Articoli del 29 settembre 2009

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Mercedes-Benz BlueZERO E-Cell Plus, di Maurizio Marangoni

di Maurizio Marangoni alle 15:56

Mercedes bluezero ecell
[ 8 immagini ]

Da tempo ormai, tutti i Costruttori sono impegnati nel settore delle auto elettriche. Molteplici sono le proposte che le Case Automobilistiche presentano puntualmente in occasione dei Saloni dell’auto di tutto il mondo. Gia in quello svoltosi a Detroit, Mercedes-Benz svelò una serie di concept compatte con carrozzeria monovolume denominata BlueZERO, come studio finalizzato alla riduzione e all’eliminazione di emissioni nocive mediante l’utilizzo di tecnologia a propulsione elettrica. Tra queste spicca in particolare la BlueZERO E-CELL PLUS che abbina ad un propulsore elettrico collocato anteriormente, un secondo motore termico (denominato “range extender”) piazzato sull’asse posteriore e finalizzato ad alimentare una batteria a ioni di litio: 100 KW e 600 km di autonomia.

Lo stile scelto per “vestire” questa ibrida plug-in ricalca gli stilemi e l’architettura dei volumi dell’attuale compatta di Casa Mercedes, la Classe B, sebbene se ne differenzi grazie ad una più ricercata affinazione aerodinamica.

Molto evidenti a tal proposito le doppie pieghe incise nella carrozzeria, con quella superiore decisa e sfuggente (dettaglio gia visto su vetture “Made in Seat”), meno “frenetica” ma più caratterizzante e anche un po’ forzata quella inferiore, a causa del brusco innalzamento verso la fanaleria posteriore che di fatto divide otticamente in due parti la fiancata. Tutto ciò crea istintivamente vaghe reminescenze con indimenticabili modelli Citroën del passato, complice anche il piccolo pannello trasparente dal profilo dinamico (ideale continuazione della linea del brancardo) che occulta parzialmente la ruota posteriore offrendo vantaggi aerodinamici.

La parte anteriore ha un profilo più spiovente e penetrante rispetto all’attuale Classe B, ottenuta grazie all’assenza del propulsore termico che, a causa delle sue dimensioni, richiede maggior ingombro in altezza all’interno del vano motore. Ciò non può che beneficiare sia all’aerodinamica, che vede ridotta la superficie frontale, che all’estetica. Il frontale ora, risulta più affilato e filante, con la calandra (semi chiusa) collocata molto in basso in una posizione quasi sportiva e non “evidenziata” come vuole l’attuale moda, dal prolungamento rialzato del cofano motore che la sorregge inglobandola. I proiettori, dalla forma “alata” e molto allungata nella parte superiore, lasciano la loro “scia” sotto forma di piega -gia vista in precedenza- che sfuma a centro vettura. Lateralmente seguono il profilo dei passaruota. La parte inferiore è chiusa, priva di aperture di raffreddamento ora non più necessarie per l’assenza del propulsore; al loro posto, vi è la piega di centro verticale inclinata che disegna un profilo orizzontale a freccia. Lateralmente, due incavi sfuggenti inglobano luminosissimi fari a LED a sviluppo orizzontale che “guardano” la strada.

Concludendo, un accenno alla parte posteriore, che esibisce un grande portellone realizzato completamente in materiale trasparente che occupa tutta la luce di coda ed anche una piccola porzione dei pannelli laterali, seguendo lo stesso concetto introdotto dall’AUDI per la Q7. E, come avviene nell’Audi, anche su questo concept i gruppi ottici “salgono” unitamente al portellone quando è aperto, ma l’ingombro del veicolo è comunque ben percepito grazie alla presenza di supplementari sorgenti luminose incassate nella lamiera sottostante. Questa soluzione del portellone ad apertura totale, che tra l’altro offre innegabili vantaggi di accessibilità, potrebbe essere adottata anche sulle prossime compatte di casa Mercedes.

