Parco Valentino, Salone & Gran Premio (Torino 11-14 giugno 2015): la prima edizione

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Una volta c’era il Salone di Torino, un appuntamento di portata internazionale come oggi lo sono Ginevra, Parigi o Francoforte. Poi è arrivato il Motor Show di Bologna, che puntava molto sull’aspetto spettacolare e sportivo dell’automobile, pensando sopratutto ai giovani. Ora Torino si ricandida come sede espositiva per il mondo dell’auto, coinvolgendo una zona importante del centro cittadino con una formula un po’ alternativa ed elegante rispetto ai consueti saloni. Parco Valentino ha proposto alcune novità di prodotto esposte all’esterno, in un contesto naturale e in modo coerente e ordinato; una forte attenzione al design con conferenze a tema; la presenza di vetture esclusive e dal forte contenuto tecnologico; perfino la prima assoluto di due fuoriserie, nate proprio a Torino, e il debutto nazionale di una supercar come la McLaren 540S. E poi il gran premio cittadino, con esclusive auto d’epoca e supercar, “parata” di stelle quest’anno battezzata dalla pioggia, e un concorso d’eleganza organizzato da Pininfarina nell’ambito dei festeggiamenti per gli 85 anni. Di seguito, una nutrita galleria fotografica del giorno dell’inaugurazione, e alcune considerazioni su quello che ha offerto questo primo evento torinese.

Il primo approccio con Parco Valentino nelle prime ore del mattino, con il parco ancora quasi addormentato, per gli accrediti stampa. Alle 9.30, il taglio del nastro, alla presenza del sindaco Piero Fassino, dell’organizzatore, l’imprenditore Andrea Levy, e di tanti giornalisti e addetti ai lavori, tra cui numerosi protagonisti del design automobilistico, da Aldo Brovarone a Giorgetto Giugiaro, da Flavio Manzoni a Lorenzo Ramaciotti, e molti altri ancora. Solo dal pomeriggio, dalle ore 14, l’accesso era riservato al pubblico, ma in realtà dai quattro portali-accesso disposti intorno al parco (intitolati ai piloti Farina, Nuvolari, Ascari e Villoresi) si poteva accedere di fatto anche al mattino, senza invito: quindi coloro che hanno fatto la consueta corsa mattutina a fianco del Po, hanno trovato nel Parco una gradevole sorpresa.

L’esposizione delle vetture ha ricevuto molte lodi, per vari motivi. Il bel tempo nella giornata inaugurale ha permesso di apprezzare, con le varie luci della giornata, l’interessante soluzione degli stand uniformi, realizzati con 90 pedane su un percorso a piedi di circa 2 km in mezzo al verde del parco e con le architetture del Castello a fare da sfondo. Le pedane d’acciaio, lineari e moderne, sono state realizzate in modo da essere neutre, fondendosi benissimo con il paesaggio e il “percorso” pedonale (anche notturno), valorizzare tutte le vetture in modo coerente e uniforme, dando anche l’idea esatta delle proporzioni, fornire con appositi pannelli le indicazioni su ogni auto, e ospitare il personale nel retro.

La selezione delle vetture non è certamente ampia come quella di un Salone, non solo per la mancanza di diverse case, ma anche perché ogni espositore aveva a disposizione un massimo di quattro pedane/spazi espositivi per marchio. Poche vetture ma significative, dunque, con una selezione attenta a cogliere “l’essenza” tecnico-stilistica di ogni produttore e designer. Lo si può vedere partendo da un marchio come Volkswagen che ha tantissimi modelli a disposizione, ma che per Torino ha scelto un’unica vettura, la Passat, in quanto auto dell’anno 2015. La zona dedicata a carrozzeria e centri stile si concentrava soprattutto sull’ingegno italiano, e torinese in particolare: Pininfarina Sergio e Cambiano, Italdesign Giugiaro Gea, l’ormai “storica” Fioravanti Alfa Romeo Vola, le Studiotorino RK Coupé (ben nota ai lettori di Virtual Car) e RK Spider nell’ultima livrea bianca, I.DE.A. Institute Futur-e e l’interessante moto sportiva stradale leggera Disegno 01; in rappresentanza delle scuola di design, la IED Torino Syrma dell’ultimo Salone di Ginevra e le proposte ingegneristiche B-Tron e Politecnico di Torino, quest’ultimo presente anche con prototipi di monoposto sportive elettriche, la Idra e la SCR. E addirittura due prime mondiali, la Mole Costruzione Artigianale modello 001 della Up Design di Umberto Palermo e la ATS Twelve Wildtwelve di Torino Design di Roberto Piatti, di cui tratteremo a breve.

