Virtual Car long test drive: Citroën C4 Picasso 7 posti, DNA Citroën

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Questa volta abbiamo provato per due settimane e un migliaio di chilometri tra Liguria, Lombardia e Toscana, una Citroën dal sapore di ammiraglia, la C4 Picasso 2.0 BlueHDI 150 CV Exclusive a 7 posti, con un allestimento full optional. Tra le considerazioni generali: la linea moderna, che fa invecchiare la versione precedente che pure non mancava di originalità; la tecnologia di bordo, con tante idee pratiche ma anche divertenti, per aumentare il piacere di stare a bordo; la tenuta di strada e le prestazioni adatte anche ai lunghi viaggi, sempre in pieno confort. In generale abbiamo ritrovato molto del DNA Citroën: un “Citroënista” in questa vettura può sentirsi, per molti aspetti, come a casa. Vediamo perché.

La C4 Picasso 7 posti -la “Grand Picasso”- è stata ridefinita in modo da allontanarsi dal rischio dell’effetto-furgone, nonostante le dimensioni più abbondanti rispetto alla più dinamica 5 posti, dalla quale differisce per diversi particolari come nella serie precedente. L’elemento più caratteristico, più o meno condiviso da entrambe, è il frontale: a noi la soluzione dei LED per luci diurne e frecce integrate nella cromatura con il double chevron, e la collocazione degli altri fari inferiormente su piani diversi, piace e non poco: oltretutto in questo modo si utilizzano i LED a livello di design sfruttandone a pieno le caratteristiche di compattezza e disegnando una firma specifica, con libertà di gestire funzionalmente le altre luci. Il frontale arrotondato è poi piuttosto corto, a tutto vantaggio dello spazio nell’abitacolo, risparmiando qualcosa nella lunghezza complessiva, pari a 4,60 m (le altre dimensioni sono 1,83 m di larghezza e 1,64 m di altezza). Dietro, le originali luci hi-tech sono incorporate nell’ampio portellone, ad apertura elettrica, per avere l’accesso più ampio possibile per i bagagli; a portellone aperto, le luci sono replicate nello scudo inferiore. La fiancata, arrotondata e con pieghe caratteristiche diverse rispetto a quella della 5 porte, risulta moderna e aerodinamica, con il vezzo delle barre sul tetto che proseguono a rilievo e in tinta contrastante nel montante posteriore; anche assemblaggio, finiture e materiali danno l’impressione di ottima qualità. Nel complesso la Picasso a 7 posti non si fa guardare solo per le dimensioni abbondanti, ma proprio per le sue forme particolari, complice anche il bel colore azzurro chiaro del nostro esemplare.

Il punto di forza di questo genere di vetture è però negli interni, e la dicitura Exclusive della nostra Picasso ci fa capire subito che siamo di fronte al top della gamma. Ma quest’auto è in grado di “coccolarci” come una Citroën storica? Lo vediamo subito. I sedili, con un tessuto tecnico misto a pelle e una caratteristica asimmetria, sono comodi e “alla francese”, riuscendo anche a trattenere bene; i poggiatesta sono extra-large (per ospitare eventualmente gli schermi dietro), ma soprattutto, oltre alle normali regolazioni, i sedili anteriori dispongono di massaggio lombare, e quello del passeggero può trasformarsi in una chaise longue grazie ad un poggiapiedi azionabile elettricamente. I tre posti della fila centrale sono regolabili singolarmente, come di consueto, e abbattibili con una certa facilità; i sedili della terza fila sono nascosti sotto il piano di carico, e sono comunque ben rivestiti e non piccolissimi, anche se per stare più comodi è meglio sedere in seconda fila: si sale dietro ribaltando i sedili centrali, senza bisogno di una porta scorrevole, mentre nella configurazione a 5 posti lo spazio per le gambe può essere veramente da limousine.

