Storia di una Fiat 500… da corsa, di Emanuele Nicosia

Fiat 500 competizione Emanuele Nicosia
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Emanuele Nicosia, artista motoristico e “stilista” di automobili, ci invia questo interessante racconto, che tesimonia come la passione per le “forme” automobilistiche nasca spesso da una sana “passione” per il mondo delle quattro ruote in genere. Nicosia ci espone la storia della “500 da corsa”, a lui appartenuta in gioventù, il cui bozzetto è già stato da noi mostrato nell’articolo dedicato alle opere esposte presso la Luzzago Motoring Art Gallery.

“Tutto cominciò quando ebbi in regalo da mio padre, per il diciottesimo compleanno la mia prima auto nel 1971: una 500L semestrale bianca.
Sono riuscito a tenerla “originale” per non più di cinque/sei mesi, poi cominciai a “taroccarla” da buon siciliano appassionato di automobili ma senza soldi, perciò il “taroccamento” era solo a livello estetico: assetto “ribassato” (ottenuto soltando segando le molle e appiattendo la balestra), adesivi vari, cofano motore aperto e scarico ottenuto dal lavoro di un mio amico idraulico, che mi fece lo scarico diretto. Lascio immaginare il rumore assordante con una macchina che, comunque, andava come una 500… Cercavo le strade in discesa che mi permettevano di superare una certa velocità e la mia preferita era la strada, lunga circa 9 km, che collegava Militello (il paese di Pippo Baudo, dove vivono i miei genitori) a Scordia.

Un giorno, con un mio carissimo amico ed ex compagno di scuola media, che per passione e vicissitudini familiari aveva aperto un’officina riparazioni auto, decidemmo di mettere su un motore elaborato con il kit 695 Abarth. Quello fu il preludio alla carriera agonistica della mia 500: decidemmo di prepararla per correre davvero!

Cominciai a fare di tutto per risparmiare dei soldi con cui comprare dei pezzi da corsa. Tano, il nome dell’indimenticabile amico, mise tutti i pezzi che poteva e fece con il tornio l’albero a cammes secondo dei diagrammi che potessero andare bene. Scartata l’idea di correre con la fiche di omologazione Abarth (che richiedeva l’acquisto di numerosi pezzi Abarth, dal prezzo elevato per le possibilità economiche di allora), decidemmo di correre con una fiche Fiat in gruppo 4 classe 700. Così cominciò l’avventura: obiettivo era una gara di velocità in circuito a Pergusa, il famoso circuito sul lago vicino a Caltanissetta.

Quello fu un periodo splendido, in cui la passione per l’automobile riusciva ad accomunare veramente tante persone. Mi ricordo che lavoravamo sul motore da corsa alla sera fino alle 2 o 3 di notte perché, di giorno, Tano lavorava per vivere, la sera per la passione. Dovreste immaginare la situazione che si venne a creare a Militello: Tano (di cognome Cavalli) stava preparando la prima auto da corsa del paese. L’officina era un monolocale in una casa inizio Novecento che, in origine, era la stalla, di cui manteneva la mangiatoia dei cavalli e altre caratteristiche tipiche, e si trovava quasi fuori paese.

Tutte le sere, verso le 10, venivano in officina dei gruppi di amici, semplici conoscenti oppure persone mai viste prima, che si fermavano a guardare o chiacchierare fino a quando qualcuno non cominciò a portare un po’ di formaggio, un po’ di pane, poi delle olive… dopo un pò di tempo andare a “fare un boccone” da Tano che prepara la macchina da corsa di Emanuele diventò una consuetudine. Il tutto con l’aiuto del bel clima della Sicilia nel mese di giugno…

Il primo vagito il motore “da corsa” lo emise due giorni prima delle verifiche sportive di Pergusa, poggiato su una seduta del sedile posteriore di 500 messo per terra. Al motore fu montato un cambio (per utilizzare il motorino di avviamento) e collegata una batteria; un amico teneva in alto una bottiglia contenente benzina che, madiante discesa attraverso un tubicino, arrivava al carburatore Dell’Orto 40 doppio corpo. Quando il motore partì si alzò un’ovazione degna di un gol dell’Italia ai Mondiali!

