di Sergio Chierici alle 00:14

La concept car Peugeot BB1 (”bibi-uan”) è stata sicuramente una delle principali protagoniste dell’ultimo Salone di Francoforte: dotata di due motori elettrici nelle ruote posteriori, è una quattro posti ad emissioni zero dalle dimensioni ridottissime (2,50 m di lunghezza), che affronta in modo originale il tema della mobilità urbana. Dopo Berlino, Londra e Madrid, la BB1 arriva a Milano nei giorni sabato 28 e domenica 29 novembre 2009, in esposizione all’interno di una grande bolla posizionata in Largo La Foppa. Grazie a Peugeot Italia, abbiamo avuto la possibilità di realizzare un’interessante ed esauriente intervista con Athanassios Tubidis, il designer della BB1 che fa parte del team di progettazione del Centro Stile Peugeot a Velizy, e che ci ha gentilmente fornito numerose indicazioni sul design e sulla tecnologia della modernissima concept car.
1. Dove è stata progettata la Concept BB1, e in quanto tempo?
E’ stata progettata dall’inizio del 2009, in un tempo quindi molto ridotto (circa 9 mesi), di cui la metà per lo studio di design, e l’altra metà per la supervisione della costruzione del prototipo. Tutto è stato realizzato all’interno del Centro Stile Peugeot di Velizy, compresa l’ingegnerizzazione, sviluppata da un apposito settore di progettazione per le sole concept cars.
2. Da dove è nata l’idea, e quali sono le caratteristiche principali del prodotto “finale”?
BB1 è nata per offrire una nuova visione della mobilità urbana, con un progetto realizzato ex-novo, senza far ricorso ad alcuna parte esistente nell’attuale produzione Peugeot, ma ideando e costruendo ogni parte in modo specifico per questo prototipo. Ha caratteristiche singolari che lo rendono unico, a cominciare dalla lunghezza di 2,50 metri, che permette di parcheggiare perpendicolarmente il veicolo, ma anche di offrire 4 posti comodi: l’unica 4 posti ultracompatta sul mercato, la Toyota iQ, misura circa 50 cm in più, ad anche la Smart, che ha due posti, è di circa 20 cm più lunga della BB1. Anche il telaio tubolare è stato disegnato da Peugeot Motorcycles, ma non fa riferimento ad alcun telaio attualmente in produzione per i veicoli a 2 ruote Peugeot: è stato progettato e prodotto unicamente per la BB1.
3. L’idea di realizzare un’automobile “urbana” con un forte richiamo al tema delle due ruote (come una sorta di “auto-scooter”) nasce autonomamente, o ha un legame con la storia?
Ci sono due aspetti ugualmente importanti, entrambi legati alla ricerca di una soluzione per la mobilità urbana. Da un lato, la struttura e la forma complessiva della vettura permettono di ottenere la posizione di guida ideale (alta, con ampia visibilità, e anche confortevole) per la guida nel traffico urbano, garantendo un ottimo controllo del veicolo in condizioni di traffico.
Dall’altro, c’è la tradizione Peugeot, che festeggia i 200 anni di vita industriale, iniziata proprio con le biciclette – di fatto, veicoli ad uso prevalentemente urbano – e proseguita nel settore delle due ruote fino agli attuali scooter e maxi-scooter. Filosoficamente, le soluzioni proposte dalla BB1 si ricollegano alla storia Peugeot, ed in particolare a quella di due modelli: le monocilindriche Bebé di inizio secolo, agli albori della produzione automobilistica della Casa, nascevano proprio come vetture agili e dagli ingombri ridotti, mentre poco prima della II Guerra Mondiale fu progettato il veicolo elettrico VLV, dalle originali linee aerodinamiche, che fu prodotto dal 1941 al 1944; si trattava di una cabriolet a due posti lunga 2,67 metri e larga 1,21, dal peso di soli 348 kg. Nella BB1 c’è anche un “omaggio” specifico a queste vetture del passato: gli inserti nelle portiere in cuoio “antichizzato”, in contrasto con gli interni bianchi.
4. Nell’impostazione del design colpisce la particolare inclinazione dei montanti. Come è nata l’idea? E’ un’invenzione di natura “estetica”, o la loro forma nasce principalmente da aspetti funzionali?