Non mancano elementi caratteristici per questo genere di auto: i cassetti sotto i piedi dei passeggeri e sotto il sedile anteriore, i vani nascosti nel bagagliaio, i cassetti portaoggetti sotto la plancia -quello al centro dispone delle connessioni multimediali, il particolarissimo tunnel centrale, capiente, richiudibile e addirittura asportabile. Sotto lo specchietto retrovisore c’è un secondo specchio per controllare i bambini seduti dietro, mentre per i posti posteriori ci sono apposite bocchette e luci; tra i due sedili anteriori anche il sistema di connessione audio video, e dietro gli schienali i classici tavolini, ora meno palesemente in plastica rispetto al passato -anche dietro gli schienali dei sedili centrali ci sono degli elementi ribaltabili. Il bagagliaio è veramente enorme e versatile, da 645 fino a 1.817 litri; non mancano le prese di corrente, e la luce interna è in realtà una torcia a batterie ricaricabili, che può essere staccata dal vano: idea semplice e intelligente.

Dopo aver preso posto sui comodi sedili, osserviamo la plancia: materiali morbidi, finiture a più colori, goffrature curatissime (come si vede anche dai dettagli delle immagini). La nostra versione, con apertura e avviamento keyless, permette di tenere la chiave in tasca, o di collocarla nell’apposito vano: per avviare, si preme il tasto Start. E qui iniziano le sorprese: non tutta la tecnologia è inedita, ma si avverte lo studio per rendere più accogliente, pratica -e anche “simpatica”- la guida di ogni giorno, attraverso un sistema integrato con tantissime funzioni. Per dare un’idea, è la prima volta che abbiamo avuto bisogno di tutti i 15 giorni di prova per scoprire e testare quasi tutte le funzionalità di informazione e intrattenimento della vettura. Le informazioni sono raccolte su due schermi, il touch screen inferiore simile a quelli più recenti del gruppo PSA, e il grande schermo superiore al centro. Attraverso il touch-screen si controllano le principali funzionalità della vettura, compresa la regolazione del clima bizona automatico -come avevamo già osservato, dall’icona un poco identificabile, trattandosi di una funzione d’uso ricorrente, soprattutto servendo anche ai passeggeri. Presa dimestichezza con i menu, si scopre la possibilità di controllare tutto l’apparato multimediale, ma anche come modificare le funzionalità di guida e di manovra.

Poi c’è la strumentazione superiore, che sfrutta animazioni e suoni degni di un videogame. Addirittura con tre tipologie di stili diversi, visibili nelle foto: di default c’è il curato schermo azzurro con gli strumenti circolari, ma personalmente privilegiamo il secondo stile, con una suggestiva riproposizione attualizzata dello storico tachimetro a “tamburo rotante”, molto Citroën. Se tutto questo non bastasse, c’è la possibilità di cambiare l’intera gamma dei suoni di sistema, dalle frecce ai segnali di avviso, con suoni standard ad effetto stereo, o con fantasiosi suoni -come quelli in stile “jungla” urbana. Il volante a quattro razze ha diversi pulsanti funzionali: cruise control (di cui torneremo a parlare) e limitatore di velocità, comandi audio, comandi telefonici e ulteriori personalizzazioni dello schermo, come l’impostazione notturna -tutto spento, tranne la strumentazione essenziale nella parte sinistra. Si può anche scegliere cosa visualizzare nella zona destra dello schermo, compresa una fotografia decorativa, raffigurante un paesaggio che di default è in tono con i colori del tema della strumentazione. Immancabili anche il propagatore di profumo a centro plancia, e le luci d’ambiente, per coinvolgere tutti i sensi: anche qui siamo in pieno clima di abitacolo “accogliente” Citroën. Da notare che ormai il lettore CD è opzionale, disposto nel cassetto a destra; un apposito vano centrale può ospitare comodamente il cellulare, anche con cavo di ricarica.