Ma potrebbe non essere l’unica idea ad essere trasferita dal prototipo alla produzione di serie. Come sappiamo, lo scopo delle concept car è quello di proporre nuovi concetti estetici e tecnologici finalizzati a sviluppi e applicazioni su modelli futuri. La scalfitura che percorre la fiancata sulle odierne Classi A e B, dall’andamento a cuneo, potrebbe evolversi sulla falsariga di quelle viste su questo prototipo. Anche i proiettori anteriori potrebbero subire un evoluzione per meglio adattarsi al nuovo profilo del frontale, presumibilmente più spiovente sulle vetture alimentate a doppia propulsione per via del minore ingombro meccanico, sfoggiando un disegno più “allungato” ed avvolgente sui passaruota. La classica calandra (intoccabile) potrebbe allargarsi leggermente dominando così buona parte della superficie frontale senza essere più “in rilievo”, ma incassata nella lamiera e collocata più in basso. I gruppi ottici posteriori a LED, potrebbero assumere una forma ondulata a sviluppo orizzontale ed essere inseriti in posizione rialzata nel portellone utilizzando il concetto di cui sopra.

L’architettura delle future compatte di casa Mercedes ribadirà il concetto monovolume e probabilmente verrà mantenuto il pianale a sandwich come sulle attuali Classi A e B, molto vantaggioso sotto il profilo tecnico, poiché permette di alloggiare buona parte della meccanica sotto ai piedi dei passeggeri, evitando nel contempo, di rubare spazio all’abitacolo. Ne guadagna anche il baricentro dell’auto, che risulta più basso grazie alla meccanica più vicina al suolo, e di conseguenza migliora anche la stabilità della vettura.

Ma come si evolverà lo stile con l’avvento della tecnologia elettrica?

L’ applicazione di una nuova tecnologia su un veicolo, può comportare modifiche significative agli attuali parametri e vincoli progettuali finora introdotti su una determinata struttura. Molti Costruttori collocano, nei loro prototipi, il motore o i motori elettrici all’interno delle ruote per sfruttare lo spazio; le batterie o gli accumulatori di corrente vengono piazzati sotto il piano di seduta in modo che questi componenti non vadano ad “interferire” con l’abitacolo sottraendo volume utile. Anzi, la loro disposizione, permette di ampliare ulteriormente lo spazio a bordo.

Di conseguenza, anche l’estetica potrebbe beneficiare di queste novità introdotte, consentendo ai Designer maggiore libertà espressiva,dati i minori vincoli a cui sottostare, fermo restando il rispetto delle normative imposte dalla legge per quanto riguarda la sicurezza e l’ergonomia progettuale.

Particolare attenzione sarà riservata alla profilatura della carrozzeria che dovrà raggiungere un coefficiente di penetrazione aerodinamica molto basso per favorire la scorrevolezza del veicolo risparmiando energia. Il sottoscocca sarà completamente carenato per creare meno vortici e ostacoli al passaggio dell’aria e gli specchietti saranno sagomati sfoggiando un design “sfuggente” che opponga meno resistenza possibile durante l’avanzamento.

Considerato che gli organi meccanici non necessitano di manutenzione periodica, il cofano motore potrebbe essere sigillato ed avere come unica apertura uno sportellino adibito alla ricarica delle batterie. In questo modo, essendo un tutt’uno con il frontale, potrebbe assumere un profilo più spiovente e affilato, enfatizzando il concetto di architettura monovolume che presumibilmente caratterizzerà questo tipo di autoveicoli.

Anche i gruppi ottici, con tecnologia naturalmente a LED, saranno utilizzati come fonti luminose, per consumare meno corrente e per essere “modellati” a piacimento dai designer, grazie alla loro struttura sottile che non pone eccessivi vincoli ne di forma, ne di collocazione sulla carrozzeria.

- Maurizio Marangoni per Virtual Car

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