Ultime novità di design all’inizio del 2015

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Nei recenti saloni automobilistici, e in particolare negli eventi statunitensi di Detroit e Las Vegas, si assiste alla presentazione di alcune novità, in forma di concept car o di vetture di serie; traspare un moderato ottimismo sul ritorno in auge dell’automobile nei prossimi anni, anche con il ritorno di supercar e maxi-SUV, ed emergono anche le linee guida per il design della prossima generazione di auto, pensate per un pubblico sempre più internazionale. C’è un’attenzione quasi maniacale alla ricerca aerodinamica, con soluzioni adatte ai nuovi sistemi di propulsione, con il tentativo di rendere riconoscibili le novità “interne” anche attraverso la carrozzeria. Ma si assiste anche al ritorno di miti del passato, come Honda NSX e Ford GT.

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La Honda NSX di serie, di recente presentazione a Detroit 2015, appare come una delle novità più attese, dopo le esperienze dei vari prototipi degli scorsi anni. Raccoglie l’eredità della storica NSX, ed è quindi una tipica auto-immagine, fortemente legata alle competizioni, segnando in questo caso il ritorno dei motori Honda in F1. Rispetto al passato, la nuova NSX ha una forma più scultorea, e per certi versi meno “estrema”: l’aspetto voluto dalla responsabile del design esterno Michelle Christensen è ora quello di una sinuosa coupé sportiva più che di una sport prototipo. Quello che colpisce, e che accomuna anche molte altre proposte, è che lo studio aerodinamico ridefinisce i volumi tradizionali della carrozzeria, con nuovi rapporti tra pieni e vuoti: in questo caso, l’elemento più caratteristico è la grande presa d’aria tra la porta e il montante posteriore, che funge anche da alettone. Un’estetica funzionale alle prestazioni di una supercar, che prende il nome di Interwoven Dynamic, e che permette di ottimizzare anche la meccanica, in questo caso un sistema ibrido con due motori elettrici sull’avantreno, e il V6 a benzina in posizione posteriore-centrale, con un terzo motore elettrico per dare potenza o recuperare l’energia in frenata.

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Stessa idea di fondo anche per la nuova Ford GT concept, novità a Detroit 2015 come anticipazione della GT di serie del prossimo anno, che festeggerà i 50 anni della tripletta della Ford GT40 alla 24 ore di Le Mans. Qui ci troviamo di fronte ad un’auto più da pista che da strada, che richiama l’estetica delle GT40 storiche e della più recente GT del 2004, ma con esasperazione di prese e sfoghi d’aria: a parte il tipico parabrezza panoramico, il frontale appare quasi “sospeso”, come pure la parte posteriore della fiancata, che quasi si stacca dall’abitacolo rastremato generando un passaggio d’aria molto ampio. Qualcuno ha visto dei richiami alle soluzioni della Lamborghini Asterion, anche perché entrambe hanno come riferimento le forme e i volumi “morbidi” delle supersportive anni ’60.

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Sempre a Detroit 2015, viene anticipato in forma ormai quasi definitiva il SUV Volkswagen destinato al mercato USA atteso tra il 2016 e il 2017. La Volskswagen Cross Coupé GTE riprende il linguaggio stilistico della casa tedesca, che si evolve in questo caso anche per soddisfare alcuni “standard” stilistici americani -su tutti, i grandi parafanghi un poco squadrati e il cofano piatto e alto, che richiamano i grandi e popolari trucks. Curati anche i dettagli, a cominciare dal frontale orizzontale che incorpora tutti gli elementi: fari, listelli in tinta carrozzeria, il grande stemma della casa al centro. L’indicazione Coupé, pur avendo 5 porte, deriva soprattutto dal profilo della carrozzeria, con il montante posteriore inclinato, mentre la sigla GTE sottointende la tecnologia ibrida plug-in da 360 CV, ottenuti dal 3.6 V6 a benzina e da due motori elettrici. Il modello definitivo arriverà tra il 2016 e il 2017.

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Tra le novità di design, ha un certo interesse anche la nuova Chevrolet Volt, se non altro perché costituisce la seconda generazione di una vettura “range extender”, capostipite di una certa tecnologia ibrida di grande serie, e senza perdere mai la connotazione classica di berlina da famiglia 3 volumi e 4 porte, e ora anche a 5 posti. Se nella Volt precedente dominavano le linee tese e le superfici piane, qui le forme si sono arrotondate, sempre in ossequio all’aerodinamica: il cofano anteriore è ora bombato, con piastre metalliche sulle griglie del frontale che ricordano certe soluzioni Acura; particolare è anche l’arco acuto disegnato dei finestrini laterali, mentre la piega che nasce da metà fiancata va ad innestarsi nelle luci di coda, che incorniciano i vari elementi tra cui uno spoiler sporgente integrato nel cofano. Ora la Volt appare più “contemporanea”, e tecnicamente il motore 1,5, le nuove batterie e la diversa messa a punto consentono di viaggiare per 80 km solo in modalità elettrica, per arrivare a un totale massimo di oltre 1.600 km tra benzina ed elettrico con ricarica prima di mettersi in viaggio.