Accendiamo il motore, il 2 litri turbodiesel da 150 CV Euro 6, piuttosto silenzioso grazie al lavoro generale di insonorizzazione, e dotato di funzione start-stop. Davanti al volante non c’è nulla, se non il sottile selettore del cambio automatico, sporgente e inclinato sul lato destro e dal piacevole effetto cromato all’estremità: una citazione anni ’50, per selezionare le posizioni del cambio automatico, e la funzione M per la cambiata manuale con i paddles dietro al volante. Anche in D, la strumentazione digitale indica la marcia inserita automaticamente, segnalazione piuttosto importante per capire la logica di funzionamento del sistema, e guidare in modo più efficiente e sicuro. Si tratta di un cambio automatico tradizionale a 6 rapporti, che secondo noi è perfetto per questa Picasso: la selezione con i paddles è rapida, anche se dà sempre l’effetto poco gradevole di “sfrizionamento”, ma alla fine si viaggia sempre in D. E comunque l’automatico è prontissimo a recepire le indicazioni del guidatore, pur senza poter selezionare una tipologia di guida: premendo l’acceleratore, il sistema scala alcune marce, e mette il turbodiesel sempre nelle condizioni migliori d’utilizzo, con la coppia massima di 370 Nm a 2.000 giri/min e un allungo buono per un motore a gasolio -infatti, ad acceleratore tutto premuto, la cambiata viene ritardata automaticamente per un tempo piuttosto prolungato. Per contro, in discesa viene sfruttato l’effetto del freno motore.

Su strada, la C4 Picasso ci è piaciuta molto, soprattutto perché riesce ad esprimere in forma moderna il tipico DNA Citroën. Che significa rinunciare ad un assetto piatto come una tavola, e lasciare spazio a morbidezza e anche ad un certo rollio. La potenza di 150 CV permette prestazioni di rilievo (dichiarate: 207 km/h, da 0 a 100 km/h in 10,8 secondi per la versione automatica), ma alla fine la morbidezza paga, in combinazione con la gommatura generosa (225/45 R 18), soprattutto tenendo conto della condizione di molte delle nostre strade, ricche di buche, manto imperfetto e ostacoli vari. La piacevole sensazione di una tenuta di strada sicura, senza perdere un briciolo di morbidezza e di confort: il Citroënista “doc” cerca questo in una vettura, e ancora di più in un’auto pratica e viaggiatrice come può essere la C4 Picasso. I freni sono potenti come si addice ad un’automatica, e nell’uso stradale fanno bene il proprio dovere; lo sterzo è sempre piuttosto leggero, ma le curve si disegnano con precisione. Abbiamo testato la Picasso anche sotto un violento acquazzone in autostrada: la sensazione di sicurezza trasmessa è stata davvero notevole.

Alcune peculiarità nella guida. Il cruise control adattativo, già provato in altre vetture, ci è parso particolarmente preciso e funzionale in condizioni di traffico regolare. Ribadiamo che la distanza di sicurezza preimpostata ad ogni accensione di 2 secondi sarebbe quella giusta, ma in certe situazioni è improponibile e un po’ pericolosa nelle strade italiane, sia per il rallentamento molto anticipato rispetto al normale (che sarebbe invece quello corretto), sia perché è facile che qualcuno si inserisca nello “spazio” imposto dal sistema tra la nostra auto e quella davanti: in questo caso, il cruise si disabilita improvvisamente con un messaggio di avviso, e bisogna intervenire rapidamente con il pedale del freno. Se già i tempi di reazione al giorno d’oggi non sono rapidissimi (anche, c’è da dirlo, proprio a causa dei sistemi multimediali e telefonici di bordo), lo sono ancora meno riprendendo improvvisamente il controllo manuale dopo la guida semiautomatica: il segnale d’avviso dovrebbe essere forse ancora più intenso.

