Salone di Parigi: alcune novità di design

volkswagen-id_concept-550

Al Salone di Parigi 2016 (1-16 ottobre) non ci sono forse novità eclatanti, ma alcune sono effettivamente di grande interesse, soprattutto per capire quale direzione prenderà l’automobile da qui al prossimo decennio circa. Protagoniste le case francesi, padroni di casa, ma anche altri marchi, a cominciare da Volkswagen tra i costruttori generalisti.

Partiamo dai francesi, e dalla casa più grande, Renault. Tutta la gamma, con l’introduzione di Megane Gran Coupé, Scenic a 5 e 7 posti e Koleos, e anche con il pik-up Alaskan, è stata portata al livello di design suggerito dalla sportiva Dezir e dalle concept che l’hanno seguita; ora il responsabile del design Laurens Van Den Acker spinge l’immaginazione più in là, e propone Trezor: ancora una volta una sportiva, bassa e filante, ma con soluzioni innovative per materiali, superfici, luci, abitacolo. Design efficiente e sottrattivo, con un minor numero di linee, collegate tra loro con estremo rigore: in questo caso specifico, pensando ad una nuova sportiva elettrica ed autonoma, ma in generale suggerendo le soluzioni per le prossime Renault. Sicuramente, la Trezor è uno dei punti di forza del salone di Parigi di quest’anno, guardando al futuro automobilistico europeo, che si affianca alle proposte nell’elettrico, dove la Zoe, dal design tanto semplice quanto efficace anche a livello di proporzioni, può già contare su un’autonomia (raddoppiata) di 400 km.

Sempre dalla Francia, arrivano altre idee da PSA. Peugeot propone 3008 e 5008, che esteticamente avrebbero poco di nuovo da dire, se non per l’aspetto accattivante di SUV per entrambe, seguendo una moda, molto attuale anche nel mercato francese, che ha coinvolto tantissimi altri marchi -pensiamo all’inedita e sinuosa BMW X2 Concept, sorella sportiva della X1, ma anche alle Seat Ateca, Skoda Kodiaq, Audi nuova Q5, Tesla X, Infiniti QX Sport Inspiration, Toyota FCV Plus, Lexus UX Concept, Mitsubishi GT-PHEV Concept (dotata di un originale sistema ibrido), per arrivare alla station wagon rialzata Mercedes E All Terrain, o alla sportivissima Maserati Levante.

Tuttavia, se entriamo negli abitacoli delle nuove Peugeot, ecco finalmente l’auto del futuro: l’i-Cockpit 2, con il volante squadrato e sempre più piccolo, la strumentazione alta ed elettronica, gli schermi e gli spigoli vivi come nelle astronavi della fantascienza, ci fa fare un salto nel futuro, e pone le basi per qualcosa che ancora non c’è, e ci sarà. Stesso discorso per i veicoli a due ruote, elettrici o anche pieghevoli, che mostrano un’altra via per combinare varie tipologie di mezzi nelle metropoli del futuro. Diverso è il discorso per la Citroen Cxperience, che invece ha scelto la strada della vettura semplice, economica, efficiente e comodissima, grazie anche a sospensioni regolabili: la futura berlina della casa, il cui nome ricorda la storica CX, seguirà questi principi, con una linea più semplice e alleggerita, moderna ma erede della tradizione. Per DS, invece, si è scelta la via della personalizzazione anche su misura, con la DS5 Commande Spéciale, nuovo tassello nel processo di consolidamento del marchio premium, ma sempre in un contesto abbastanza tradizionale: il futuro elettrico è invece espresso dalla non inedita concept E-Tense.

L’antagonista di Renault nel campo delle elettriche è sicuramente Volkswagen: dopo le vicende sui diesel e i cambi al vertice, sono mutate le priorità, e sono state messe sul tavolo le strategie per il prossimo futuro. Da questo punto di vista, la monovolume ID concept potrebbe essere una pietra miliare per la casa, al pari del Maggiolino o della Golf, con la sua nuova piattaforma su cui nasceranno più di un milione di vetture totalmente elettriche. Da notare l’estetica, che potremmo definire a metà strada tra la scuola “anni ’70” rappresentata dalla up! (soprattutto dalla concept firmata da Flavio Manzoni) e le più recenti elettriche, come la stessa Zoe: monovolume piuttosto grande, delle dimensioni di una Golf, con porte che si aprono ad armadio, è tutta bianca, con luci (il blu è ormai il colore predefinito per elettrice o ibride) che definiscono anche i dettagli formali, a cominciare dal logo; l’interno versatile e minimalista sfrutta uno spazio enorme rispetto alle dimensioni esterne, grazie anche alla ridistribuzione della meccanica.

Nel solco della ID si muove anche la Generation EQ di Mercedes, che è anche in questo caso una specie di manifesto di intenti, addirittura con la creazione di una specie di sub-brand, come “i” di BMW. Curioso come la concept sia però una sorta di SUV-Crossover elettrico, nel quale le linee principali anche in questo caso (soprattutto nella calandra) sono luminose, ma che non è così istintivo identificare subito come una Mercedes, per lo meno da parte dell’utenza più classica: ormai la scelta è orientata verso forme tondeggianti e linee “ad effetto”, a volte di natura quasi biologica, con ispirazioni a forme fluide naturali. L’elettrico compare anche su tutte le versioni di smart, compresa la forfour.