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Nell’ambito delle auto dalla forma insolita e dalla tecnologia avanzata troviamo sicuramente la Toyota Mirai a idrogeno, che a Las Vegas è stata celebrata indicando da parte della casa la volontà di condividerne la tecnologia anche con altri partner. Qui l’idea di un’auto che aspira “aria” e fa fuoriuscire solo “acqua” è dato da una curiosissima forma vagamente a cuneo, con un alto frontale dominato dalle imponenti prese d’aria inferiori, e le “onde” sui parafanghi, con quella posteriore che parte addirittura dalla portiera per andare a definire la curiosa ripartizione dei fari in coda. Aerodinamica spinta, dunque, ma anche un tentativo di mostrare anche all’esterno la “novità” della tecnologia interna, pur rimanendo, come per la Volt, nel contesto di una berlina 4 porte e tre volumi.

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La Audi prologue piloted driving concept di Las Vegas 2015 non dice invece molto di nuovo rispetto alla comunque innovativa prologue, presentata a Los Angeles 2014 come primo esempio del nuovo corso stilistico voluto da Marc Lichte. Alle linee tese, con il single frame larghissimo e i fari sottili che dissimulano le dimensioni importanti, si aggiunge qui il sistema ibrido con il 4.0 TFSI V8 biturbo e il motore elettrico integrato nel cambio e-tiptronic a 8 marce, per un totale di 687 CV, ma soprattutto la la centrale di controllo zFAS che, mediante sensori laser, videocamere e sensori a ultrasuoni, può monitorare la strada con guida totalmente automatizzata.

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Restando ad Ingolstadt, citiamo anche la nuova Audi Q7 al debutto a Detroit, che dimostra come, soprattutto negli USA e in alcuni mercati internazionali, il SUV di grandi dimensioni ha ancora diverse carte da giocare. Il frontale della Q7 adotta ora quel single frame cromato che caratterizza ufficialmente le nuove SUV Audi, mentre le linee complessive sono più squadrate e affinate, dando all’auto la forma di una grande station wagon: nonostante l’assenza di scelte ad effetto, l’aerodinamica migliora con un Cx di 0,32, e il peso è inferiore. Gli interni sfruttano invece la più recente tecnologia per semplificare il design, affidando ad un ridotto numero di schermi (Virtual Cockpit e MMI) il controllo di tutte le funzioni.

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Alla Audi Q7, ma soprattutto alla BMW X6 di cui sembra una lontana parente, risponde la Mercedes GLE Coupé, proposta a Detroit anche nella versione AMG GLE 63. Viene ripresa la formula del SUV coupé di grandi dimensioni, con ingombri superiori a quelli di una Classe M (4,90 di lunghezza e 2 metri di larghezza), e uno stile affine alle recenti proposte firmate Gorden Wagener, in questo caso orientate ancora di più ai gusti USA: andamento complessivo ad arco, con coda corta e sfuggente, finestratura arrotondata in alto, superfici morbide e articolate. Il frontale è caratterizzato dalla calandra importante, mentre dietro un listello orizzontale cromato unisce le luci, spostando la targa in basso. Il risultato è sicuramente efficiente e anche moderno, anche se non molto equilibrato a causa delle proporzioni della vettura, che appare alta e corta.

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C’è da chiedersi a questo punto quali saranno le forme delle auto del prossimo futuro; ci pensa proprio la casa di Stoccarda, al CES 2015 di Las Vegas, proponendo la futuribile Mercedes F 015, una concept di auto a guida automatica con abitacolo-salotto variamente configurabile e costantemente connesso con l’esterno. Ci dà un’idea del concetto di design Mercedes portato alle estreme conseguenze: la berlina di lusso del futuro è una monovolume molto bassa e lunga, dove l’arco ribassato è l’elemento che “avvolge” l’intero corpo vettura, in grado di fare a meno dei finestrini negli ampi montanti dal momento che sono computer e sensori a “vedere” la strada. Le grandi ruote si innestano in parafanghi sporgenti, mentre la calandra sportiva Mercedes rimane imponente, ma è l’unico elemento dell’intero frontale, integrando tutte le luci, e “abbracciata” inferiormente da un’ala aerodinamica.

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Meritano una breve citazione anche le vetture “alte” derivate dalle berline di serie, che sembra ormai essere una costante per tutti i costruttori: tra queste, si segnala per la modernità delle linee la Volvo S60 Cross Country mostrata a Detroit, con assetto alto e pronunciate protezioni inferiori, integrati alla sinuosa carrozzeria della berlina a tre volumi.

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