Punto di contatto tra i centri di design italiano e la produzione di serie, lo stand dedicato al Centro Stile Ferrari con l’esclusiva Ferrari FXX K, che apriva, verso sinistra, il percorso delle auto di serie. Nell’elenco di seguito le auto, quasi tutte mostrate nelle nostre immagini, in ordine di apparizione: Fiat 500 Vintage ’57, 500X, 500L Trekking e Panda K-Way; Lancia Ypsilon 30th Anniversary e Ypsilon Elle; Abarth 695 Biposto e 595 Competizione; Jeep Grand Cherokee, Cherokee, Wrangler e Renegade; Alfa Romeo Giulietta, 4C Spider, 4C e Mito; Maserati Quattroporte e Ghibli; la recentissima Ferrari 488 GTB e la California T; Mercedes Benz AMG GT; Pagani Zonda Revoluciòn; Suzuki Vitara e Swift; Audi R8 (in una particolare livrea grigia e arancio) e RS 6; Porsche 911 GT3 e Cayman GT4; Lamborghini Aventador LP 750-4 SV e Huracàn; Subaru WRX STI e Outback; BMW M3, M4, M4 DTM e X6 M; Jaguar F-Type Coupe R AWD e XE S; Land Rover Range Rover Sport SVR e Defender 90 Heritage; Lexus NX Hybrid; Toyota Auris Touring Sports Hybrid; Kia New Sorento e Soul eco electric; la McLaren 570S in anteprima; Bentley Continental GTC V8 S; Lotus Elise 20th Anniversary; infine, la Tesla Model S P85D, che metteva in mostra anche il sistema di ricarica. Una particolarità da segnalare, per la quale abbiamo chiesto lumi niente meno che a Lorenzo Ramaciotti: la due Alfa Romeo 4C presentavano i due fari di tipologia diversa, quelli più “tecnici” in carbonio con i punti luce sulla coupé, che sono stati oggetto di discussione tra gli appassionati, e quelli carenati sulla spider. Entrambi i fari possono essere ordinati a scelta sulle due 4C, con il solo limite che, una volta scelto un tipo di faro, non è possibile cambiarlo con l’altro.

Oltre all’area dedicata al merchandising e una allo street food, una zona dedicata al Motorsport con interessanti auto da competizione, anche queste tutte presenti nelle nostre fotografie: la Lancia D50 vincitrice con Ascari dell’ultimo Gran Premio del Valentino nel 1955, Abarth 695 prototipo Gumball e Abarth 695 Evo; Alfa Romeo 155 V8 TI, campione DTM nel 1993 guidata da Nannini e Larini, e Giulia GTAm; Alpine-Renault A110 Campione del Mondo di Rally 1973; Audi R18 e-tron quattro che ha vinto la 24 ore di Le Mans nel 2012 con André Lotterer, Marcel Fässler e Benoît Tréluyer e la RS5 Superstars campione mondiale nel 2014 con Kristofferson; BMC Mini Cooper S; Fiat 131 Abarth Alitalia campione mondiale di rally nelle edizioni ’77-’78 e 1980 e 124 Abarth; Lamborghini Huracan Super Trofeo e Gallardo Super Trofeo; Lancia Stratos Alitalia, e Fulvia HF vincitrice nel Mondiale Rally 1972 con Munari; Maserati MC12; Porsche Carrera Cup; Suzuki Swift Sport; Toyota Celica WRC con cui Sainz vinse il Mondiale di Rally nel 1990; Texa Sei G14; F1 Lancia Marino e 4 kart su cui Ayrton Senna corse agli albori della sua carriera.

