Salone di Ginevra 2016: foto, bozzetti di stile e brevi note sul design delle novità

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Il Salone di Ginevra 2016 rappresenta una dichiarazione di intenti delle case automobilistiche europee, ma è anche il punto di riferimento per mostrare l’attività delle carrozzerie, italiane in particolare, o degli “artigiani” dell’automobile. In un clima di moderato ottimismo sul futuro, sono diverse le novità presentate, alcune con tecnologia tradizionale, altre con sperimentazioni sulla mobilità del futuro, che dai sistemi ibridi tende a privilegiare quelli elettrici, con guida più o meno totalmente autonoma e integrata in rete. Di seguito, alcuni bozzetti di stile relativi ad alcune delle vetture esposte, e brevi annotazioni incentrate soprattutto sul design.

Partiamo dall’Italia, o per lo meno da quello che rappresenta il modo di fare automobili “all’italiana”, che oggi, con la nuova definizione del gruppo FCA, assume un carattere sicuramente più ampio, a tutti i livelli. La più attesa era sicuramente Alfa Romeo, che mostra la Giulia nelle versioni inferiori rispetto al top di gamma Quadrifoglio, con i 2 litri benzina e 2.2 a gasolio: sul design non c’è molto da aggiungere rispetto a quanto già detto per la prima apparizione del modello, se non che i designer hanno scelto di mantenere quasi inalterate le caratteristiche della vettura, limitandosi a lavorare sui dettagli. L’effetto finale è quello di una certa “sobrietà” ed eleganza, sempre rivolgendosi ad un pubblico sportivo e internazionale, e senza eccessi o soluzioni troppo originali. Giulietta e Mito restyling riflettono lo stesso spirito della Giulia, acquistando soprattutto carattere sportivo per la nuova grigliatura del frontale e i toni scuri di finitura, con modifiche che però non riguardano le lamiere.

Punto focale per Fiat è invece la nuova Tipo, che si propone nelle versioni station wagon e hatchback. Le due diverse tipologie di “coda”, che si affiancano al modello a tre volumi, sono quelle che probabilmente avranno più popolarità nel nostro mercato, considerando anche i prezzi d’attacco sicuramente competitivi con una buona qualità generale; l’innesto del portellone avviene in entrambi i casi con naturalezza, anche se questa soluzione appare meno originale rispetto alla tre volumi, soprattutto per la definizione delle proporzioni e il taglio del montante. L’analisi del design per la Tipo è piuttosto interessante per capire come si progetta una moderna auto internazionale, che per alcuni mercati potrà essere una vera low cost, scegliendo forme che di sposino con un processo di produzione razionale e attento ai costi.

A fronte di una Tipo del tutto nuova, arriva un’altra operazione di retro-design, che raddoppia quanto già fatto con la fortunata 500: a “rivivere”, sebbene su base Mazda MX-5, è la Fiat 124 Spider. Molti appassionati hanno avuto un sussulto nel rivedere una delle regine dei rally a marchio Fiat, la 124 Abarth Spider e soprattutto la 124 Abarth Rally con il 1.8 da 300 CV, riprodotta con colori e livree che richiamano esattamente quelle d’epoca. Un’operazione curiosa, perché l’ultima spider Fiat è stata la barchetta, a trazione anteriore, e con la 124 si fa un salto indietro nel tempo, anche nei richiami diretti al design della vettura originaria, dalla mascherina alle gobbe sul cofano, dall’andamento dei gruppi ottici alla caratteristica piega nella fiancata. Il risultato è tutt’altro che disprezzabile, e come già detto “emozionale”: saremmo curiosi di capire quale strada stilistica avrebbe preso un nuovo modello di spider Fiat nel 2016 se ci fosse stata continuità di produzione dei modelli 124 o X1/9-128 fino ai giorni nostri.