La visibilità, grazie ad una vetratura a 360 gradi, è ottima; in più, il tetto in vetro, anche se non apribile, permette di aumentare gradevolmente la luce a bordo, con la possibilità di spostare all’indietro anche le alette parasole per godere della luce dell’altissimo parabrezza panoramico. Molto utili i led negli specchietti retrovisori per segnalare la presenza di veicoli nell’angolo cieco, così come sono un valido aiuto le telecamere che controllano, in combinazione con i numerosi sensori, gli spazi di parcheggio: particolarmente d’effetto è la telecamera a 360°, con la “vista” della vettura dall’alto e di tutto quel che c’è intorno, mediante un ricalcolo tridimensionale delle immagini prodotte dalle telecamere -attenzione, perché in questa operazione di calcolo, soprattutto nel punto di “merge”, certi ostacoli possono scomparire di colpo sullo schermo, oppure risultano molto distorti; l’utilità della telecamera, in certi casi, è però notevole, viste le dimensioni della vettura: ad esempio, per seguire perfettamente le linee di parcheggio.

A questo proposito, una breve nota merita il sistema di ausilio automatico al parcheggio, testato più volte e in tutte le sue funzionalità. Bisogna accostarsi al parcheggio ad una velocità inferiore ai 30 km/h, dopo aver premuto un tasto sul volante, selezionato sul touchscreen il tipo di manovra (entrata o uscita da un parcheggio parallelo al marciapiede, ingresso in retromarcia in un parcheggio a pettine) e segnalato con gli indicatori di direzione il lato in cui si vuole parcheggiare. Questa operazione multipla non è sempre agevole in condizioni di traffico, ma con un po’ di pratica si riesce a renderla più rapida. In entrambi i tipi di parcheggio (vedi foto) la Picasso riesce a entrare anche in spazi più angusti rispetto al comportamento di questi sistemi in passato. Quando il sistema rileva che lo spazio è sufficiente, chiede di avanzare o mettere la retromarcia e arretrare: i pedali devono essere controllati dal guidatore, e fa sempre un certo effetto vedere il volante che gira velocemente da solo. Nella strumentazione vengono quindi date indicazioni sulla direzione da prendere, fino alla fine della manovra e alla disattivazione dell’automatismo. Nella prova, se il sistema è stato in condizione di trovare un posto adatto, ha funzionato con precisione esemplare, con l’avvertenza di controllare direttamente eventuali ostacoli, soprattutto al buio. Una curiosità, che mostriamo in fotografia: il caso di un parcheggio con un’auto davanti e, in coda, un muretto più sporgente: il sistema ha parcheggiato perfettamente la Picasso in posizione… inclinata. Nell’altra immagine, il parcheggio parallelo più corretto, effettuato “manualmente” con il solo uso dei sensori.

Per finire, i costi. Per il consumo d’uso, la media a fine prova era di 7 l/100 km, compresi i giornalisti che ci hanno preceduti; abbiamo provato a settare un tratto di circa 200 km prevalentemente autostradali e con strada urbana pianeggiante, scendendo a 6,6 l/100 km, mentre a 120 km/h in pianura il sistema indica 5,3 l/100 km. Un po’ distanti dal valore medio dichiarato di 4,5 l/100 km ma adeguati a forme e massa della vettura (oltre 1.500 km), con un’autonomia di circa 880 km con un pieno. Quanto al prezzo, il listino di questa versione parte da poco oltre i 35.000 euro, che possono superare i 40.000 con gli accessori più costosi. Considerando il livello generale della Picasso Exclusive, utilizzabile per trasporti di oggetti (vedi foto) o fino a 7 persone e bagagli, ben rifinita, comodissima e perfino divertente da guidare, il prezzo è sicuramente adeguato, trattandosi di fatto di una quasi-ammiraglia adattissima anche ai lunghi viaggi. Chi compra la Picasso 7 posti per motivi eminentemente pratici, può optare per versioni, allestimenti e motorizzazioni meno al top, a partire da circa 25.000 euro: ne è un esempio la versione rossa, fotografata in Citroën Italia, dotata del brillante e parco 1.6 HDi .

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