Motor Show 2014 a Bologna: grandi eventi e belle auto d’epoca, ma poco “Salone”

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Il Motor Show si è sempre contraddistinto per gli eventi sportivi a tema automobilistico, i test drive e per attirare un pubblico giovane con voglia di divertirsi. Sotto questo profilo la manifestazione bolognese è sempre stata all’altezza del proposito. Ma dal 2000, dopo l’ultimo Salone dell’Automobile di Torino al Lingotto, il Motor Show ha avuto la possibilità di crescere anche dal punto di vista espositivo diventando in effetti, l’unico punto di riferimento come “Salone dell’Automobile” in Italia. Questo fino al 2012. Dopo l’annullamento dell’evento 2013 e il progetto di un nuovo modulo a Milano, ecco che il Motor Show si è riproposto nel 2014 creando molte aspettative anche in quella parte di pubblico più interessata all’aspetto professionale che a quello ludico: gli operatori del settore, i giornalisti e gli appassionati dell’automobile moderna e d’epoca, che con nostalgia ricordano il Salone dell’Automobile di Torino, soprattutto quello “storico” nel palazzo delle Esposizioni del Valentino.

Ecco che quindi il 5 dicembre nella giornata riservata alla stampa ed agli operatori quello che abbiamo trovato non è stato, per alcuni di noi, quello che ci aspettavamo. Analizzando con razionalità quanto abbiamo trovato, dobbiamo subito scorporare le aree esterne dai padiglioni al coperto.
A nostro modo di vedere quello che si dovrebbe definire un “Salone dell’Automobile” dovrebbe avere in primis un certo numero di padiglioni dedicati ai marchi, ed ai carrozzieri. E’ stata annunciata la presenza di 19 marchi che però erano di fatto gruppi, come FCA-Ferrari-Maserati, Volkswagen con Lamborghini e Ducati, Mercedes (che in realtà non c’era) con Smart, Jaguar e Land Rover… Alla fine come marchi singoli restavano Citroen e Nissan, e in ogni caso gli stand presenti erano meno di 19, molti dei quali più simili a stand di concessionari alle fiere locali che stand dei costruttori. Uniche due eccezioni lo stand Volkswagen che esponeva tutta la gamma storica della Golf per celebrare quarant’anni di successo del modello disegnato da Giugiaro, e presso il Centro Servizi, lo stand per il lancio delle nuove Smart ForTwo e ForFour.

Naturalmente molto spazio ad iniziative atte a coinvolgere il pubblico che sicuramente invaderà il Motor Show specie nel fine settimana; poco invitanti invece gli spazi per gli operatori, a cominciare dal triste padiglione dedicato al Dealer Store, dove Honda ha esposto le sue vetture in una cornice assolutamente piatta e senza musica…

L’aspetto piacevole, e non poteva essere altrimenti vista la collaborazione con realtà come il Museo Nicolis di Villafranca Veronese, si è concentrato nei padiglioni 29 “Route Motor Show Anniversary”, 30 “Route Motor Show Drive In” e26 “Ruote Motor Show Motor Valley”, i primi padiglioni che si è invitati a visitare entrando dall’ ingresso Nord. Questi erano dedicati alla storia dell’automobile, agli anniversari, come quelli per la Giulietta dell’Alfa Romeo, la Porsche 911, Lancia Stratos, con esposizione da parte di club e registri di vetture storiche di rilievo. Nel Pad. 26 primeggiava la storia Ferrari, esposta, grazie al MEF ed al Museo Maranello, un paio di Maserati della collezione Panini, la Leggendaria Lamborghini Miura PV 400. Naturalmente non poteva mancare un’esposizione delle motociclette Ducati ed infine piccoli costruttori ma dalla storia importante, come Stanguellini e Bandini.

Il Motor Show 2014 di Bologna, si è proposto quindi quest’anno come un prolungamento di Auto e Moto d’Epoca tenutosi alla Fiera di Padova a fine ottobre, con l’abbinamento auto di interesse storico come cordone ombelicale alle vetture moderne, mantenendo la sua vocazione giovanile per le iniziative nelle aree esterne e per le attività multimediali di intrattenimento proposte dai vari operatori. Tuttavia, a nostro modesto avviso, gli organizzatori del Motor Show devono maggiormente impegnarsi per dar quel lustro e maggior spazio espositivo alle gamme dei marchi riuscendo a far partecipare tutti i maggiori costruttori affinchè si ritorni alla grandezza degli stand ed agli allestimenti coinvolgenti che vi sono stati nel passato. Questo, se il Motor Show vuole annoverarsi tra i “Saloni dell’Automobile” e proporsi come il “Salone Italiano dell’Automobile”. Altrimenti rientra in quella tipologia di manifestazioni fieristiche in grado di attirare le grande masse, ma non paragonabili con le esposizioni di Ginevra e Francoforte. Al momento, da questo punto di vista e parafrasando Bennato, il Motor Show sembra essere “Il Salone che non c’è”…

Carlo Carugati

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