Sempre in ambito FCA, se Jeep non presenta importanti novità di design presentando solo alcune serie speciali, novità di design importanti ci sono per Maserati, che presenta il primo SUV della sua storia, che prende il nome definitivo di Levante. Il design non nasce totalmente nell'”era” Ralph Gilles, ma prende le mosse dalle concept Alfieri e soprattutto Kubang 2011, sviluppate dal team guidato da Lorenzo Ramaciotti e da Marco Tencone. Rispetto alla Kubang, vengono addolciti alcuni elementi, mentre sono mantenute le caratteristiche della muscolosità, del padiglione da coupé e della calandra concava e imponente, con i vistosi listelli cromati verticali. Un SUV-coupé che stilisticamente non ha particolari guizzi di innovazione, ma che sarà sicuramente molto curato dal punto di vista meccanico, e con interni lussuosi e accoglienti.

Chi non si piega, invece, alla filosofia del SUV è Ferrari, che presenta la vettura più familiare della propria produzione, la GTC4Lusso, sostituta della FF ma dalle caratteristiche estetiche ancora più dichiaratamente sportive, con il frontale a mascherina unica che integra tutte le funzionalità tecniche, e soprattutto con la coda più piantata a terra, con citazioni indirette di molte Ferrari sportive del passato che non erano “shooting brake”. Il team guidato da Flavio Manzoni ha anche rivoluzionato gli interni, con una definizione ancora più essenziale di tutti gli elementi, dal doppio schermo (compreso quello, touch, del passeggero) al rinnovato volante. Torneremo comunque a trattare della GTC4Lusso in una prossima intervista in esclusiva.

Passiamo da FCA al gruppo Volskwagen, ma restando in Italia: Lamborghini, che proprio a Ginevra ha rivelato il nome del prossimo responsabile dello stile, Mitja Borkert (ex Porsche), mostra come novità di design la Centenario LP770-4, una Aventador per il centenario dalla nascita di Ferruccio Lamborghini. Prodotta in 40 esemplari e con la fibra di carbonio a vista, è accreditata di 770 CV; esteticamente, la Aventador originaria, nata dal team guidato da Filippo Perini con progettazione prevalentemente digitale, aggiunge alcuni dettagli sportivi seguendo il medesimo stile “geometrico”, e giocando con tocchi di colori vivi, che contrastano con il nero della carrozzeria.

Filippo Perini è invece oggi alla guida di ItalDesign, dopo che altre firme (Giorgetto Giugiaro in primis, ma anche Wolfgang Egger o Walter De’ Silva) hanno lasciato la realtà di Moncalieri: l’opera prima di Perini è la GTZero Concept, un’interessante coupé hatchback configurabile come 2+2 o 3+1. Lo stile di quest’auto ricorda certe creazioni Bertone degli anni ’70, con uno stile aerodinamico ma con linee tese e spigoli vivi; il ricordo è accentuato anche all’interno, con una plancia minimalista in cui domina l’originale schermo Oled. Un design in parte debitore della tradizione italiana, ma una tecnica modernissima: trazione integrale, quattro ruote sterzanti, tre motori elettrici da 483 CV, con autonomia di 500 km. Da segnalare anche il cambio del logo, ora IDG, che torna ad utilizzare il nome ItalDesign lasciando comunque un ricordo del fondatore.

Non può mancare un cenno ad uno degli stand più attesi del Salone di Ginevra, quello Pininfarina: un’azienda italiana con stile italiano di Fabio Filippini e il tuo team, rinvigorita dal nuovo capitale indiano. La H2 Speed concept è un salto nella modernità, con proporzioni da supercar bassa e ad abitacolo avanzato, e uno stile aerodinamico nel quale prese e sfoghi d’aria sono totalmente integrati nella struttura. Una forma sportiva ed elegante, che fa a meno del superfluo, ma è vero e proprio “design”, sposandosi con una tecnica innovativa: la vettura impiega un sistema fuel cell a idrogeno di fabbricazione GreenGT, per un totale di 503 CV, e soli 3 minuti per fare il pieno di idrogeno. Una vettura, quindi, adatta anche alle gare in pista, e con un suono “virtuale” che curiosamente ricorda quello delle auto a turbina, che i visionari degli anni ’50 immaginavano come i mezzi del futuro. Torneremo a trattare presto di questa singolare automobile.