Nel Salone d’Onore e nella Stanza dello Zodiaco del Castello del Valentino si sono tenute alcune conferenze; in particolare, la prima giornata, dedicata in prevalenza alla stampa, è stata l’occasione per la presentazione in anteprima mondiale di due vetture nate a Torino. Ad aprire le presentazioni, la conferenza stampa di Umberto Palermo della Up Design (già designer alla I.DE.A.) per parlare della nuova Mole, una fuoriserie leggera con struttura tubolare a traliccio realizzata su commissione. La 001 è il primo prototipo, che ha coinvolto diversi partner italiani come Pirelli, Brembo, Sabelt, e Up Design è in cerca di clienti per “vestire” con questa carrozzeria una meccanica esistente, a motore centrale. Pare che il primo ordine sia già stato effettuato, da parte di Santo Versace; vedremo quindi se la prima Mole stradale vedrà prossimamente la luce. Al momento il prototipo -affiancato al Castello da altre due creazioni Up Design, la berlina Lucrezia e la coupé Vittoria, rappresenta una coupé biposto all’italiana, dal profilo lenticolare, i fianchi muscolosi, rivettature e parti del telaio a vista, un’enorme cupola centrale con un complesso sistema di apertura a sollevamento elettrico, e frontale e coda dalle griglie molto caratterizzanti.

Di tono diverso, più vicino ad un prodotto industriale in piccola serie che a una fuoriserie di fattura artigianale, appare invece la ATS Wildtwelve della Torino design di Roberto Piatti, una bassa vettura a cuneo dall’aerodinamica ricercata e con un’originale cura dei dettagli che darà origine effettivamente una piccola produzione di serie. Per realizzarla, Torino Design ha acquisito il marchio sportivo ATS (Automobili Turismo e Sport), con cui la Wildtwelve sarà distribuita, e con la quale, a partire dal 2016, si vuole lanciare una serie di auto sportive del tutto nuove, sia di categoria inferiore con un V8, sia di concezione moderna come una crossover sportiva rialzata. Il motore della vettura di Torino, al top della gamma, è un V12 da 3.800 cc turbo, con cambio sequenziale a 9 marce, integrato con un sistema ibrido plug-in a due motori anteriori per un totale di 800 CV e una velocità massima di 390 km/h, grazie anche al peso ridotto a 1.450 kg con l’impiego del carbonio; il design aerodinamico è ovviamente studiato per garantire la massima efficienza su strada.

Per l’85° anniversario di Pininfarina, è stato presentato “The Pininfarina Book”, con le fotografie di Gunther Raupp e la prefazione di Paolo Pininfarina, edito da teNeues, mentre Carlo della Casa, Chief Technical officer di McLaren, ha presentato l’altra anteprima del Parco, la 570S: un modello appartenente alle “sport series” pensata per avere le performance più elevate nella categoria -in questo caso, 328 km/h, da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi, da 0 a 200 km/h in 9,5 secondi, con 1.313 kg a secco grazie alla cella in carbonio- ma con un posizionamento più basso rispetto alle McLaren attuali, e pensata anche per uso quotidiano.

Da citare anche la conferenza sull’evoluzione del design automobilistico, moderata da Carlo Cavicchi e con gli interessanti interventi di Flavio Manzoni (Direttore Centro Stile Ferrari), Filippo Perini (Director of Design Lamborghini) e Frank Stephenson (Director of Design McLaren): tre grandi personalità del design, con una visione diversa nel modo di realizzare automobili sportive da sogno, e in rappresentanza di brand che hanno storie, tradizioni e filosofie differenti. Se Flavio Manzoni, partendo dalla fantasiosa raffigurazione dell’ipotetico “UFO” a marchio Ferrari, ha mostrato il processo creativo delle più recenti produzioni Ferrari, fino alla recentissima 488 GTB, illustrando l’attività del Centro Stile di Maranello che, oltre all’elettronica, fa ampio uso del reparto di modellazione in clay, Filippo Perini di Lamborghini ha presentato la diversa realtà di Lamborghini, che, prima dell’acquisizione di Audi, era un marchio in fallimento, e che ora ha due modelli di successo da poco presentati, alcune serie speciali di grande successo come la Aventador SV, ed è pronta a completare la gamma con il terzo modello, la crossover Urus. Sono state mostrate le ultime Lamborghini, compresa la concept Asterion ibrida, e alcuni video illustrativi, con un metodo di lavoro che fa larghissimo uso del “virtuale”- ma che sta sfruttando le sinergie del gruppo con Italdesign per la modellazione. Infine, Frank Stephenson di McLaren ha esposto le caratteristiche dello stile di McLaren Automotive, un marchio di vetture stradali nato da pochissimo con la MP4-12C, e per il quale il piccolo centro di design interno ha dovuto inventare un linguaggio, un’immagine, un’identità, legata al mondo delle corse ma per vetture da strada. La via scelta è stata la leggerezza, la semplicità di linee, l’utilizzo di “vuoti” per il passaggio dell’aria e l’eliminazione del superfluo.

