Virtual Car long test drive: Citroën C1 Airscape 5 porte, piccola e divertente

citroen_c1_vcartest_f520
[ 57 immagini ]

Il test drive di circa 670 km tra Lombardia e Liguria ha questa volta riguardato l’ultima piccola di casa Citroën, la rinnovata C1 nella versione con carrozzeria a 5 porte e in allestimento Airscape, che prevede un comodo e simpatico tetto apribile in tela. Un progetto moderno e interessante, perché coniuga la semplicità delle soluzioni costruttive, un design funzionale piuttosto ricercato, e la praticità che si addice ad una cittadina, con prestazioni divertenti grazie all’agilità e al peso ridotto.

Partiamo dall’estetica. La nuova triade Citroën C1, Peugeot 108 e Toyota Aygo nasce da un progetto comune con parti condivise, ma ai centri stile è stato chiesto di personalizzare le tre vetture, inserendo elementi caratterizzanti ispirati alle più recenti proposte delle singole case. Citroën ha optato per un frontale con le luci distribuite su più livelli, secondo uno schema sfruttato soprattutto sulle ultime C4 Picasso e sulla C4 Cactus; in questo caso, però, la “firma” a LED superiore rimane sottile, ma segue le forme arrotondate del cofano e dei gruppi ottici inferiori; questi ultimi, ovoidali, sono l’elemento più caratteristico, e danno all’auto un simpatico effetto sbarazzino. Le luci diurne a LED verticali, disposte all’estremità dello scudo, sono un’altra citazione ad esempio da DS3, mentre al centro spicca la calandra con il double chevron che emerge da una cornice cromata, come in altre Citroën, sopra un ampio vano che comprende presa d’aria, calandra e fascia di protezione. Il frontale così combinato unisce insieme tante caratteristiche: è originale, abbastanza alto da far sembrare “importante” l’auto, ma anche giovane e moderno; lo scudo collegato a parafanghi piuttosto sporgenti e l’accenno di splitter nella zona inferiore suggeriscono anche un pizzico di sportività.

Le superfici ondulate della fiancata seguono i flussi aerodinamici come sulle più moderne automobili; al pari della DS3, il montante anteriore è ricoperto in nero, in modo da simulare una superficie vetrata senza soluzione di continuità. La porta posteriore è arrotondata e ricavata in uno spazio minimo, ma contrariamente alla precedente versione, non appoggia direttamente sul portellone; il lunotto-portellone in vetro, sormontato da un vistoso spoiler, è qui affiancato da un sottile montante arcuato che poggia sui gruppi ottici avvolgenti e quadrangolari, con una firma ottica presente in tutte le auto recenti della casa. Lo scudo posteriore comprende la targa, ed è disegnato per ottenere il minimo sbalzo possibile nella coda, e mantenere le dimensioni esterne il più possibile compatte per un uso urbano. Nel complesso i 347 cm di lunghezza si gestiscono bene, l’altezza è di 146 cm, mentre la larghezza di 162 cm non è a livello delle Keicar giapponesi (148 mm di larghezza massima secondo le normative locali) ma consente una buona agilità; il passo di 234 cm aiuta nella distribuzione dello spazio interno, soprattutto nella zona posteriore. La nostra C1 in prova, in colore grigio grafite metallizzato avrebbe un aspetto tutto sommato serioso, se non disponesse di tetto e calotte specchietti in un vistosissimo Sunrise Red, una tinta che a seconda della luce oscilla tra il rosso, l’arancione e il rosa acceso. Altre combinazioni di colore, come nelle auto presenti in Citroën Italia, pongono l’accento più sulla clientela giovanile o su chi invece desidera una cittadina più classica.

Parlando degli interni, iniziamo proprio dal tetto apribile. Più persone incontrate durante il test ci hanno chiesto di che materiale fosse il tetto, la cui trama ricorda quasi quella di una coperta, soprattutto se bagnata: attira l’attenzione, è a completa tenuta stagna e, grazie alla copertura interna del padiglione, filtra bene il rumore esterno. Si aziona con un pulsante, con apertura automatica anche parziale; per chiudere, come in altre Citroën aperte (ad esempio, la DS3 da noi provata), bisogna tenere il pulsante premuto nell’ultima parte della chiusura, fino ad arrivare a fondo corsa, che non viene segnalata acusticamente. L’operazione si può fare anche in marcia, e in apertura si aziona il frangivento anteriore, consentendo l’uso con temperature anche non altissime, e compensando l’apertura solo a compasso dei finestrini posteriori anche nella C1 a 5 porte.