Chiudiamo la panoramica delle carrozzerie italiane con Touring Superleggera, che propone una serie limitata a soli 7 esemplari dell’Alfa Romeo Disco Volante Spyder, sempre su base 8C Spider e dallo stile analogo alla precedente versione coupé; il tetto, in leggero carbonio, è stato progettato con Alfa Romeo.

Torniamo al gruppo Volkswagen con le novità di Audi, che mostrano la piena vitalità della casa. Dal punto di vista del design, i riflettori sono su un modello al debutto assoluto: la Q2, un SUV della categoria della Volkswagen Polo, che porta avanti il nuovo corso della casa, voluto da Walter De’ Silva e Wolfgang Egger, e ora proseguito con Michael Mauer e Marc Lichte. Con uno stile sempre improntato alla sobrietà e alla razionalità, ci sono novità in alcuni dettagli: si evolve il frontale single frame, il montante posteriore viene proposto in colore a contrasto (seguendo la moda attuale di rendere il tetto “sollevato”), la fiancata si muove in modo singolare nella zona superiore. E soprattutto vengono riprese le linee tese e squadrate che richiamano lo stile della storica “Audi quattro” e di alcune Audi realizzate dalla matita di Giugiaro.

Contro Audi ci sono gli altri marchi premium tedeschi: BMW, pronta a festeggiare i suoi primi 100 anni, attende ancora la presentazione della nuova Serie 5, e presenta come novità le M760Li xDrive e M2 M Performance, nonché la i8 Protonic Red Edition, che però non propongono vere novità di design rispetto ai modelli da cui derivano; lo stesso vale per Rolls-Royce, inglese ma di proprietà BMW, che si limita agli allestimenti speciali Zenith e Black Badge. Anche Mercedes non presenta particolari novità di design, a parte la nuova Classe C Cabrio, ridefinizione con tetto in tela della recente C Coupé, e il restyling delle proprie spider SLC (già SLK) e SL, il cui frontale richiama quello della più grande AMG GT. Poche novità anche per smart, concentrate sulla fortwo cabrio e sul kit Brabus.

Pioggia di novità invece per Volkswagen, soprattutto con la nuova Tiguan, che evolve lo stile razionale della serie precedente, con linee più tese e semplificate, e un frontale orizzontale sempre più debitore di alcune sperimentazioni viste anche in alcuni concept ItalDesign. Lievi modifiche estetiche per la up! restyling, e prove generali per una berlina di gran lusso, la Phideon, per il momento destinata alla Cina: lo stile a linee tese e orizzontali si impone anche nella categoria delle tre volumi di grandi dimensioni. Altra novità interessante è la T-Cross Breeze concept, preludio al prossimo SUV compatto su base Polo, nella quale lo stile “orizzontale” si sposa con la presenza del tetto apribile, che mette in evidenza la netta linea di separazione tra padiglione e fiancata.

In fermento anche i marchi sportivi e lussuosissimi del gruppo, a cominciare da Bentley, che in Flying Spur V8 S e Mulsanne restyling accentua la sportività, ma anche la presenza di dettagli lussuosi esterni. Di certo, una delle vedette del salone è però la Bugatti Chiron nella versione quasi definitiva: una grande “C” ispirata al bicolore delle Bugatti degli anni ’30, mette in risalto forme che sembrano evolversi da quelle della precedente Veyron, ma con minor attenzione alla riproduzione di uno “stile” estetico, e una maggior concentrazione su aerodinamica e deportanza, visti anche i 1.500 CV del W16 da dover gestire.

Una nota, invece, per Porsche: il restyling della 718 Boxster appare come un’interessante evoluzione del modello precedente, nascondendo la vera novità data dal 4 cilindri boxer da 300 e 350 CV. Gli appassionati sono catalizzati però dalla Porsche 911 R che è un caso curioso di retro design, dal momento che la 911 si è evoluta nel tempo, ma ha mantenuto lo stesso linguaggio espressivo fin dalle sue origini; nella versione R, due posti alleggerita e privata di tanti accessori ed elementi pensando anche alla pista, c’è anche un richiamo grafico alle Porsche del passato. La dimostrazione di come una forma e una filosofia possano mantenere negli anni una fortissima carica emotiva, e anche di quanto sia difficile, nel design odierno, ritrovare delle forme così tremendamente “iconiche”.

