Articoli del 5 dicembre 2006

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Omaggio a Gianni Mazzocchi, nel centenario dalla nascita

di Sergio Chierici alle 11:38

Gianni Mazzocchi

Nell’anno che ormai volge al termine sono stati celebrati i centenari dalla nascita di due figure simboliche per l’automobilismo, quali Alec Issigonis e Soichiro Honda. C’è però un altro centenario che intendiamo ricordare: il 18 novembre 1906 nasceva, infatti ad Ascoli Piceno Gianni Mazzocchi, uno dei più importanti editori italiani del Novecento e “inventore” della rivista Quattroruote, che ha festeggiato anch’essa nel 2006 i 50 anni dalla pubblicazione del primo numero. Nel seguito, ripercorriamo sinteticamente le tappe della straordinaria attività di Gianni Mazzocchi.

A cavallo tra le due guerre, in un momento irto di difficoltà per molti giovani italiani, Gianni Mazzocchi decide di lasciare la nativa Ascoli per recarsi a Milano in cerca di migliori fortune: era il 1927. Questa scelta fu decisamente proficua, perché per una serie di circostanze, si trovò a fondare, nel giro di un paio d’anni, l’Editoriale Domus (11 luglio 1929) rilevando Domus, la celebre rivista di architettura di successo ed tuttora esistente, legata anche al nome dell’architetto-poeta Gio Ponti fino alla sua scomparsa (1979).

A Domus faranno seguito, negli anni successivi, periodici di tipologia differente, alcuni dei quali non solo ebbero grande successo, ma diffusero idee politiche, sociali e culturali all’avanguardia, e permisero a molte giovani “penne” dell’epoca di esprimersi, preludio ad un’importante carriera successiva: Indro Montanelli, Enzo Biagi, Camilla Cederna, Dino Buzzati, Alberto Moravia, e molti altri ancora. In tal senso è stata importantissima per la storia dell’editoria italiana del dopoguerra la nascita, per non dire “l’ideazione”, dei celebri settimanali L’europeo diretto da Arrigo Benedetti (fondato nel 1945) e il Mondo che ebbe come direttore, per scelta di Mazzocchi, Mario Pannunzio (1949).

Spesso in anticipo sui tempi, talora Gianni Mazzocchi tentava nuove vie per progetti editoriali, fidandosi del suo istinto e del proprio entusiasmo, e rischiando sempre di persona: di certo non poteva contare su studi di marketing o su esperienze analoghe, perché molte di queste pubblicazioni erano assolutamente un novità, almeno per l’Italia. Tra le riviste, davvero numerosissime, poremmo citare Settimo Giorno del 1948, rotocalco di attualità, politica e sport, che fu un successo fino alla chiusura degli anni ‘50; il primo Panorama del 1936, bimestrale dal taglio modernissimo – formato tascabile, con numerosi articoli e racconti, ma di lunghezza ridotta: fu fatto chiudere in epoca fascista a causa di un articolo di Indro Montanelli giudicato “disfattista”; Storie vere dall’americana True Story, che pagò il divario tra la vita negli USA e quella italiana (i ragazzi ad esempio chiedevano le chiavi della macchina al padre, quando da noi ancora c’era la bicicletta…); Casabella, rivista di architettura e arredamento rilevata nel 1934 e portavoce dei movimenti di rinnovamento stilistico fino alla cessione nel 1964; Quattrosoldi, che nel 1961 “insegnava agli italiani a saper spendere”, grazie ad indagini giornalistiche, ad analisi di laboratorio, a prove-confronto tra prodotti, occupandosi anche di ambiente ed ecologia, con controlli sulle acque o sulle emissioni inquinanti: a parte la posizione “scomoda” di una rivista simile, che spesso ricorreva agli avvocati, Quattrosoldi era troppo avanti con i tempi, ed i nuovi consumatori non erano ancora abbastanza attenti e “maturi”.
Celebri, poi, le numerose edizioni monografiche su vari argomenti – dall’arte alla storia, dalla grafica al turismo, i volumi sul cucito (ad esempio, Fili), sulla cucina (come il famoso Cucchiaio d’argento), il Libro di Casa, sorta di agenda annuale per la casa nata nel 1934, che si è sempre evoluta ed attualizzata con il passare del tempo.

