Uno sguardo a EICMA del centenario

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Molti sono i temi dell’edizione di quest’anno di EICMA, il salone dedicato alle due ruote più importante e frequentato del mondo, giunto ormai al ragguardevole traguardo dei cent’anni. Un aspetto in particolare colpisce, ovvero l’ingresso in forze delle case automobilistiche in questo settore. Le cronache motoristiche recenti ci riportano dell’acquisto di Ducati da parte di VW e di un importante accordo siglato tra Mercedes-Benz ed MV Agusta che praticamente consente alla casa di Stoccarda di mettere due piedi ben saldi nella proprietà del costruttore varesino, giusto per non essere da meno dei colleghi tedeschi. Se pensiamo che BMW e’ già un player mondiale (d’altronde costruiva motociclette ancor prima di fare auto) ci rendiamo conto di quale scenario si stia delineando nel settore delle due ruote.

E infatti i primi effetti di questo impegno già si vedono, sia sotto il profilo tecnico che nelle strategie di vendita. Ducati presenta il primo sistema di fasatura variabile applicato a un motore motociclistico e lancia la Scrambler, una bella riedizione in chiave moderna di un suo vecchio cavallo di battaglia: un successo annunciato che, in tutti i suoi aspetti, ricorda molto da vicino la Mini by BMW, strizzando l’occhio al pubblico attento alle mode. Il costruttore bavarese da par suo, impegnato da tempo in una complessa quanto coraggiosa campagna di ampliamento della propria gamma trainata dall’inossidabile GS, sforna un modello dopo l’altro, presentandosi all’appuntamento milanese con ben due anteprime assolute, la S1000XR (l’alternativa tedesca alla pluripremiata Ducati Multistrada) e l’accoppiata R1200R – R1200RS, nonché svariati aggiornamenti. La base che accomuna le due sport-tourer bavaresi, così come la stretta derivazione della S1000XR dalla sportiva di casa, tradiscono un modo di produrre ereditato direttamente dal mondo a quattro ruote, nel quale le piattaforme fanno da base a svariati modelli, con adattamenti tuttavia non sempre riuscitissimi. KTM, che ormai ha dismesso i panni del costruttore di nicchia, a sua volta propone sostanzialmente la stessa moto in tre declinazioni di potenza: l’enduro stradale si può infatti acquistare nelle varianti 1050, 1190 e 1290. Kawasaki torna sul tema della sovralimentazione, già affrontato in passato ma subito abbandonato, realizzando un motore quattro cilindri in linea da 1000cc accoppiato a un compressore meccanico, a prima vista tecnicamente piuttosto semplice quanto efficace, che prelude a sviluppi prossimi futuri in questa direzione, anche qui’ ripercorrendo strade già solcate dal mondo a quattro ruote. Siamo sicuri che anche il peso di Mercedes-Benz non tarderà a farsi sentire in casa MV, dando vita a un matrimonio tra due marchi molto affini e che sembra nato, in tutti i sensi, sotto una buona stella.

Il 2014 e’ anche l’anno delle super sportive: Yamaha presenta la sua nuova R1, una moto molto attesa dagli appassionati del genere, messa a punto da Valentino Rossi e molto promettente; Aprilia rinnova la moto campione del mondo SBK ovvero la bellissima RSV4 (migliorando presumibilmente un prodotto tecnicamente eccellente); Honda svela una race-replica molto fascinosa e ancora tutta da scoprire; Suzuki anticipa la moto con la quale tornerà nella MotoGP e propone l’ennesima super-naked a manubrio alto; Kawasaki, tanto per mettere le cose in chiaro, lancia un missile terra-terra chiamato H2R, dalle forme spaziali e con un motore compresso capace di 300 cv (!), una moto sorprendente sia nella tecnica che nello stile, che per via delle sue forme futuristiche evoca la mitica Lamborghini Countach (telaio a traliccio, inusuale per le giapponesi, motore sovralimentato, carenature in stile manga realizzate in carbonio). Motociclette che pochi acquisteranno ma che riescono sempre a scaldare i cuori degli appassionati.

Altro tema dominante di questa edizione è quello del tuning. A giudicare dalla quantità di moto “personalizzate”, sempre più spesso proposte direttamente dai costruttori, e dal numero dei produttori di componentistica after-market presenti al salone, si direbbe che questo modo di intendere la passione per la moto, da sempre ben presente ma relegato in precise nicchie di mercato, sia ormai diventato di gran moda. I modelli più gettonati sono la Triumph Bonneville, la Guzzi V7 e vecchie BMW con l’immancabile boxer a fare da base per interpretazioni quanto mai estrose, alcune veramente molto ben riuscite. Moto Guzzi, forte del successo che stanno incontrando la nuova California e la V7, parte all’attacco del mito Harley-Davidson da una parte e di Ducati dall’altra, proponendo alcune versioni rivisitate nello stile di questi due modelli, rinnovando una tipologia di prodotto storica per il marchio di Mandello. Anche i piccoli preparatori si danno un gran da fare: tra tutte e’ piaciuta la Millepercento Alba, una sportiva su base Guzzi molto fascinosa che non sfigura accanto alle più belle moto italiane.

Per celebrare degnamente il secolo di vita del salone è stata proposta una rassegna di moto d’epoca nella quale facevano bella mostra alcuni modelli che hanno segnato la storia delle due ruote. Una lodevole iniziativa che tuttavia non sembra aver incontrato i favori di un pubblico rapito dalle molte novità.

Qualche considerazione – Dentro a tutta questa vivacità del settore, che pure fa ben sperare, ci sono alcune questioni che stonano, per così dire. Per esempio lascia l’amaro in bocca il vistoso calo di attenzione per la qualità costruttiva, soprattutto da parte dei marchi più premiati dal mercato. Se è vero che le moto non sono più prodotti artigianali da molto tempo e’ altrettanto vero che i modelli più prestigiosi ormai superano facilmente i 20.000 euro di listino, non sempre ripagati dalla cura nelle rifiniture e nei materiali impiegati (per non parlare dell’affidabilità di certi modelli più o meno noti). Per esempio c’e’ una sovrabbondanza nell’uso delle parti in plastica, di qualità spesso mediocre e non sempre ben assemblate, che lascia francamente perplessi. Come accade con le automobili, quando si costruiscono molti modelli su basi comuni, lo stile non sempre riesce a sopperire, e infatti si vedono molti prodotti troppo simili tra loro. Altra questione che personalmente trovo quantomeno equivoca e’ quella relativa alla rincorsa alle potenze esasperate: lungi dal farne una questione dai toni moralistici, verrebbe da chiedersi in quanti siano veramente in grado di sfruttare (quand’anche abbia senso farlo) le potenze di certe motociclette che sfiorano, anche nelle versioni turistiche, rapporti peso-potenza ormai veramente impegnativi, ovvero vicini al 1 a 1. Una nota estremamente positiva viene invece dalla sempre maggior presenza di donne che sembrano finalmente essersi completamente emancipate anche nell’uso della moto, argomento di passioni quasi esclusivamente maschili sino a pochi anni fa. EICMA ci mette del suo offrendo l’ingresso gratuito al gentil sesso in una delle giornate di apertura al pubblico: quando il marketing sposa la cavalleria.

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