La plancia, e gli interni in generale, rappresentano un modo moderno e intelligente di realizzare un’auto semplice ed economica, offrendo una buona percezione di qualità e consentendo una certa personalizzazione. Gli inserti su volante, consolle centrale, tunnel, strumentazione e rivestimento anteriore delle porte, in un serioso nero lucido ad effetto “pianoforte” nel nostro modello, possono essere richiesti in vari colori, compreso il citato (e vistosissimo) Sunrise Red. La plancia tutta curve è “monolitica” in plastica rigida, ma ben trattata superficialmente grazie alle goffrature e dal montaggio sicuro: alla vista, sembra morbida, anche se non lo è. Un elemento color alluminio avvolge le bocchette laterali e decora la zona sopra il cassetto portaoggetti, aumentando la percezione di qualità. La consolle centrale è dominata dallo schermo da 7″ nella parte superiore, mentre in basso nella nostra C1 si trovano i comandi del clima automatico monozona, con i pulsanti grandi e dal bel design che “avvolgono” le informazioni digitali di temperatura e funzioni. Un impianto tanto semplice quanto efficiente: nonostante la presenza di una sola griglia fissa centrale dietro lo schermo e delle due semplici “sfere” laterali orientabili in ogni posizione, la combinazione climatizzatore – finestrini apribili – tetto apribile garantisce un ambiente sempre confortevole.

Quanto agli altri comandi, la nostra C1 Airscape presenta le consuete leve sul piantone, con le luci automatiche, mentre sul volante ci sono grossi pulsanti con i comandi più comuni di radio e telefonia; un piccolo satellite a destra comanda invece il limitatore di velocità, che si imposta rapidamente e fa bene il suo dovere. I sedili, dal tessuto robusto in due tonalità, si possono regolare in ogni posizione grazie a semplici e intuitive leve, e risultano molto comodi -riportiamo il giudizio di un giovanissimo passeggero, che anticipa anche qualcosa sull’assetto della vettura: “i sedili dietro sono soffici come nuvole”. Sedili posteriori che sono sdoppiati simmetricamente, essendo una quattro posti, e con schienale ribaltabile molto facilmente, anche perché accedendo al bagagliaio con il grande pulsante di sblocco posteriore, la piccolissima cappelliera rimane solidale al portellone. Senza allontanare al massimo i sedili anteriori dalla plancia, lo spazio nei sedili posteriori risulta buono almeno per quel che riguarda le gambe; l’accessibilità è facilitata dalle 5 porte -che però non si aprono a 90° come in altre citycar- e c’è qualche limite soltanto in altezza. Il bagagliaio (da 196 a 780 litri) è regolare e versatile, e perfetto per una cittadina, considerando anche le 5 porte, come si può vedere anche dalla foto di una nostra “spesa”.

Una nota merita il Touch Pad da 7″, intorno al quale è di fatto realizzato sia il design della plancia che il complesso delle funzioni di infotainment. Il display a colori è grande e dalla grafica semplicissima, adatto a un’auto cittadina, ma con una chiarezza che a volte farebbe comodo in sistemi più grandi. Da qui si controllano il computer di bordo, il telefono, la radio, l’audio proveniente dalle prese AUX e USB (manca, invece, il lettore CD); inserendo la retromarcia, compare quanto trasmesso dalla telecamera posteriore collocata sopra la targa, pratica (in assenza di sensori di parcheggio) ed efficiente anche in condizione di buio totale esterno. Con la funzionalità Mirror Screen si possono collegare e controllare gli smartphone dallo schermo. Ci vuole uno smartphone compatibile (nel nostro caso ci è stato fornito in prova un Samsung Galaxy Android), una specifica app di comunicazione nel telefono e un cavo di connessione USB. Non tutte e applicazioni del telefono sono replicabili: la più utile è sicuramente Google Maps, che permette di avere a bordo un navigatore. Nella nostra prova siamo stati casualmente sfortunati per il blocco dello smartphone ad avvio del percorso, regolarmente configurato; c’è però da dire che il vano davanti al cambio e a i portalattine, che servirebbe di norma per appoggiare proprio lo smartphone o un lettore audio, ospita bene anche un navigatore “autonomo”, senza bisogno di ventose: è un po’ in basso, è vero, ma si vede (e si sente). La sostanza, insomma, è che gli spazi e i vani interni sono tanto semplici come forma e finitura quanto ben sfruttabili.

Passiamo, finalmente, alla guida. Niente pulsante start per il nostro esemplare di C1 (disponibile come opzione), ma una tradizionale chiave per accendere il motore, attivando anche lo schermo centrale e la grande strumentazione circolare solidale con il piantone dello sterzo regolabile; le spie nel vano davanti alla bocchetta centrale dell’aria indicano cinture accese e stato di attivazione dell’airbag passeggero. La scala del tachimetro arriva fino a 180 km/h, mentre al centro un display a cristalli liquidi mostra il livello carburante, il consumo istantaneo e medio, le distanze percorse; a sinistra, si trova un contagiri “esterno” a scala luminosa, graduato fino a 7.000 giri, mentre a destra un piccolo elemento segnala la marcia ottimale per ridurre i consumi. La leva del cambio manuale a 5 marce non è corta come in una sportiva ma ha innesti morbidi e precisi, e permette di sfruttare bene le doti del motore in dotazione, in questo caso il 1,2 litri da 82 CV.