Design odierno che deve fare anche i conti con le tipologie di vetture che più piacciono al mercato: per Seat e Skoda Ginevra è il luogo in cui illustrare le rispettive proposte per un SUV, la razionale e sportiveggiante Seat Ateca, e la più grande e pretenziosa Skoda VisionS, mostrata in versione ibrida. Tutto sommato, due interpretazioni moderne e convincenti per altrettanti modelli dalla diversa personalità, potenzialmente in grado di far generare nuove entrate ai due marchi in segmenti finora non praticati.

Dalla Francia, tanta vitalità, soprattutto nello stand Renault, che propone due novità importanti nel combattuto segmento C: la nuova Megane Sporter, versione station wagon della recentissima Megane IV serie, e la Scenic di quarta generazione. Se la station wagon innesta il diverso volume di coda in modo naturale rispetto alla berlina, ma senza soluzioni estetiche particolarmente originali, la Scenic si propone rispetto al passato in una veste meno monovolume e più crossover, seguendo la strada lanciata dalla più grande Espace. C’è un lieve rischio di sovrapposizione con gli altri SUV, come Captur e in particolare Kadjar, perché nella nuova Scenic le ruote sono più grandi, l’altezza da terra è più alta, e l’andamento particolare della fiancata sembra meno dettata dalla “praticità” rispetto al look sportivo; in realtà, anche con forme più dinamiche, si sono cercate quelle soluzioni interne che hanno segnato il successo della Scenic nel corso degli anni.

Per Peugeot, invece, la principale novità di prodotto è la 2008 restyling, che, con il nuovo frontale dalla vistosa calandra, sembra fare un passo indietro nella definizione della propria identità: non siamo ai livelli delle enormi “bocche” delle generazioni passate, ma sembra essere passato anche il momento della sobrietà, con le calandre assottigliate e il leone appena marcato sopra il cofano. L’altra novità, la multispazio Peugeot Traveller, segna la fine del rapporto con Fiat, e viene declinata anche come Citroen SpaceTourer e Toyota Proace, sia in versione passeggeri che per trasporto, e con alcune serie speciali che mostrano le possibilità di elaborazione. Lo stile è semplice e sobrio, adatta ad una vettura nella quale si vivono soprattutto gli spazi interni. Per Citroen c’è anche la E-Méhari Styled By Courrèges, la curiosa rivisitazione del modello elettrico di Bolloré con uno stile che ricorda quello della Méhari storica, qui ulteriormente reinterpretata nei dettagli; novità più interessante per il neonato marchio autonomo premium DS, con la E-Tense concept, sportiva elettrica da 402 CV, che mostra la continuità di uno stile morbido ma sfaccettato, evoluzione di quello presente nelle precedenti DS, e che sarà trasportato sugli inediti modelli della gamma futura.

Non ci sono grandi novità di design per Ford, che rinnova la Kuga ed espone la grande SUV Edge, mentre Opel si toglie la soddisfazione, proprio al Salone, di veder premiata la nuova generazione di Astra come auto dell’anno. In Opel, la novità di prodotto principale è la Mokka X, restyling del SUV compatto che si arricchisce di un pizzico di sportività in più, ma la novità più interessante è sicuramente la Opel GT Concept, il cui design sportivo ed essenziale che rinuncia al superfluo, per coadiuvare la reattività della trazione posteriore con soli 1.000 kg di peso, potrebbe dare più di uno spunto alle generazioni di auto di categoria medio-bassa, ma anche alle coupé compatte, del prossimo futuro.