Il montante bianco ad inclinazione in avanti costituisce l’”universo ergonomico” della macchina. Individua lo spazio del guidatore, la sua posizione, e migliora l’accessibilità, insieme alle portiere ad apertura controvento, e la visibilità anteriore grazie al parabrezza panoramico. Nello stesso tempo, propone una novità importante per un’automobile urbana. Finora, la definizione delle forme di una vettura, urbana o non, è sempre stata impostata secondo alcuni principi ricorrenti: velocità autostradale, andamento costante, lunghe percorrenze. Nel definire lo stile della BB1 si è invece fatto riferimento al suo impiego urbano: accelerazioni e frenate continue, percorsi cittadini brevi e non rettilinei, andamento non lineare e non regolare (la cosiddetta marcia “stop & go”). La forma diventa così “gesto” della vita urbana, sia complessivamente che nei singoli dettagli (come ad esempio, i montanti, o i gruppi ottici). Nel complesso l’auto ha una forma opposta rispetto alla dinamica normale, a cominciare dal montante posteriore più inclinato di quello anteriore.
5. Anche l’esistenza di un piccolo “volume” anteriore, in luogo di una struttura a volume unico, obbedisce a questo stesso principio?
Il volume generale della BB1, che permette il migliore sfruttamento dell’interno, è sostanzialmente quello di un cubo, al quale però, grazie a questi accorgimenti stilistici, è stato dato un particolare dinamismo. La BB1 non è una classica monovolume, ma mantiene un piccolo volume anteriore: questo ha il compito di equilibrare le proporzioni, ma anche di migliorare notevolmente la visibilità, che nella BB1 è veramente ottimale grazie anche alla posizione alta di guida.
6. Ad un ingombro esterno così ridotto, corrisponde un interno che, attraverso soluzioni originali, consente di ospitare 4 persone comodamente. Anche in questo caso è stata importante la lezione “motociclistica” di Peugeot? E l’interno bianco ha funzione di dare l’idea di luminosità e spazio, o obbedisce alle attuali mode e “tendenze” stilistiche?
Le quattro sedute sono ottenute attraverso un “tunnel” che crea, per i posti posteriori, due zone abbastanza simili a quelle di un maxi scooter; tuttavia, la disponibilità di spazio e la forma degli elementi garantisce comodità per tutti gli occupanti. Il bianco rappresenta un ambiente accogliente, uno spazio “privato” e conviviale, nel quale gli elementi in cuoio forniscono un interessante contrasto, con richiamo al passato.
7. Quanto ha giocato nella progettazione la ricerca della riduzione del peso?
L’aspetto della leggerezza è stato particolarmente curato: la carrozzeria pesa circa 450 kg, il motore circa 150 kg. Se questa è una priorità anche per le vetture di serie, in questo esemplare unico l’ottimizzazione è stata ancora più “spinta”, con l’impiego di materiali leggeri e resistenti “ad hoc”.
8. Come influisce la meccanica elettrica sullo spazio interno? I valori di potenza, velocità e soprattutto autonomia sono il risultato di studi e analisi particolari sull’uso “medio” della vettura?
I motori nelle ruote posteriori, progettati con Michelin, garantiscono lo sfruttamento dello spazio ottimale, mentre le batterie al centro (a destra e a sinistra, tra le sedute) permettono l’abbassamento del baricentro e un’equilibrata distribuzione dei pesi. I motori sono in grado di ottenere una potenza di 20 CV, con autonomia di circa 120 km e una velocità massima di 90 km/h: i dati sono stati confrontati con una ricerca sulle abitudini medie di utilizzo urbano di un veicolo, che prevedono un uso quotidiano non superiore ai 40 km.
9. La BB1 possiede anche delle celle fotovoltaiche sul tetto. Che ruolo svolgono?
Le batterie agli ioni di litio provvedono al funzionamento dei motori, mentre la parte elettronica della vettura è alimentata con le celle fotovoltaiche, disposte sul tetto: la ridotta superficie delle celle non sarebbe stata in grado di offrire una sufficiente carica per i motori. In compenso, l’energia solare è in grado di generare energia “pulita” non solo fuori, ma anche all’interno: può infatti veicolare un flusso di aria dinamica che si crea tra le aperture che si trovano davanti e dietro le portiere, e che passa attraverso filtri a carboni attivi all’interno della porta. Un messaggio altruista: la BB1 è ad emissioni zero anche nel suo abitacolo…
10. Come mai l’impiego del manubrio in luogo del volante? Ancora una volta c’è un legame con il mondo degli scooter Peugeot?
L’utilizzo del manubrio permette di ottimizzare lo spazio per il guidatore; è una soluzione legata a questo singolo prototipo, che impiega comandi di tipo elettrico (come il servosterzo), senza i pedali, e senza un vero e proprio cambio di velocità – sono previste soltanto marcia avanti, indietro e folle. Nello stesso tempo, il manubrio garantisce un’ottima manovrabilità urbana, come in uno scooter, con una rotazione di circa 40° che lo rende piuttosto diretto.