Attenzione anche ad altri competitor nel settore, con in prima fila Opel, che per la sua Ampera-e, hatchback dalla carrozzeria più semplice ed “europea” rispetto alla precedente Ampera, dichiara di poter arrivare a percorrere oltre 500 km. Oppure i giapponesi, con Toyota che propone vetture dallo stile sfaccettato e già visto (e discusso) come Prius plug-in e Mirai, nel primo caso stato dell’arte nel settore ibrido, nel secondo passo avanti verso l’alimentazione a idrogeno; insieme a queste, la concept FCV Plus, il cui stile da crossover muscolosa e compatta si abbina ad una combinazione tecnica tra le diverse soluzioni “verdi”.

E Fiat? Non ci sono novità eclatanti, ma sicuramente c’è una gamma di prodotti che testimonia una vitalità rinnovata; tra questi, spiccano la 124 Spider, anche in versione Abarth pronta anche per le gare, il restyling della Panda, le Tipo con il cambio automatico DCT o un’esclusiva Fiat 500 Riva approntata in modo specifico per il salone. Forse la vera star ha però marchio Alfa Romeo, ed è la Giulia Veloce, testimonianza di come tra la pepata Quadrifoglio e le versioni “normali” ci sia spazio per elaborazioni sportive intermedie, anche a livello estetico. Il futuro non immediato delle auto FCA, però, deve ancora essere svelato.

Non molte le altre novità di prodotto. La Mercedes-AMG GT-R mostra come derivare un’accattivante versione scoperta dalla sportivissima coupé di Stoccarda, mentre il marchio esclusivo Maybach torna non tanto sulla vettura “di servizio” S600 Pullman Guard, quanto su una concept di coupè tanto bassa quanto larga e lunga, secondo quello stile “neogotico” che in parte proprio Maybach ha contribuito a rilanciare qualche anno fa. Honda rinnova la Civic, questa volta con una carrozzeria più sportiva e ricca di orpelli in perfetto stile giapponese, mentre dalla Corea si rinnovano la Kia Rio e la Hyundai i30, rispettivamente nei segmenti B e C: la Rio modernizza e rende più fluide le linee della versione precedente, mentre, al contrario, la i30 segue la lezione della i20 e diventa più semplice e “solida”, in linea con i gusti europei. Sempre tra le auto utili, un cenno alla Nissan Micra di nuova generazione, che non è più una world car ma torna ad essere una piccolo un po’ esclusiva, la cui linea segue le più recenti proposte della casa, come la più grande Pulsar, ma anche certe Infiniti, soprattutto nella gestione della linea di cintura e del tetto o del trattamento delle superfici. Tra le compatte è da segnalare la Suzuki Ignis, che farebbe quasi parte della categoria dei SUV, se non fosse che è una segmento A pratica e compatta, con linee che ricordano la tradizione giapponese, a cominciare dalla forma del montante: Jimny in primis, ma anche vecchie glorie con montanti spessi, dalla Honda N360Z alle Suzuki Fronte e Alto.

Porsche propone la grande berlina Panamera, ora stilisticamente più simile alla 911, in versione E-Hybrid, mentre proprio la 911 arriva nella versione da pista GT3; invece la Mini Clubman JCW è più che altro una novità tecnica, per i 231 CV e le quattro ruote motrici sul corpo vettura a 6 porte della rinnovata versione station wagon. C’è poi la Land Rover Discovery 5, che dal punto di vista stilistico rappresenta un discreto azzardo: è tondeggiante e aerodinamica, con scudi e montanti in tinta, ma è anche una fuoristrada capiente (anche a 7 posti) ed erede di un modello spazioso e pratico; si notino, quindi, le soluzioni proposte dai designer inglesi per dissimulare il sollevamento del vano di coda, oppure per disegnare il montante posteriore, fino al vezzo (che a noi piace molto) della targa asimmetrica posteriore.

C’è sempre, comunque, chi è in grado di realizzare vetture nel solco di una tradizione apprezzata in tutto il mondo: se LaFerrari aperta è la naturale conseguenza di una linea nata già per essere “separata” nella sezione inferiore e in quella sopra l’abitacolo, la GTC 4 Lusso T è invece un modo per trasformare l’erede della FF in una vettura ancora più pratica, con un più piccolo V8 e la trazione solo posteriore, fino alle livree emozionali in edizione esclusiva derivate dalle Ferrari degli anni ’70.

Salone di Parigi: alcune novità di design
Tagged on:                                                                                             

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Più informazioni

Il settaggio dei cookie per questo sito web è impostato su "permetti Cookies" per permetterti la miglior esperienza possibile di navigazione, Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare il settaggio dei cookie o premendo "Accetto" potrai proseguire la navigazione senza limitazioni. The Cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close