Le case giapponesi sembrano avere alcuni denominatori comuni: nuove tecnologie, con ibrido, elettrico o fuel cell, e un design che è quasi sempre molto originale, e che sviluppa l’idea di creare forme complessivamente aerodinamiche, ma sulle quali si innestano tratti corti e decisi, quasi frammentati, che delimitano anche superfici sfaccettate, anche in modo insolito. Si va alla ricerca di una personalità originale, attraverso un uso inconsueto dei modi “normali” di definire proporzioni e dettagli, che talvolta rasenta la sperimentazione. Fanno parte di questa filosofia, interpretata in modo più o meno intenso, vetture come la Honda Civic hatchback concept, che per la casa è la Civic 5 porte più sportiva di sempre, oppure la Nissan IDS concept a guida autonoma e connessa in rete, nell’ambito del programma “Intelligent Mobility vision”, per non parlare delle lussuose Infiniti QX30, SUV di taglia media basato su Mercedes-Benz Classe A, o le due sportive Lexus LC 500h e LF-LC concept, prefigurazione di una futuribile berlina-coupé. Si muove nella stessa direzione, ma con ampie possibilità di successo vista la popolarità del segmento, la Toyota C-HR, SUV compatto dalle linee moderne e originali, e anche Mitsubishi, con la crossover EX-concept elettrica e il nuovo frontale “a X” della ASX restyling, e Subaru con la XV concept (e il nuovo stile “Dynamic x Solid”), sembrano prediligere i tagli decisi e le sfaccettature geometriche. Chi rimane fuori dal coro? Sicuramente Mazda, che con la RX Vision concept propone un’accattivante sportiva nata sull’ultimissima evoluzione del Wankel a pistoni rotanti (definito Skyactiv-R), con linee estremamente fluide e rastremate, padiglione basso e cofano lungo. Anche le Honda Clarity Fuel Cell, e soprattutto la NSX finalmente in versione di serie, mantengono alcuni dettagli spigolosi, ma privilegiano una forma aerodinamica più classica. Rotondità anche per la Suzuki Baleno, che rinnova l’immagine delle berlinette medie a 5 porte con un aspetto che ricorda di più una crossover.

Dalla Corea arriva invece la Hyundai Ioniq, evoluzione in chiave meno estrosa dei concetti visti con la precedente Prius o con la Honda Insight, ma con tecnologia moderna che comprende anche una versione totalmente elettrica; ibrido è anche il SUV compatto Kia Niro, dalle linee interessanti, che coniugano uno stile sportivo in un contesto generale molto semplice, e con una tecnologia che predilige i bassi consumi. Nello stand Kia compare anche la nuova Optima, berlina di segmento D anche in versione Sportswagon e ibrida plug-in PHEV, che mostra ormai una piena maturità di design anche nei segmenti superiori, mentre per SsangYong lo stile essenziale e con forme regolari e moderne della Tivoli si declina sia nella versione XLV, che nella concept Siv-2.

Per le case inglesi, troviamo la sportivissima Jaguar F-Type SVR e la Range Rover Evoque Convertibile, varianti di versioni dal design già noto, così come la Lotus Evora Sport 410, che si distingue soprattutto per l’impiego in maniera sempre più estesa di carbonio; nuova è invece la Aston Martin DB11, il cui V12 da 600 CV è integrato in una carrozzeria sinuosa con linee morbide che partono dalla storica calandra, sempre nell’ambito della sportività elegante da sempre rappresentata dalla casa. Rimanendo nel Regno Unito, McLaren allarga la famiglia della Sports Series con la 570GT, che esteticamente si distingue per una caratteristica presa d’aria nella fiancata che scava anche le portiere, e per una coda a montanti molto inclinati, su cui si innesta un lunotto ad apertura laterale, per ottenere un più ampio vano di carico, pur in presenza del motore centrale. Tra le supercar, si fanno invece notare due prodotti di realizzazione artigianale: la Pagani Huayra BC e la Koenigsegg Regera, due supercar aerodinamiche le cui forme, schiacciate a terra e piene di artifici per l’ottimizzazione dei flussi d’aria, sono totalmente a servizio della tenuta di strada e dello scaricamento a terra della considerevole potenza. Restando in Svezia, la Volvo presenta invece una via autonoma e molto legata al design del territorio, anche extra-automobilistico, per la definizione della propria station wagon di lusso, la nuova V90.

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