Articoli del 7 aprile 2012

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Speciale Virtual Car: Citroën C-Zero, primo contatto

di Sergio Chierici alle 18:06

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Abbiamo avuto modo di provare su un breve percorso urbano la Citroën C-Zero, la vettura elettrica della casa francese, derivata dalla Mitsubishi i-MiEV e venduta anche come Peugeot iOn. Ecco di seguito alcune brevi impressioni.

La carrozzeria della Citroën C-Zero propone le forme della Mitsubishi i, una vettura monovolume dalle forme arrotondate e dagli sbalzi ridottissimi; la forma regolare dell’abitacolo, dal parabrezza alla coda, permette di ottenere una buona abitabilità per 4 persone, con meno di 3,50 m di lunghezza, grazie ad un corpo vettura stretto (1.475 mm esclusi gli specchi) ma alto (più di 1,60 m), e un passo di 2.550 mm. Il design degli interni è essenziale, con i comandi di grandi dimensioni e facilmente utilizzabili; le plastiche sono da citycar, ma con alcuni elementi dalla buona qualità percepita, come la consolle centrale, e tessuti dall’apparenza robusta.

Prima della prova, la C-Zero era collegata ad una normale rete elettrica con una presa schuko, attraverso uno specifico cavo opzionale: la ricarica completa, con batterie (agli ioni di litio) completamente scariche, avviene 6 ore (9 ore con il normale cavo in dotazione), ed è disponibile un secondo sportello dal lato opposto per la presa di ricarica rapida in 30 minuti. Stacchiamo la spina, entriamo a bordo, giriamo la chiave -attendendo l’ok sulla strumentazione, dal momento che non si sente alcun rumore- e la C-Zero è pronta a partire. La leva del “cambio” somiglia a quella un automatico classico, ed è sufficiente spostare la leva in D per partire; da notare che la retromarcia, in realtà, non fa altro che invertire il senso di rotazione del motore. Sollevando il piede dal freno, la C-Zero inizia lentamente a muoversi, anche senza premere l’acceleratore, garantendo spostamenti millimetrici in manovra; peraltro, il motore (sincrono a magneti permanenti) e la trazione posteriori permettono di avere uno sterzo dalle buone qualità dinamiche in rapporto alle prestazioni, ma soprattutto che permette un diametro di sterzata di soli 9,5 metri.

In marcia, la strumentazione segnala alcuni dati fondamentali per una vettura elettrica, attraverso indicazioni semplici: due piccoli elementi circolari mostrano la carica e l’autonomia residua, mentre l’elemento centrale comprende il tachimetro digitale e un ampio indicatore a lancetta, che si sposta da Charge (il recupero dell’energia in frenata) a Eco, una zona verde che indica la guida ottimale per il consumo, per passare ad una zona bianca “Power” quando si preme di più l’acceleratore. La guida cittadina, in generale, è assimilabile a quella di una normale citycar, e non richiede alcun tipo di apprendimento, anche se bisogna tener conto di qualche caratteristica specifica. L’autonomia teorica è di circa 150 km, che abbiamo riscontrato essere alla portata di un guidatore che compie quotidianamente un percorso cittadino, prestando attenzione alla strumentazione, evitando ad esempio brusche accelerate; anche l’uso degli accessori elettrici di bordo, a cominciare dal climatizzatore, possono influire sui consumi di energia. Per contro, le caratteristiche intrinseche del motore elettrico (66 CV da 2.500 a 8.000 giri/min, e coppia massima di 180 Nm da 0 a 2.500 giri/min), su un corpo vettura di 1.120 kg, invitano in diverse occasioni a premere l’acceleratore, non tanto per i valori di accelerazione da 0 a 100 km/h (15,9 secondi, con velocità massima limitata a circa 130 km/h), quanto per la prontezza di risposta in ripresa -il valore dichiarato nel passaggio da 60 a 80 km/h è di 3,9 secondi; in particolare, si notano una certa brillantezza in rapporto al traffico circostante, e la “spinta” sul sedile, come in presenza di un motore sovralimentato. La C-Zero, dunque, appare agile e scattante, soprattutto nei percorsi misti, e se la cava piuttosto bene anche nelle salite; da notare che i cerchi da 15″ montano pneumatici di due misure diverse (145/65 R 15 all’avantreno e 175/55 R 15 al retrotreno), come spesso accade sulle recenti compatte a trazione e motore posteriore.

L’altra caratteristica che differenzia la C-Zero da un’automobile con motore tradizionale è sicuramente il silenzio: non solo il silenzio che si avverte nell’abitacolo, nel quale vengono filtrati piuttosto bene anche i rumori di rotolamento delle gomme e quelli dall’esterno, ma anche il silenzio… della vettura stessa. In mancanza di abitudine all’automobile elettrica, gli automobilisti in manovra, i motociclisti e i pedoni sembrano accorgersi con ritardo della presenza della C-Zero, costringendoci più volte a suonare il -rumoroso- clacson. Forse l’idea di un “suono” elettronico potrebbe, almeno inizialmente, rendere più sicura la presenza delle auto elettriche nel traffico.

Torniamo a parcheggiare la vettura, sempre con la solita facilità di manovra garantita anche dall’ampia superficie vetrata e dai grandi specchietti, e ricolleghiamo l’auto (che non era completamente carica alla partenza) alla corrente. La C-Zero ci è decisamente piaciuta, soprattutto considerando che una vettura ecologica può essere anche “divertente” su strada. A questo punto, la domanda di rito: quanto costa oggi viaggiare su un’auto Citroën a emissioni zero? A fronte di una spesa per l’energia che, al momento attuale, è irrisoria, il configuratore indica per la versione base Attraction un prezzo di oltre 28.000 euro; il prezzo cala grazie ad alcuni incentivi proposti dalla stessa Citroën, e sono previste varie modalità di finanziamento. Un importo che sembra più adatto, per il momento, a flotte di imprese e di enti pubblici, che in effetti, in questo periodo, stanno prendendo sempre più in considerazione l’idea di dotarsi di veicoli a zero emissioni.

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- Sergio Chierici per Virtual Car
- Grazie a Citroën F.lli Frigi – La Spezia

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