Romeo Ferraris “accorda” il suono del diesel: l’importanza del “canto” di un’automobile

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Ci sono tante componenti in un’automobile, che vanno oltre la parte puramente meccanica. Di solito ci si concentra sull’aspetto visivo: il design prima di tutto, i colori, le superfici. Poi c’è un aspetto tattile e olfattivo, soprattutto all’interno. Gioca però un ruolo importante anche il suono: non solo l’apparato di riproduzione multimediale, oggi sempre più integrato nella progettazione acustica delle vetture, ma anche il rumore del motore, che per un appassionato può diventare una melodia, se non una vera e propria “firma”, carica di significato. Un recente prodotto di Romeo Ferraris ci porta a fare alcune brevi considerazioni sul suono dell’automobile.

Fino a qualche decennio fa, i sistemi di scarico erano meno complessi rispetto a quelli odierni, e i motori avevano diverse personalità e specificità: da lontano era possibile, senza errori, distinguere una 2CV da un 500, o un Maggiolino da una Giulia. E molte aziende producevano scarichi sportivi, in grado da migliorare un poco le prestazioni, ma soprattutto generare un rumore quasi “da pista”, che talvolta si otteneva del tutto involontariamente con lo scarico perforato dall’ossidazione…

Poi è arrivata una maggiore normalizzazione, e la diffusione di architetture standardizzate, unite anche a “silenziatori” più efficaci. Un sound più uniforma, dunque, fatte salve alcune eccezioni: basti ricordare il lavoro fatto da Alfa Romeo per cercare di ricordare, con i 6 cilindri by Holden di 159 e Brera, il sound inconfondibile del V6 Busso. E anche all’interno dell’abitacolo, l’insonorizzazione si è fatta sempre più efficace, fino ad arrivare ai sistemi “sottrattivi”, progettati da giapponesi e da altre aziende, in grado di produrre onde uguali e contrarie per annullare ogni rumore.

Non tutti, però, gradiscono il silenzio: in molte sportive, ad esempio, ci sono valvole allo scarico che entrano in funzione nelle varie modalità “Sport” per ottenere un sound più coinvolgente. Perfino l’impianto stereo può generare dei suoni “ad hoc” all’interno dell’abitacolo, e a volte anche all’esterno: un particolare ben noto ai progettisti di vetture elettriche, che, quasi del tutto prive di sonorità, rischiano di non essere ben avvertite dai pedoni. Suoni che potrebbero un domani essere del tutto lontani rispetto a quelli di un motore tradizionale.

Ma a proposito di motori termici di tipo classico, ormai da anni la disputa è tra due fazioni diverse: gli appassionati del motore a benzina, e quelli del motore a gasolio. Una volta, non c’erano dubbi: il motore a gasolio aveva sì una sonorità tra il trattore e il camion, ma era riservato a “incrociatori” autostradali dalla fama di indistruttibilità, e dall’andatura più lenta ma costante. Poi sono arrivati i moderni turbo diesel, che hanno raggiunto velocità e consumi spesso migliori dei corrispondenti motori a benzina, fino a vincere un buon numero di 24 ore di Le Mans… con il loro suono sordo, a basso numero di giri. Una parentesi sul suono di un’auto da corsa che ricorda quanto accaduto in Formula 1: non basta il fischio di un turbo e un motore a benzina per ritrovare l’urlo dei motori di aspirati maggior cilindrata e plurifrazionati di qualche anno fa, neanche con specifici risuonatori.

E qui siamo alla notizia: può esistere un risuonatore che modifichi il suono di un motore diesel, per colmare uno dei principali gap “psicologici” rispetto ai più sportivi benzina? Romeo Ferraris ha mutuato quanto già proposto da alcuni costruttori di modelli più costosi, da Maserati a BMW e Audi, ma ne ha realizzato un optional versatile, e installabile su quasi tutti i modelli. Si tratta di uno o due risuonatori da posizionare su un terminale di scarico realizzato in modo specifico in base alle caratteristiche scelte dal cliente. I suoni ottenibili su un motore diesel sono circa sei, che simulano altrettante tipologie di motori a benzina, tra cui il tipico “sound” dei V8 made in USA. Il sistema comunica con il Controller Area Network dell’auto, da cui riceve le informazioni sull’acceleratore, modulando di conseguenza il suono; un tasto all’interno dell’abitacolo permette poi di gestire volume e intensità.

Chissà se in futuro il suono dell’auto sportiva sarà ancora rappresentato dal rombo di un V8 o un V12 a benzina, o piuttosto non sarà qualcosa di completamente nuovo… fino al totale silenzio, interrotto soltanto dal sibilo dello spostamento d’aria e delle parti in movimento, oppure qualche suono mai udito prima su strada. Un campo di ricerca importante anche per i futuri “designer del suono”.

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