Raduno Maserati e 70 anni di Scuderia San Giorgio, in visita alla Pagani

Un gruppo di iniziative dedicato a temi diversi dell’automobile d’epoca: così potrebbe definirsi quanto avvenuto in occasione del tradizionale “Raduno Maserati Città di Ferrara”. Accanto alla manifestazione dedicata alle Maserati, si sono svolti i festeggiamenti per i 70 anni della Scuderia San Giorgio 1947 di Ferrara, occasione per la visita alla Pagani di San Cesario sul Panaro.

«La Scuderia San Giorgio è oggi un fatto compiuto»: così il 2 maggio 1948 esordiva il numero unico del Giornale “Scuderia San Giorgio”, nel quale si enunciava come, dopo la fondazione del 17 ottobre 1947, a fronte di un sottile scetticismo, la Scuderia si presentava ai nastri di partenza della XV Coppa delle Mille Miglia con ben 10 equipaggi.
«La Tenacia e la passione invece hanno travolto ancora una volta tutti gli ostacoli e la Scuderia San Giorgio viva, vibrante e consapevole delle sue forze si presenta oggi ufficialmente agli sportivi ferraresi ed italiani…»: sono parole scritte nel 1948 ma che ancora oggi sono attuali e pulsanti.

Per celebrare questa importante ricorrenza ed il tradizionale “Raduno Maserati Città di Ferrara”, il presidente Antonio Bettini ha invitato amici e simpatizzanti ad una giornata a tema motoristico in una delle giovani aziende italiane nel campo della produzione di Supercar: la Pagani di San Cesario sul Panaro. Fondata nel 1998 da Horacio Pagani, è oggi un’azienda attiva, che ha rinnovato e ingrandito lo stabilimento, ha creato un Museo dedicato alle sue creature, una linea dedicata di merchandising ed offre lavoro a 150 dipendenti.
Venti gli equipaggi Maserati provenienti dall’Italia e dall’estero, Svizzera ed Austria, con una decina di vetture che andavano dalle Biturbo prima serie, fino alla potente Racing, passando per 3200 GT, Spider 4200, diverse Quattroporte IV ed una Grand Sport Coupé.

Grande interesse per la visita all’atelier Pagani (non si può definire uno stabilimento), realizzato con uno stile elegante, italiano, fatto di lampioni, volte con mattoni a vista, laboratori a vetri per la lavorazione della fibra di carbonio, ove la Pagani è industria primaria nella lavorazione. I numeri parlano chiaro: dalle 20 unità produttive realizzate fino all’anno scorso, l’obiettivo è di arrivare a 40 annue, praticamente raddoppiare la produzione. E c’è anche il racconto del sogno di Horacio Pagani, che dalle lattine, creava dei modellini sportivi, passando poi al primo piccolo ciclomotore prodotto quando era ancora in Argentina, alla prima formula 3, all’amicizia con Juan Manuel Fangio, che lo raccomandò a vari costruttori fino all’assunzione in Lamborghini per la quale realizzò le modifiche estetiche della Countach L30 Anniversary, con le nuove prese d’aria posteriori. E poi il salto nell’imprenditoria, creando il suo primo successo, la Zonda una «complicata ricerca di idee semplici», così la definirà Pagani. Nel museo è esposta la telaio n° 2 detta “La nonna”, una vettura che dal 1998 ha percorso 550.000 Km e che è stata la “cavia” delle modifiche e migliorie al prodotto. Nel 1999 la Zonda S (C12) è l’idea vincente di Pagani, la prima Supercar stradale completamente realizzata in carbonio a vista, l’espressione massima della ricerca tecnica e stilistica del tempo. Segue la Zonda F, dedicata a Fangio, la Supercar più leggera nella sua categoria. Nel 2007 questa vettura chiuse i 22,835 Km del Nurburgring Nordschleife con un tempo di 7:27,82. Segue la Zonda 5, la Zonda più estrema, richiesta dal dealer di Hong Kong, prodotta in soli 10 esemplari, che assomiglia ad una mantide religiosa che sta puntando la sua vittima. Infine, la Zonda Revolution, la Zonda più estrema, peso 1070 kg, 800 CV e 730 Nm di coppia… «I limiti sono fatti per essere superati», dice Horacio Pagani.

Al termine della visita, il trasferimento all’Agriturismo “Bella Rama” per un pranzo informale ma molto apprezzato; tra gli ospiti anche la scrittrice Nunzia Manicardi che vanta all’attivo una cinquantina di libri a tema motoristico e che è stata inserita tra i circa 7.500 personaggi italiani più rappresentativi citati nell’Annuario “Who’s Who in Italy”. Di seguito trasferimento a Ferrara, dove nel pomeriggio avanzato c’è stata una competizione tra le Maserati presenti, vinta dalla Biturbo di Federico Malaguti. In serata si è tenuta presso l’Hotel Lucrezia Borgia, la cena di gala; ospite della serata, Fabio Lamborghini, nipote di Ferruccio Lamborghini, che fu tra i soci fondatori della Scuderia San Giorgio.

Si chiudono così per ora, le celebrazioni del settantesimo anniversario della Scuderia San Giorgio di Ferrara, rimandando l’appuntamento per le Maserati storiche al pranzo degli auguri a dicembre 2017.

> Carlo Carugati, Biturbo Club Italia

Raduno Maserati e 70 anni di Scuderia San Giorgio, in visita alla Pagani
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