E proprio il compatto e leggero 3 cilindri PureTech, made in PSA, ci è piaciuto in combinazione con la C1. Manca del turbo, destinato a modelli più grandi, ma dispone di 82 CV a 5.750 giri/min e coppia massima di 116 Nm piuttosto in basso per un motore a benzina (2.750 giri/min), grazie anche alle 12 valvole e alla configurazione generale. Un po’ di vibrazioni si avvertono soprattutto al minimo, però il motore sa essere brillante, e anche la sonorità allo scarico è attenuata e non “motociclistica”, ricordando quella di un 4 cilindri. L’unica avvertenza è che si tratta di un piccolo motore a benzina aspirato, che va “guidato” in maniera del tutto tradizionale, lontana dalle tante automatiche o turbodiesel dei tempi recenti: usate il cambio, insomma, e vi divertirete. Marce alte, suggerite dal display, per risparmiare carburante, marce basse con il motore in coppia fino agli alti regimi per schizzare via nel traffico, o affrontare l’autostrada in tutta serenità, con valori dichiarati assolutamente verosimili e tutt’altro che disprezzabili (170 km/h di velocità massima, da 0 a 100 km/h in 10,9 secondi). Il peso a pieno carico di 940 kg aiuta di sicuro, e favorisce anche discrete autonomie, nonostante una sezione frontale più ampia rispetto al passato: Citroën dichiara un consumo medio urbano di 5,4 litri per 100 km, che nel misto si riducono a 4,3 litri per 100 km (le emissioni sono pari a 99 g/km, con omologazione Euro 5). Noi, percorrendo 670 km in prevalenza autostradali e urbani, non abbiamo fatto meglio di una media di 6,9 l/100 km, senza però guardare l’indicatore di cambiata, e sfruttando invece la brillantezza del propulsore: questo significa un’autonomia di poco più di 500 km con il piccolo serbatoio da 35 litri. A velocità costante, soprattutto su strade extraurbane, il valore di consumo si riduce notevolmente.

Nella guida urbana, si apprezzano il diametro di sterzata ridotto, la semplicità di parcheggio (complice anche la telecamera posteriore), le dimensioni che permettono di affrontare agevolmente anche strade strette; da segnalare il sistema di assistenza alla partenza in salita di serie. Nel nostro esemplare la frizione “strappava” un po’, generando un po’ di beccheggio ad ogni innesto, accentuato da una taratura piuttosto morbida delle sospensioni. Nella guida più rapida, abbiamo apprezzato l’agilità della C1, che propone un assetto non piatto (rollio e beccheggio si avvertono) ma sicuro, e uno sterzo sempre morbido ma pronto e preciso; lo sconnesso si supera agevolmente, e anche i saltellamenti del retrotreno nelle caditoie o negli ostacoli brevi non provocano più reazioni di quanto non accada in auto più grandi. Le ruote in lega, con pneumatici 165/60 R 15 H, garantiscono un buon appoggio a terra senza essere inutilmente estreme. La nostra C1 dà il meglio nelle strade extraurbane strette e con molte curve -la classica Litoranea delle Cinque Terre dei nostri consueti test d’uso, ad esempio; però non è per niente disprezzabile anche in autostrada: è un’auto, insomma, di cui si avverte la “semplicità” generale, ma che alla fine non risulta mai inadeguata. Ci ha ricordato un misto tra certe compatte francesi degli anni ’90 anche poco più grandi (la Saxo, ad esempio, paradigma dell’automobile tuttofare e a difettosità ridottissima), oppure certe utilitarie giapponesi intelligenti, dato il suo DNA “doppio”.

Ultime annotazioni. La pioggia ci ha accompagnati per gran parte del test: il tetto apribile tiene benissimo, come abbiamo scritto, e così in generale le guarnizioni; curiosamente, è più evidente il rumore dell’acqua e detriti generato in basso, sul pianale. Il monospazzola anteriore risulta economico ma efficiente per velocità e area di azione; la tenuta sul bagnato è sicura come da tradizione Citroën. Infine, il prezzo. Sulle C1 da un litro può essere molto ridotto, anche inferiore a 10.000 euro, pur trattandosi di un’auto di nuova presentazione. L’esemplare provato, invece, costa di listino più di 14.000 euro, non pochissimi, ma sicuramente ai vertici della gamma. Lo schermo, la connettività e la telecamera posteriore sono sicuramente degli accessori interessanti, anche piuttosto rari per la categoria; ma quelli che abbiamo gradito di più nella C1 sono il tetto apribile e le 5 porte, che permettono il massimo dell’usabilità, e anche del piacere di vita a bordo.

[ 57 immagini ]

Virtual Car long test drive: Citroën C1 Airscape 5 porte, piccola e divertente
Tagged on:                 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Più informazioni

Il settaggio dei cookie per questo sito web è impostato su "permetti Cookies" per permetterti la miglior esperienza possibile di navigazione, Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare il settaggio dei cookie o premendo "Accetto" potrai proseguire la navigazione senza limitazioni. The Cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close