Certamente una delle intuizioni più geniali di Gianni Mazzocchi fu la realizzazione di un mensile dedicato all’automobile, nato nel periodo in cui si stava avviando in Italia un processo di rapida motorizzazione di massa: Quattroruote, praticamente fin dalla nascita (1956) la rivista di automobili più diffusa e più letta in Italia. Quattroruote (e le testate nate da “costole” di Quattroruote, come TuttoTurismo o TuttoTrasporti) traeva origine dalla passione personale di Gianni Mazzocchi per l’automobile – ne ha possedute 200, regalandone però quasi altrettante con i concorsi promossi dalla rivista; l’editore partecipava direttamente ai contenuti di tutte le sue pubblicazioni, ma la sua presenza in Quattroruote fu certamente più diretta: l’auto era per lui simbolo di libertà, di cui tutti devono poter fruire nella maniera migliore possibile. Le sue posizioni, quindi, erano sempre “dalla parte dell’automobilista”, spesso in contrasto con i politici, ai quali però dispensava consigli, così come alle case automobilistiche, che a partire dagli anni cinquanta vivevano un nuovo e diverso sviluppo.
Hanno fatto storia le campagne “personali” di Mazzocchi nella storia della rivista: contro l’abolizione della “tassa di Suez” nel 1959, fose l’unica manifestazione pubblica promossa da una rivista che portò realmente alla diminuizione del prezzo della benzina da parte del Governo; l’appoggio alla costruzione dell’Autostrada del Sole, che altri invece vedevano come impossibile o inutile, ma con la critica – fin dal 1958 – sull’assenza della terza corsia, che fu in seguito realizzata; la partecipazione ad alcuni progetti di vetture sicure negli anni ‘60, in collaborazione con Pininfarina (Sigma, Secura); la battaglia per l’abolizione della corsia centrale di sorpasso comune ai due sensi di marcia in alcune autostrade italiane; l’obbligatorietà del faro retronebbia rosso sulle auto di nuova produzione, ed altre ancora.

Gianni Mazzocchi si spense nella casa di Milano il 24 ottobre del 1984. Molte delle persone che lo hanno conosciuto e che hanno vissuto con lui indimenticabili esperienze editoriali, lo hanno ricordato in questi anni con scritti e memorie; citiamo, ad esempio, questo breve e significativo estratto da un articolo dello storico Valerio Castronovo, che ne tratteggia la figura “vulcanica”, sempre signorile ma dal carattere non facile e difficilmente “imbrigliabile”:

“… Mazzocchi era per tanti aspetti un uomo all’antica nella conduzione della sua impresa, che guidava con mano ferma e risoluta, altrettanto severo ed esigente con i suoi collaboratori. Ma per altri aspetti, per la sua singolare inventiva e versatilità, per quel misto di genialità e sregolatezza che contraddistinse tanta parte del suo itinerario editoriale, egli era un uomo affascinato dalle sugestioni della modernità, dalle incognite e dalle avventure del nuovo, su cui era disposto a scommettere senza far questione di quattrini. E ciò spiega come Mazzocchi sia stato un autentico vulcano di idee, di progetti, di invenzioni editoriali, “capace … di fare come di disfare”, di accendersi di intensi entusiasmi per le sue creature come di disamorarsene altrettanto profondamente, di coltivare “lunghi e amichevoli sodalizi”, come di spezzarli d’un colpo, pur di avere le mani libere, di mettere a segno nel modo che riteneva più appropriato o conveniente quanto gli stava a cuore.”

Virtual Car, ovviamente, è troppo giovane per poter esprimere un ricordo diretto, se non attraverso la lettura dei celebri editoriali presenti nei numeri “storici” della rivista Quattroruote e di altre pubblicazioni da lui realizzate. Tuttavia ci piace pensare che la lezione di Gianni Mazzocchi abbia lasciato qualcosa anche a noi: lo “stile“ dei primi articoli di Quattroruote, semplice e rivolto a tutti ma al tempo stesso serio, rigoroso e per certi aspetti anche elegante; l’attenzione verso argomenti correlati alla cultura umanistica in settori diversi da quelli propri delle lettere e delle arti “tradizionali” – come nella strordinaria rivista Stile Industria del giugno 1954, nata per “promuovere la dimensione estetica del prodotto”, ovvero quella che oggi è difinita l’”arte decorativa e industriale”; più in generale, la passione per il proprio lavoro, ma soprattutto per gli argomenti trattati, ed in particolare per l’automobile. Significativo in tal senso questo passaggio dedicato a Gianni Mazzocchi da Indro Montanelli:

“Non so quale patrimonio Mazzocchi abbia lasciato agli eredi. Certamente un centesimo, se non un millesimo, di quello che poteva lasciargli, se avesse fatto l’editore come lo facevano gli altri editori: per guadagnare. Lui lo faceva per divertirsi e per farci divertire. Nessuno ci è mai riuscito quanto lui.”

- Virtual Car

[fonte per le notizie e per le citazioni è il volume "Gianni Mazzocchi Editore" (1994) gentilmente fornitoci dall'Editoriale Domus, che ringraziamo]

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2 commenti »

  1. [...] La scelta del nome del blog, ricca di un doppio significato – quello di richiamare il luogo fisico dove si crea la rivista, ed anche l’implicito tributo al suo inventore – è già, a mio parere, un’indicatore di qualità delle conversazione che andiamo a scoprire. [...]

    Pingback di Editoriale Domus (Quattroruote). « — 24 novembre 2007 @ 10:58

  2. c’è anhe la scuola ad ascoli piceno “G.Mazzocchi” il cui preside si chiama Mazzocchi A.
    c’è un collegamento tra questi due personaggi??

    Commento di maria grazia — 9 novembre 2008 @ 20:32

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