11. Secondo i comunicati stampa, la BB1 consentirebbe un collegamento con smart phones per il controllo di alcune funzionalità. Come è strutturato il sistema?
L’impiego dello smart phone per il controllo di alcune funzionalità della vettura obbedisce all’idea generale di relazione tra vita urbana e vita privata proprio della BB1: con il proprio smart phone, elemento tipico della vita urbana, collegato con un sistema plug&play è possibile ottenere un’opportuna configurazione visuale e sonora della vettura, attivando tutti i circuiti elettronici e strumenti come il navigatore GPS, ma anche le configurazioni del conducente (come il climatizzatore); gli schermi interni si connettono agli smart phone, come pure l’impianto audio: ad esempio, si può ascoltare la musica in auto, e proseguire l’ascolto con le cuffie usciti dall’abitacolo, sempre attraverso lo stesso dispositivo digitale di riproduzione.
12. Al posto degli specchietti esterni, compaiono telecamere e “monitor” all’interno dell’abitacolo, proprio mentre le normative europee impongono specchietti esterni tradizionali di maggiori dimensioni. Sarà una soluzione per il futuro?
L’impiego delle telecamere permette l’eliminazione degli specchietti esterni: non si può dire che sia un’anticipazione di quanto accadrà nelle future auto di serie, dal momento che la BB1 è assolutamente un esemplare unico, ma è comunque una delle possibilità.
13. Gli schermi interni della strumentazione hanno una grafica molto singolare, realizzata dall’artista Michel Serviteur. Può darci qualche indicazione al riguardo?
Le immagini interne realizzate da Michel Serviteur per la strumentazione indicano il “Tempo” (un colore per ogni periodo del tempo, con il tempo che si muove con i ritmi della luce, offrendo un senso di benessere) e la “Velocità” (un’animazione grafica in equilibrio ad una velocità costante, che si muove allontanandosi da questa). L’approccio di questa strumentazione è strettamente legato alla concept nella sua “essenza” di veicolo per la mobilità urbana, ed ha, di fatto, un valore “filosofico”, sviluppando questa particolare visione di auto cittadino in modo “simbolico”.
14. Dal punto di vista tecnico, le sospensioni indipendenti, lo sterzo diretto, la carreggiata relativamente larga sono un richiamo al piacere di guida e ad una “sportività Peugeot”?
Le sospensioni anteriori e posteriori a doppio wishbone, o altre particolarità dello stile, sono effettivamente il segno di una “sportività” Peugeot, sempre però nell’ambito della dinamica di un veicolo impegnato in tragitti urbani, e non autostradali. Per capire come esprimere in forma adeguata l’idea di “dinamismo urbano”, è stata fatta un’analisi di tutto ciò che è successo in questi ultimi 20 anni, prendendo in considerazione i veicoli più efficienti, dinamici, giovanili che si sono imposti in ambito cittadino. Oggetti come BMX, jump e trial bikes, roller blade, skateboard fino alle recenti biciclette ibride sono stati analizzati per le loro soluzioni atte ad affrontare la “congestione” del traffico urbano, ma anche nella loro dinamica (percorsi brevi, accelerazioni e frenate) e nei loro aspetti “ecologici”.
15. La BB1 è un esemplare unico, ma è una comunque una Peugeot. In che maniera il linguaggio formale del prototipo può essere inserito nel contesto stilistico generale del marchio?
Il design della BB1 si esprime attraverso “gesti”: così come il montante bianco è simbolo di una particolare posizione di guida, allo stesso modo troviamo altri “gesti”, altri particolari significativi, che sono in grado anche di evocare l’immagine di marca. Ad esempio, la forma appuntita e dinamica della luce posteriore o il tetto a doppia gobba, che richiamano quanto visto nella recente RSZ.
16. Un’ultima domanda: vedremo mai la BB1 sulle strade delle nostre città?
Per il momento, la BB1 rimane assolutamente un esemplare unico, senza un futuro di produzione. Possiamo però dire che la ricerca sul progetto sta comunque andando avanti…
- risposte di Athanassios Tubidis per Centro Stile Peugeot
- domande di Sergio Chierici per Virtual Car e OmniAuto.it
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E’ un esempio di genialità e concretezza veramente disarmante! Congratulazioni ad Athanassios Tubidis!
Commento di salvo armenia — 28 novembre 2009 @ 14:43