Virtual Car long test drive: Peugeot 108 TOP! 5 porte, cittadina tuttofare

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Primo test drive di circa tre settimane per l’anno nuovo: protagonista, la Peugeot 108 TOP!, la versione che ha debuttato nel 2014 della compatta franco-nipponica, dotata di 5 porte e tetto apribile in tela. Auto compatta e cittadina per vocazione, rispetto alla precedente 107 acquista una maggiore maturità, proponendosi anche come vettura multiuso, che non disdegna anche lunghi viaggi autostradali.

Esteticamente, le linee della Peugeot 108 fanno ormai parte dell’arredo delle nostre città: il progetto è condiviso con Toyota (Aygo) e Citroën (C1), e forse la 108 è la più elegante e classica delle tre. E’ soprattutto il frontale a dare questa impressione, modellato in scala su quello delle più recenti Peugeot di maggiori dimensioni, come 208 e 308, compresa la forma particolare dei fari. La firma a LED è sottile e in basso, mentre il cofano è alto, corto e arrotondato: vista da vicino, si avverte una certa imponenza da piccola monovolume, ma da lontano l’effetto in prospettiva è di un cofano ancora più lungo. La fiancata ha le pieghe tipiche delle sorelle maggiori della casa, mentre dietro colpiscono i gruppi ottici con le triple “unghiate” disposte a C, attorno a un elemento cromato a specchio. Anche per la nuova 108, la porta posteriore rimane di dimensioni piccole e con apertura non a 90°, ma con una buona accessibilità, e con il montante posteriore più importante rispetto al passato. Tipico anche il lunotto-portellone in vetro, con spoiler, che comprende anche il pulsante di apertura, il pulsante di chiusura del sistema keyless e la telecamera posteriore, vicino alla targa. A proposito del sistema keyless, montato sul nostro esemplare, la chiave può essere tenuta in tasca, ma le maniglie cromate si aprono e si chiudono con un pulsante sporgente, mentre nella plancia si trova il pulsante di avviamento e spegnimento.

Il design complessivo, con passo lungo di 234 cm, sbalzi corti e scudi arrotondati e sporgenti il minimo indispensabile, riduce la lunghezza a 348 cm (1 cm in più rispetto alla C1), con larghezza non ridottissima di 162 cm e altezza di 146 cm; questo consente un buono sfruttamento dello spazio interno, ovviamente con qualche sacrificio nei posti posteriori e soprattutto nel bagagliaio di circa 180 litri, più grande rispetto alle citycar di qualche anno fa, ma di dimensioni inferiori rispetto ad altre concorrenti dirette. La nostra foto mostra quanto occupa il classico packaging di 6 bottiglie di acqua minerale e una borsa della spesa piena: il meglio si ottiene ribaltando i due schienali posteriori, rinunciando ad ospitare le 4 persone previste da libretto. Una nota sul particolare colore esterno del nostro esemplare, denominato Red Purple, con tetto nero e calotte specchietti cromate: a prima vista sembra un violetto metallizzato molto femminile, visibile anche nella parte in metallo a vista degli interni, ma a seconda della luce oscilla tra un viola più intenso e un rosso vinaccia non privo di una certa sportività.

Il tetto apribile, secondo noi indispensabile in questa vettura che dispone sono di vetri posteriori apribili a compasso, è in tela impermeabile -anche se la parte superiore rimane a lungo bagnata quando smette di piovere; è in grado di filtrare bene i rumori esterni, meglio di concorrenti più blasonate, e tende ad abbassare un po’ la temperatura nella zona del padiglione, sebbene l’acqua non sia mai entrata nell’abitacolo. E’ azionabile anche in marcia con una sola pressione di un pulsante, che serve anche per la chiusura automatica parziale -la chiusura finale si effettua tenendo il pulsante sempre premuto. Abbiamo aperto il tetto ogni volta che è capitata l’occasione; basta un po’ di sole anche se non ci sono temperature estive, grazie al frangivento anteriore.

Gli interni sono in parte condivisi con la versione Citroën, ma con diverse possibilità di personalizzazione degli inserti, in un serioso nero laccato nel nostro esemplare. Spicca la grande plancia, rigida ma ben rifinita superficialmente e non rumorosa, con al centro in alto lo schermo da 7″, e in basso l’elemento trapezoidale con il visore e i grandi pulsanti del climatizzatore automatico. Non ci sono, quindi, bocchette centrali a vista: dietro lo schermo si trova una grande griglia fissa, e per regolare i flussi dell’aria bisogna agire sulle “sfere” ai lati. Ai lati del volante, le leve che comprendono anche le luci automatiche, e il piccolo satellite per il limitatore di velocità, che si usa frequentemente in autostrada, e anche in città -sebbene non accetti velocità troppo basse. Il tessuto robusto di rivestimento dei sedili del nostro esemplare proponeva una trama a righe a colori diversi, per ravvivare l’ambiente.