Le giornate successive a quella dell’inaugurazione sono state contraddistinte da tempo nuvoloso e a lunghi tratti piovoso; nonostante questo, il pubblico è sempre stato numeroso, e le iniziative si sono svolte regolarmente: purtroppo sono i rischi di ogni tipo di manifestazione all’aperto. Due iniziative, in particolare, sono sicuramente da segnalare, e forse potranno avere un seguito interessante. La prima è il Concorso d’Eleganza Pininfarina, svoltosi per la prima volta nella giornata di sabato 13 giugno nella corte del Castello del Valentino. Un vero “evento nell’evento” a invito, con una selezione di 50 tra le più belle vetture create in 85 anni di attività Pininfarina, giudicate da una giuria di altissimo livello (Andrea Militello di Ferrari, Karim Habib di BMW, Silvia Baruffaldi di Auto&Design, Richard Heseltine di Octane magazine UK, Fabio Filippini Direttore Design di Pininfarina e Pascal Raffy, Presidente di Bovet 1822 e Presidente di Giuria), con la possibilità da parte del pubblico di vedere le auto nel nel tributo Torino-Venaria del giorno successivo. Vincitrice del premio Best in Show è risultata la Florida I del 1955 di proprietà di Corrado Lo Presto si è aggiudicata il Concorso d’Eleganza Pininfarina; il Bovet Award for the Most Elegant Car è andato alla Cisitalia 202 (1947), mentre il Premio Speciale del Presidente Pininfarina è stato assegnato alla Ferrari 212 Inter Cabriolet del 1952.

Seconda iniziativa, e momento clou della manifestazione per il pubblico, il Gran Premio Parco del Valentino, parata celebrativa aperta ai collezionisti privati in ricordo della storica corsa, aperto domenica 14 giugno proprio dalla vincitrice dell’ultima edizione, la Lancia D50. Una parata di 300 auto, con le auto da competizione esposte al Castello, seguite dai gruppi di vetture dei “Tributi” dedicati a Pininfarina per gli 85 anni di attività, a marchi come Ferrari, Maserati, Lamborghini o Pagani e a celebri creazioni di Carrozzieri come Giugiaro o Touring Superleggera. Le auto hanno attraversato, sotto la pioggia, la città di Torino, Capitale Europea dello Sport 2015, in un percorso di 16 km tra le vie e le piazze del centro, per terminare a Venaria Reale.

A conclusione della quattro giorni, si può dire che la manifestazione, organizzata sicuramente con entusiasmo e passione, contiene in sé tutti gli elementi che possono avvicinare Torino ad un ruolo centrale nel settore automobilistico, soprattutto per ciò che riguarda design e tecnologia, rendendo omaggio anche alla sua tradizione sportiva. La cornice del Parco permette di vedere rarità, come supercar e prototipi da salone o vetture storiche di altissimo livello, ma anche di effettuare un confronto tra le auto di normale produzione -in questo senso, si spera che gli assenti, come le case francesi, Opel, Ford, Mini e Hyundai, possano unirsi al gruppo in un’edizione successiva. Un buon inizio, che sicuramente ha ciò che serve per diventare un appuntamento fisso, con la possibilità di ampliare sia gli spazi per gli “addetti ai lavori” che quello per il calorosissimo pubblico di appassionati.

Parco Valentino, Salone & Gran Premio (Torino 11-14 giugno 2015): la prima edizione
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