Motor Show Bologna 2016: passione a 360 gradi

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Si è aperta il 2 dicembre 2016, con la giornata per la Stampa e gli Operatori, l’edizione numero 40 del Motor Show, che è stata poi aperta per il pubblico il giorno 3 e proseguirà fino all’11 dicembre. L’intento di coprire a 360 gradi la passione per l’automobile in un traguardo così importante non poteva non attirare la nostra attenzione.

Entrando da Piazza della Costituzione, il primo stand è quello della Smart, con una gigantesca “Smartona” che ci ha fatto subito rammentare il grande stand del 2007 dedicato da Fiat alla nuova 500. La giornata è piena di conferenze stampa dei vari costruttori che colgono l’occasione per radunare anche i Concessionari italiani, cercando di portare l’entusiasmo necessario per chiudere l’anno con buoni numeri di vendita.

I temi che vengono proposti negli stand dei costruttori e nelle sale dei convegni sono quelli legati al marketing, alla connessione dell’automobile (Internet of Things) e alle soluzioni ibride, comprese soluzioni moderne ed economiche come quella adottata dalla piccola Suzuki Ignis. Se da un lato, marchi premium importanti come Mercedes e BMW non hanno portato le proprie novità, dall’altro sono presenti numerosi case di diversa provenienza e dimensioni di vendite. General Motors viene rappresentata da Cadillac, mentre Suzuki pone l’attenzione sul piccolo fuoristrada Jimny, con la serie speciale Shinsei e il confronto diretto con l’antenata del modello. Assente tutto il gruppo Volkswagen, ma con la presenza di Lamborghini, mentre il gruppo FCA propone uno stand complessivo, ma senza Ferrari: all’ingresso c’è, Maserati, con il nuovo SUV Levante ed il MY 2017 di Ghibli e Quattroporte; Alfa Romeo punta sulla nuova Giulia Veloce, e la 124 Spider è proposta nel nuovo allestimento “America”; Lancia è invece rappresentata dalla sola Ypsilon in un nuovo colore grigio lunare tristrato. Stranamente assente la Tipo tre volumi, a favore delle più “normali” 5 porte e SW, di più recente presentazione, mentre nello stand compare anche il marchio Jeep, dal buon successo in Italia.

Il gruppo PSA è presente con Citroen, con il remake elettrico della Mehari, dal caratteristico arancione, il nuovo brand DS e Peugeot. La DR Autombiles il gruppo molisano d’Isernia, celebra i 10 anni di produzione con l’introduzione di nuovi modelli dal look accattivante come la nuova Zero e DR3. Presente anche il costruttore Pagani con il modello Huayra dotata del dodici cilindri Mercedes AMG di 5980 cc da 730 CV; da segnalare anche Land Rover e Jaguar, quest’ultima con la presentazione delle nuove versioni AWD a trazione integrale.

Quaranta in tutto i marchi a Bologna, tra i quali non mancano due produzioni artigianali. Una è l’inglese Speedster, che propone una supersportiva con motore Yamaha V8 di 4439 cc twin turbo da 662 CV. L’altra è Effeffe, costruttore di Monza che propone la Berlinetta, vettura di linea retrò che richiama il design Zagato (con la doppia gobba sul tetto), con carrozzeria tubolare e motore Alfa Romeo 2000 abbinato al cambio a 5 marce: si tratta proprio delle meccaniche storiche, derivate da modelli come GTV o Duetto, rinnovate ed abbinate al nuovo telaio, sulle quali vengono montate carrozzerie personalizzate su richiesta degli acquirenti, nel tempo di 6 mesi.

Al pad. 29 oltre alla presenza istituzionale delle forze dell’ordine, apprezzabile l’iniziativa di uno spazio dedicato alla Formula Sae Team, dedicata ai giovani universitari che progettano e realizzano piccole monoposto sportive che si confrontano in un campionato creato ad hoc: attraverso la didattica del learning by doing, i membri dei team si trovano ad affrontare problematiche complesse all’interno di progetti innovativi e tecnologicamente avanzati. Da qui sorgeranno i futuri ingegneri che progetteranno le auto del domani. Tra questi il Team UNIBS Motorsport di Brescia, che ha presentato la sua ultima realizzazione “Brxia 2”.

Le immagini ci aiutano ad avere un’idea delle vetture presenti, con una conclusione di carattere generale: pur apprezzando lo sforzo, e considerando tutte le iniziative e gli eventi collaterali, tra gare, spettacoli e test drive esterni, la parte dedicata all’esposizione è forse lontana dall’idea dell’automobile a 360 gradi, considerando sia le importanti assenze, sia la struttura distribuita su più padiglioni non collegati internamente, un po’ dispersiva. Sotto questo profilo solo il pad. 25 dedicato alla Passione Classica ci ha ripagato con 100 vetture esposte, ben illustrate nelle fotografie: anche se di alcune non è stata messa sufficientemente in risalto la rarità, il gruppo delle vetture è sicuramente degno di un museo dell’automobile.

Carlo Carugati per Virtual Car

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