di Sergio Chierici alle 19:36
Ieri, mercoledì 27 gennaio 2010, il direttore di Quattroruote Mauro Tedeschini ha mostrato in anteprima a Milano (Palazzo Mezzanotte) il progetto di una singolare concept car, denominata Summa. La presentazione si è svolta in forma di tavola rotonda, alla quale hanno partecipato anche Giuseppe Berta, direttore del Centro di ricerca EntER dell’Università Bocconi di Milano, Loris Casadei Presidente di UNRAE, Massimo Mucchetti, vicedirettore del Corriere della Sera, ed Eugenio Razelli, presidente dell’Anfia. L’obiettivo è di definire gli standard di una vettura “ideale” per il prossimo decennio, attraverso un prototipo dalle soluzioni innovative ma concretamente realizzabili.
La vettura misura poco più di 4 metri, ed ha un abitacolo che offre spazio per quattro persone, con un’estetica da vettura sportiva, ma leggermente sollevata da terra. Il progetto, realizzato in collaborazione con note aziende del settore, aveva come fine coniugare praticità e compatibilità ambientale, mantenendo intatto il piacere di guida, con un’estetica originale e un prezzo non eccessivo – tra i 15.000 e i 20.000 euro – in rapporto alla qualità e alle soluzioni proposte.
La carrozzeria della Summa è in materiale plastico (in ASA, un polimero più resistente ed ecocompatibile delle plastiche tradizionali) attorno ad una gabbia di acciaio inossidabile idroformato; la plastica non ha bisogno di verniciatura, mentre le parti strutturali in acciaio sono trattate con vernice verde in polvere a basso impatto ambientale; finestrini, lunotto e tetto sono in policarbonato trasparente.
Il design della vettura non fa riferimento ad alcun marchio esistente, ed è stato definito sulla base delle caratteristiche tecnologiche. I fari hanno la copertura in policarbonato, permettono la sostituzione rapida delle lampadine (alogene per abbaiblianti e anabbaglianti, 18 Led per luci diurne e frecce) e la possibilità di sostituire la sola calotta in caso di rottura.
Novità anche all’interno: volante e plancia sono realizzati in un materiale poco sensibile al riscaldamento solare, e i rivestimenti delle porte sono prodotti con un composto di materie naturali e sostanze riciclate; i sedili con struttura a rete tridimensionale facilitano la traspirazione; i comandi e la strumentazione digitale sono concepiti per essere semplici e facilmente individuabili o leggibili. E’ prevista anche una “chiave intelligente”, in grado di attivare la connessione a internet, e di memorizzare, con il riconoscimento dell’impronta digitale, alcuni parametri – compresa, ad esempio, la velocità massima della vettura in caso di passaggio dell’auto da genitore a figlio.
Meccanicamente, il motore scelto è un 1.4 litri a benzina e sovralimentato da circa 130 CV, che garantisce prestazioni brillanti, bassi consumi, emissioni ridotte; il motore è completamente incapsulato, con sportelli per i rabbocchi. Le sospensioni sono di tipo tradizionale (MacPherson anteriore e ponte interconnesso posteriore), mentre sono inediti i freni: le polveri sono raccolte in fase di rallentamento, e non disperse nell’ambiente, grazie ad un sistema sviluppato da Tarox – un gruppo frenante, simile alle frizioni multidisco, senza pinze.
Non è la prima volta che Quattroruote propone vetture che portano il “marchio” della rivista: sono piuttosto celebri le Sigma del 1963, ideata con Pininfarina, e Secura del 1965, ideata con OSI-Ghia, che anticipavano i tempi per molte soluzioni allora all’avanguardia, soprattutto per ciò che riguarda la sicurezza.
Qui il documento con le specifiche della Quattroruote Summa; nel sito quattroruote.tv è presente anche un video della vettura.
- Virtual Car, ufficio stampa Quattroruote
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