L’indomani il motore fu montato sulla scocca che nel frattempo era tornata dalla carrozzeria. Utilizzavo un cambio normale a quattro rapporti, solo il pignone e corona erano stati cambiati per avere un allungo maggiore in pista. Non avevamo neanche il radiatore dell’olio. Il giorno dopo, era Sabato, partimmo per Pergusa ma, non avendo un carrello, improvvisammo una barra di traino rigida collegata con lo sterzo, come i rimorchi dei camion.

A ripensarci oggi… provo “tenerezza” verso le persone, le sensazioni e le emozioni di tutti quelli che ci muovevamo attorno a quella 500. Che comunque, in quella prima gara, arrivò al quinto posto nella propria categoria.

Quando cominciai a lavorare, come stilista, alla Pininfarina lasciai le corse ma la 500 continuò la sua carriera corsaiola condotta da mio fratello. La 500, oltre ad avere un “nuovo” pilota, ebbe anche un nuovo motore passando al gruppo 5, prototipi, con la fiche Giannini. Le foto sono relative proprio a questa versione e alla sua gara d’esordio a Pergusa.”

Emanuele Nicosia per Virtual Car

7 Commenti a “Storia di una Fiat 500… da corsa, di Emanuele Nicosia”

  • Ciao Emanuele,
    proprio una bella storia che mi ha fatto viaggiare qualche minuto con la fantasia.
    Voi Siciliani siete sempre
    stati molto creativi con i motori e tu sei uno dei paladini più meritevoli.
    Buon 2009,
    Oscar Morosini

  • roberto:

    Complimenti,un storia davvero entusiasmante!!!ma soprattutto tipica della nostra zona……anch’io sono nicosiano,ma nn ricordo tutto ciò,forse perchè ero troppo piccolo!Ciao ancora complimentoni mi piacerebbe
    saperne di più

  • Ciao Elio,
    sono Paola di Roma..(ti ricordi di me..anno 1972 ?)Sapevo che avevi una passione per tutto quello che riguardasse i motori ma non sapevo che fossi diventato così importante….comunque complimenti e tanti auguroni. Se ti ricordi fatti vivo io sono anche su facebook .Un abbraccio Paola

  • santo gulinello:

    ciao elio, da buon siciliano e anche militellese non che meccanico mi hai fatto ricordare la mia infanzia e a quel tempo in quel lontano mese estivo io essendo un po piu piccolo di tutti voi venivo spesso a guardare quello che tano stava facendo a quell ora tarda ero quasi incantato da voi piu grandi e stavo li a guardarvi pieni di entusiasmo e io fra me e me dicevo, da grande voglio fare il meccanico. bello quello che hai scritto, un po di passato spensierato che torna , che bei tempi,ti faccio i migliori auguri ciao. santo

  • Avv. Matteo Merolla:

    Ricordo una sfortunata partecipazione alla Coppa Primavera (Amalfi-Agerola).
    Mi pare che il volano tranciò addirittura la carrozzeria.
    Auto stupenda, complimenti anche se ad anni di distanza.

  • salvatore:

    ciao…anche io sono un grandissimo appassionato di 5oo e sono anche un pilota di 500 kit.mi a fatto tanto piacere leggere questa tua storia e anche a me a fatto pensare i sagrifici che ho fatto per portare le nostre passioni avanti………..un grandissimo abbraccio

  • 7.Siete bravi. io avevo uno 500 (Nuova) a Perugia al 1970 come studente. Era una automobile che non scordero mai. Io visto il sito e sono svegliati i ricordi miei.
    Zisis da Larissa Grecia.-

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