di Sergio Chierici alle 18:12

All’evento Supercardesign di Bobbio, organizzato da Francesca Poggioli del Centro Studi “Carrozzeria e Design” di Assomotoracing lo scorso maggio, vi avevamo illustrato l’interessante intervento del designer Alessandro Maccolini del Centro Stile Alfa Romeo in merito alle linee guida dello stile del marchio, partendo dalla 8C Competizione fino alla nuova Giulietta; di quest’ultima erano stati mostrati alcuni bozzetti e studi preliminari, e soprattutto i modelli di stile che hanno anticipato la Giulietta definitiva. Grazie alla cortesia dello stesso Alessandro Maccolini e del Centro Stile Alfa Romeo, siamo ora in grado di mostrarvi parte di questo interessantissimo materiale, finora edito in cartaceo solo dagli amici di Auto & Design.
La 8C Competizione non è stata soltanto una “supercar” destinata a rafforzare l’immagine del marchio, ma anche una sorta di laboratorio per definire le linee guida e il “vocabolario” del futuro design Alfa Romeo; dallo stile 8C sono nate la MiTo, dove i principi sono stati seguiti quasi alla lettera, sia pur con dimensioni e propozioni differenti, e quindi la Giulietta, nella quale si è però agito con maggior libertà espressiva.
I bozzetti illustrano alcune scelte stilistiche dei singoli dettagli della nuvoa Giulietta: il faro anteriore, compatto e tecnologico, la cui strutturazione interna ha ispirazione quasi “motociclistica”, mentre la forma somiglia ad alcuni recenti gruppi ottici Ferrari; la “firma” a 4 LED, tanto sintetica e funzionale quanto caratterizzante; lo scudo anteriore inserito in un vano più ampio, per evitare dimensioni ancora maggiori dovute all’ingrandimento e all’”innalzamento” del frontale per le norme sull’urto contro un pedone; i gruppi ottici posteriori, sintesi tra le “gemme” di 147 e 156 e il faro tondo di 8C e MiTo (e della tradizione sportiva italiana), ma con una firma a “virgola” e un sistema di illuminazione molto caratterizzanti; le prese d’aria laterali in stile 8C, con indicatore di direzione a LED, proposte nel modello di stile finale, ma non presenti nella versione di serie, che mantiene solo la “scia di luce” dei LED.
Interessanti anche i diversi studi sul frontale, che mostrano come scudo e fari siano il risultato di proposte differenziate, alcune con il “trilobo” in particolare evidenza, altre con una configurazione più simile a quella della 8C, oppure con i fari parzialmente orizzontali, o ancora con lo scudo a dimensione piena e grandi listelli cromati orizzontali.
Prima di arrivare al modello finale in scala 1:1, il Centro Stile ha posto in competizione varie proposte, che nascevano da idee sostanzialmente differenti. Il primo modello di stile, nato nel periodo della dirigenza “tedesca” di Alfa Romeo, seguiva la “scuola Golf”: partire dal modello precedente ed effettuare variazioni nel segno della continuità. Il risultato era, di fatto, una 147 “modernizzata” e adeguata alle nuove esigenze tecniche e di omologazione. Da notare il parziale ritorno al trilobo “Villa d’Este” della prima edizione della 147, ma con gli elementi di dimensioni maggiorate, così come la linea di spalla dal taglio più deciso, e la coda di impianto più semplice e regolare, con i fari orizzontali leggermente inclinati e un lievissimo accenno di terzo volume.
Il secondo modello messo in competizione, partiva da un’idea piuttosto astratta: riprendere le forme di una delle più innovative Alfa Romeo degli ultimi anni, la due volumi 145, antenata della 147 e all’epoca alla base della gamma, affinandone e attualizzandone lo stile, e facendole effettuare un salto di categoria per dimensioni e finiture. La vettura aveva un piglio decisamente sportivo, con linee e volumi netti, e pochi tratti dal design forte, a cominciare dai doppi fari tondi anteriori (ma “tagliati” dal profilo del cofano) e posteriori (come la primissima proposta per l’erede della 147, a 2 volumi e mezzo, poi abbandonata). Il trilobo anteriore era costituito da ampie aperture, comprese le due “feritorie” che collegano il grande scudo “vuoto” ai fari incassati; la fiancata era molto pulita, e nella finestratura erano nascosti i montanti B e C, come nella 145 ma in modo ancora più fluido; caratteristico anche il lunotto con taglio “a V”, altro elemento inedito della 145, e lo scudo posteriore con falso estrattore e doppio scarico. Una vettura che forse sarebbe risultata un po’ troppo estrema, e visivamente compatta, rispetto al ruolo che la 149/Milano doveva avere nell’ambito della gamma Alfa Romeo, anche a causa delle 3 porte, non previste sulla Giulietta per evitare sovrapposizioni con la MiTo.
Da notare anche lo sviluppo degli interni della nuova Giulietta, basati su un motivo “storico”: la plancia a sviluppo orizzontale, con gli elementi disposti su un “piano” (più o meno concavo) dalla finitura specifica, per lo più in legno. La semplicissima forma iniziale si è poi evoluta con la disposizione degli elementi interni (si vedano ad esempio le bocchette di aereazione), disposti lungo fluide linee ben definite e raccordate tra loro. Rispetto ad altre proposte di stile presentate, ha prevalso quella meno “driver oriented”, che oltre a richiamare molte Alfa Romeo del passato, permette anche di accrescere la disponibilità di spazio per guidatore e passeggero.
- Virtual Car; disegni dal Centro Stile Alfa Romeo
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Bellissima storia con molte cose interessanti e grandi schizzi e renderings ineditti…
Virtualcar Congratulazioni!
Commento di joao luiz diaz — 9 novembre 2010 @ 02:46
spero che per le future alfa si smetta di scimmiottare le linee della pur bellissima 8c competizione. nella storia del marchio ci sarro altre auto dalle quali trarre ispirazione. rimpiango walter de silva lui si che avrebbe fatto grande l’alfa romeo…
Commento di vanni — 10 novembre 2010 @ 10:38
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Pingback di Jak jeszcze mogła wyglądać Giulietta? | Alfa Romeo News — 28 novembre 2010 @ 14:13