Nuove smart fortwo e forfour: il design

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Dopo tanta attesa, è finalmente arrivata: la smart di terza generazione, anticipata da un gran numero di concept car che ne hanno via via rivelato le principali caratteristiche, è stata ufficialmente presentata a Berlino nelle due versioni: la classica fortwo a due posti e la rinnovata forfour, oggi molto più imparentata con la “sorella” più corta rispetto al modello precedente, una trazione anteriore realizzata con Mitsubishi. Ma con un’altro tipo di parentela: il progetto è infatti in comune con la nuova Renault Twingo. Di seguito, alcune considerazioni sullo stile delle nuove smart.

Se la seconda generazione di smart fortwo rappresentava un’evoluzione, ottimizzata e in parte anche semplificata, della prima smart, la nuova si muove con intenzioni diverse. La prima: la piattaforma, praticamente con l’intera zona anteriore, doveva servire sia per la due e che per la quattro posti, e la struttura della quattro posti doveva servire per creare anche una piccola Renault, imparentata con un’icona (la Twingo prima serie di Le Quément) dalla forma a “uovo” e a trazione anteriore. Abbiamo già visto le soluzioni trovate dai designer francesi; vediamo invece come hanno lavorato in Mercedes. Tra le caratteristiche estetiche più evidenti, il nuovo frontale, che essendo condiviso da più carrozzerie, ma dovendo anche ottemperare alle più recenti normative antiurto, è alto, corto e squadrato. Un vero e proprio “muso”, sprovvisto di cofano, che sembra contentere un motore, invece assente: ingannano in questo senso anche le prese d’aria inferiori e la calandra. Quest’ultima è stata trattata con un “sorriso” più ampio, nuovo “volto” di smart che si ricollega agli ampi fari qaudrangolari che incorporano le luci diurne a LED. I fori nella calandra, visti più volte nelle concept, sono stati mantenuti, ma in un elemento separato: risaltano molto con la verniciatura chiara, meno nella (più elegante) griglia scura. L’aspetto generale, squadrato ma anche senza spigoli vivi, è molto sbarazzino, quasi fumettistico, però ha anche quella dimensione antropomorfa e “biologica”, con ispirazione alla natura e al moto dell’aria, che hanno praticamente tutte le Mercedes recenti.

La fiancata della fortwo mantiene l’aspetto ben piantato, con la linea di cintura che sale verso l’alto e una fiancata diversamente sagomata. Quello che colpisce all’occhio, come in ogni smart, è la cellula Tridion con colore a contrasto, ora elaborata diversamente soprattutto nella zona del lunotto, con una specifica curvatura che ospita la cornice dei fari quadrangolari, in tinta ma gestita come elemento separato. La coda avvolgente, oltre allo spoiler superiore, suggerisce maggiormente una spinta in avanti, e si presta ad elaborazioni sportiveggianti. Da notare anche la presa d’aria sopra la ruota sinistra, uno dei pochi indizi della presenza del motore posteriore, cui fa riscontro dal lato opposto lo sportello del serbatoio. L’auto rimane, insomma, sbarazzina, ma sembra più “matura” e piantata a terra: il frontale piatto ha permesso di ridurre la lunghezza (2,69 m) e l’altezza (1,55 m) di 1 cm, mentre la larghezza è superiore di ben 9 cm, con 1,66 m. Aumentano lo spazio interno e il bagagliaio, a discapito del maggior ingombro in parcheggio.

Più maturi anche gli interni, che sono condivisi, nella parte anteriore, con la forfour: la struttura prevede tre livelli di finitura (plancia, parte inferiore plancia e inserti) che possono essere variamente configurabili per toni e materiali. Spicca lo schermo multimediale al centro, trattato come un elemento indipendente, e in generale l’impostazione a linee curve, derivata dalle smart precedenti e, in parte e in un contesto diverso, anche dal recente design Mercedes.

Lo stile della forfour diventa a questo punto quello della fortwo, esteso su una lunghezza di 3,49 m. Le porte hanno un taglio particolare, con quelle posteriori che si aprono quasi a 90°, e una piega che corre lungo le maniglie. Posteriormente, il lunotto è più verticale e più profilato, con logo al centro, come si addice ad una vettura quasi “da famiglia”; il tetto apribile in tela, optional, consente di aumentare l’aspetto sbarazzino, superiore rispetto a quello della Twingo: un buon modo per differenziare in modo evidente la clientela, oltre ovviamente al prezzo d’acquisto: si parla di un prezzo d’attacco inferiore ai 12.000 euro per la fortwo base.

Tra le altre novità: le sospensioni anteriori derivate da quelle della Classe C, il motore posteriore 999 cc aspirato o turbo, il nuovo cambio robotizzato doppia frizione twinmatic a 5 marce, i 5 livelli di allestimento youngster, sport edition #1 (versione di lancio), passion, prime e proxy. Sarà in vendita dal mese di novembre.

Nuove smart fortwo e forfour: il design
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