Nuova Opel Astra: brevi considerazioni sul design

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Dopo l’ormai canonico ciclo vitale di sei anni, arriva anche per l’Opel Astra il momento della sostituta; formalmente la quinta serie, ma che Opel considera l’undicesima, comprendendo anche le Kadett fin dal 1936. Un’auto di categoria media, concorrente della Golf, che fa dell’aerodinamica e della riduzione del peso fino a 200 kg alcuni dei suoi punti di forza. Di seguito, alcune brevi note sul design della nuova Astra.

Innanzi tutto, la nuova carrozzeria dell’Astra contribuisce, già dalle sue forme, al dimagrimento generale: è più bassa di 2,6 cm e più corta di 5 cm, pur aumentando lievemente lo spazio interno, e sfrutta al meglio le forme delle singole parti per evitare ogni eccesso. Altra caratteristica, ormai una costante in tutte le categorie, è la cura aerodinamica, con la piega evidente nella fiancata che oltre a personalizzare il modello, permette di definire i flussi nella fiancata, con una cura particolare anche alla zona inferiore della carrozzeria.

L’aspetto complessivo sembra più sportivo rispetto a quello dell’attuale Astra, e non manca di richiamare la recente Monza concept del 2013. Mentre la recente Opel Corsa, con la calandra spostata in basso e il frontale curvo e inclinato, sembra riprendere i temi della più sbarazzina Adam, l’Astra ha un corpo vettura più scultoreo e unitario, dall’andamento generale più marcatamente a goccia, e con proporzioni che la rendono più piantata a terra. Anteriormente, i fari (anche a matrice di LED) sono collegati dalla cornice cromata nella parte superiore della calandra, mentre nella zona inferiore due baffi avvolgono le luci e lo scudo disegna una sorta di alettone da corsa sopra la presa d’aria. Una cromatura definisce sopra i finestrini un unico arco che raggiunge lo spoiler sopra il lunotto, con un effetto di “tetto sospeso” nato nella concept Lancia Granturismo Stilnovo (poi confluito nella Lancia Delta di serie) e molto diffuso in altre vetture recenti, da Hyundai a Citroen. Dietro, il lunotto concavo è ormai ricorrente su molti modelli dalle BMW a diverse giapponesi e coreane; qui il raccordo tra le parti è fluido e curato, con le luci che si assottigliano entro il portellone e il volume piacevolmente rastremato. Nel complesso, uno stile più coerente e razionale, che non manca di originalità.

Quanto all’abitacolo, troviamo la stessa fluidità degli esterni, con una plancia a sviluppo orizzontale che comprende il touch screen del sistema Intellilink 4.0 con il servizio Opel OnStar e la tecnologia 4G, mentre nel tunnel centrale si trovano i comandi del clima e il cambio. Numerosi gli accessori di ausilio alla guida, e anche dedicati al confort di bordo, tra cui i sedili ventilati e con massaggio, regolabili in 18 posizioni. Ampia scelta di motorizzazioni, da 95 a 200 CV.