Il volante comprende i grossi comandi circolari per telefono e radio, ma il protagonista è il Touch Pad da 7″ a colori, dalla grafica semplice e in grado di controllare le principali funzioni multimediali. Oltre alla radio, c’è la possibilità di ascoltare sorgenti audio USB e con porta AUX, mentre non è previsto il lettore CD; il Bluetooh permette di collegare un telefono, per le chiamate in vivavoce o per l’ascolto di musica, mentre con installazione di app specifiche e la funzionalità Mirror Screen si possono replicare sullo schermo gli applicativi di alcuni tipi di smartphone, a cominciare da Google Maps. La strumentazione, solidale con il piantone dello sterzo regolabile, comprende il grande tachimetro ottimisticamente graduato fino a 180 km/h, con un display circolare a cristalli liquidi al centro, che mostra livello carburante, valori di consumo e distanze percorse; nella parte sinistra c’è invece un contagiri esterno a tacche, fino a 7.000 giri, e a destra l’indicatore di cambio marcia. Davanti alla bocchetta centrale, si trovano invece le spie delle cinture allacciate, e l’indicatore di airbag passeggero attivo -6 gli airbag di serie in questa versione.

Accendiamo il motore con il pulsante, e partiamo. Il motore non è il 3 cilindri 1.2 da 82 CV di produzione PSA, ma è l’evoluzione del precedente 3 cilindri 1.0 VTi di origine Toyota-Daihatsu montato anche sulla 107; dotato di 4 valvole per cilindro, eroga 68 CV, ed ha una coppia massima di 96 Nm a 4.800 giri/min, una ventina di Nm in meno rispetto al 1.2, che ha coppia più in basso (2.750 giri/min). A parte un po’ di vibrazioni al minimo, e una rumorosità (simpatica per gli amanti dei tre cilindri) ai bassi regimi, il motore si rivela adatto alla vettura, grazie al peso complessivo di 915 kg. Due sole raccomandazioni: non cercare prestazioni che la vettura non è in grado di dare (la velocità massima è di 157 Km/h, con il passaggio da 0 a 100 km/h in 14.3 secondi), e sfruttare bene la leva del cambio dagli innesti morbidi ma precisi. Il 3 cilindri 1.0 va guidato come una volta, scalando quando serve, anche perché la coppia massima è piuttosto in alto; abbiamo notato, a questo proposito, una certa propensione dell’indicatore di cambio marcia a suggerire una marcia inferiore: ad esempio, a velocità costante autostradale ma con lieve salita, viene proposta la quarta anziché la quinta, evidentemente un po’ troppo lunga. Più che in autostrada, il motore dà il meglio in città e nel misto stretto; in ogni caso, l’impressione è di guidare un’auto con un certo brio. Quanto alla silenziosità, abbiamo notato che si sente quasi di più il rumore proveniente dal fondo della vettura che quello del motore, o dal tetto.

La 108 è perfettamente a suo agio in città, con uno sterzo molto morbido, piuttosto preciso e dal diametro di sterzata ridotto; la telecamera posteriore, efficace anche al buio, aiuta nei parcheggi anche in assenza di sensori, e si possono affrontare agevolmente anche strade strette; sulla 108 è poi di serie anche il sistema di assistenza alla partenza in salita, piuttosto utile anche perché nel nostro esemplare la frizione si inseriva a pedale quasi totalmente rilasciato, senza avvertire bene il momento dell’attacco. Questa sensazione è accentuata dall’impostazione morbida dell’avantreno, che, complici beccheggio e rollio, a volte condiziona un po’ la percezione della tenuta in curva, comunque sempre molto sicura. Come si può vedere dal breve video girato nelle vicinanze di Lerici (La Spezia), le sospensioni consentono di affrontare con disinvoltura anche strade piuttosto sconnesse, o le caditoie, meglio di auto più grandi e più rigide. In autostrada, l’unico limite può essere dato da una certa difficoltà a riprendere in situazioni estreme, come le salite, soprattutto se a pieno carico. Nel complesso, comunque, i viaggi lunghi si affrontano bene: nel nostro caso, ad esempio, i percorsi tra Milano, il Levante ligure e l’alta Toscana. E i consumi? Rispetto alla 1.2, abbiamo fatto un po’ meglio, con valori intorno ai 6,3-6,4 l/100 km di media (contro i 4,1 dichiarati come media), sempre con una guida non particolarmente attenta; questo significa superare i 550 km con un pieno, e ottenendo risultati ancora migliori soprattutto a velocità costante.

Quanto al prezzo, la 108 si può avere in promozione con circa 10.000 euro, ma di listino la TOP! a 5 porte costa intorno ai 13.000 euro nell’allestimento inferiore, circa 1.000 euro in più in quella da noi provata. Ribadiamo quanto già scritto a proposito della “cugina” C1: utili i sistemi keyless, i sistemi multimediali e soprattutto la telecamera posteriore, ma per questo tipo di auto 5 porte e tetto apribile garantiscono il top di praticità e piacere di guida.

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