tunnel centrale, che però può essere aperto solo in posizione arretrata, mentre in avanti interferisce un po’ con la leva “tradizionale” del freno a mano. Sedili comodi dal tessuto pratico e robusto, comandi manuali di regolazione dei sedili semplici ed efficaci. Un bel lavoro di design unito a una buona cura dei materiali; come per la berlina, solo la parte inferiore della plancia è in plastica molto rigida, ma con forme, montaggio e goffratura di qualità.

Su strada, abbiamo potuto testare quasi ogni genere di percorso, dalle statali sul lago e sul mare, all’autostrada, comprese le salite e i tornanti dell’Autocamionale della Cisa. Fatta salva la buona tenuta garantita dalle carreggiate e dal passo generosi, la curiosità era tutta concentrata sul piccolo 3 cilindri da 1,199 cc, che ha la stessa base di quello montato anche sulle piccole del marchio come la 108, ma dotato di turbocompressore, contralbero di equilibratura e altre caratteristiche tecniche per farlo sembrare un quattro cilindri. Un motore così compatto è in grado di muovere agevolmente una station wagon spaziosa come la 308? Il responso è sicuramente positivo: i 131 CV del 3 cilindri consentono di superare i 200 km/h, e accelerare da 0 a 100 km/h in circa 10 secondi, con una prontezza degna di un 1.6 litri, ma anche con una buona silenziosità, grazie al lavoro di isolamento acustico generale, e al trattamento dello scarico per evitare il suono “da moto” agli alti regimi. Anche a pieno carico, si può fare un uso limitato del cambio a sei marce -con indicatore di cambiata nel display- grazie ad una buona elasticità, sebbene la spaziatura dei rapporti inviti a scalare per sfruttare il turbo e il brio del motore.

Il motore, dunque, non è inadeguato, né insufficiente per la vettura: rispetto al 115 CV della berlina diesel da noi provata, dispone di una coppia analoga (230 Nm contro 250 Nm, entrambe a 1.750 giri/min), ma dà proprio l’impressione di gravare meno sull’avantreno: in realtà, la carrozzeria da station wagon è lievemente più pesante nel complesso, ma l’equilibrio delle masse è distribuito in modo diverso. La sensazione è quella di una gran stabilità e agilità nelle curve, accresciuta dal volante dal diametro ridotto: il telaio appare in grado di supportare potenze ben superiori, e non si è mai in apprensione. Quanto ai consumi, l’autonomia teorica di 1.150 km con il consumo medio dichiarato di 21,3 km/l è distante dai valori reali, ma i 1000 km con un pieno sono alla portata di una condotta di guida “normale”: siamo anche in questo caso vicini alle prestazioni di un diesel compatto ma di cilindrata superiore. Le emissioni sono pari a 109 g/km di CO2 e l’omologazione Euro 6.

Per quel che riguarda il prezzo, la base di questa versione da 131 CV è di 21.800 euro, che salgono con alcuni optional; la vettura in test, priva di molti accessori dell’altra 308 provata, aveva comunque tutto l’indispensabile. Un prezzo interessante, se si considerano anche i vantaggi economici dati dalla piccola cilindrata, e l’immagine “importante” della vettura.

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