di Sergio Chierici alle 20:06
Abbiamo più volte trattato, nel nostro sito, dell’interessantissima mostra “Settant’anni da ricordare” che il Museo dell’Automobile Bonfanti-VIMAR di Romano d’Ezzelino (Vicenza) ha voluto dedicare ai 70 anni dalla presentazione della Fiat Topolino (1936-2006), una vettura importante non solo per la storia italiana del periodo della sua produzione (1936-1955), ma anche per stata oggetto delle più svariate interpretazioni ed elaborazioni.
Nell’ultima occasione – il simpatico Topocarnevale – in cui abbiamo citato l’evento, abbiamo anche anticipato la pubblicazione di uno speciale sulle automobili esposte. Purtroppo non è più possibile visitare la mostra, essendo terminata il 26 marzo 2006, e pertanto i capolavori qui presentati non sono più visibili “dal vivo” al Museo Bonfanti-VIMAR, ad eccezione di quelli di sua proprietà.
Abbiamo però ritenuto di grande interesse la pubblicazione delle immagini e dei dati tecnici, insieme al completo articolo a firma di Nino Balestra, sia per l’eccezionalità della documentazione gentilmente fornitaci dal Museo, sia per illustrare l’elevato livello tecnico e culturale delle mostre tematiche proposte al Bonfanti-VIMAR. La prossima delle quali sarà dedicata ai mezzi della seconda guerra mondiale, a partire dal 22 aprile 2006.
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Fiat Topolino: settant’anni da ricordare (1936-2006)
di Nino Balestra, Presidente del Museo Bonfanti-VIMAR
«Fortuna volle che mi trovassi alla Fiat nel posto giusto, al momento giusto, per essere scelto a disegnare quella che fu salutata come la più piccola vettura al mondo prodotta in grande serie e battezzata in segno di affettuosa simpatia “Topolino”».
Così scriveva con grande semplicità l’ing. Dante Giacosa nella presentazione di una monografia sulla popolare vettura, che il Registro Fiat Italiano le dedicò nel 1980. Tutto nacque nel 1934, quando il Senatore Agnelli lanciò una sorta di sfida ai propri tecnici: voglio una piccola ma completa vettura, con motore a quattro cilindri, abitabilità comoda per due persone e relativi bagagli, 80 all’ora e prezzo contenuto in 5.000 lire. La Fiat più economica all’epoca era la berlina 508 Balilla che costava 10.800 lire, dunque un compito non certamente facile.
Si pensò di affidare l’incarico progettuale a Dante Giacosa, un giovane ingegnere di ventisette anni dell’Ufficio Motori Avio Fiat. Le parole d’ordine furono: semplicità ed economia. Per risparmiare peso (che all’epoca voleva dire costo finale quasi più della mano d’opera) Giacosa pensò ad uno chassis composto da due longheroni a U tutti forati per alleggerimento. Nella parte terminale il telaio si fermava poco dopo lo schienale dei sedili e da lì si prolungavano due mezze balestre sino ad agganciare il ponte posteriore. Davanti lo chassis era tenuto da una traversa anulare, che reggeva nella parte superiore una balestra trasversale, rendendo l’avantreno a ruote indipendenti.
Il motore, di solo 567 cc, era collocato a sbalzo davanti l’asse delle ruote, mentre il cambio a quattro marce passava attraverso questa traversa anulare. Freni ed ammortizzatori idraulici alle quattro ruote completavano questo complesso meccanico innovativo. Anche la carrozzeria venne progettata appositamente. Non più due cose separate: chassis con la meccanica sul quale fissare una scocca, ma bensì un insieme armonico dove la struttura interamente metallica della carrozzeria divenne parte integrante della vettura, contribuendo al suo irrigidimento complessivo.
In ottobre il prototipo era pronto per i primi collaudi su strada, che furono molto soddisfacenti per stabilità, frenatura, prestazioni e confort di marcia. In poco più di sei mesi una nuova e rivoluzionaria vettura venne pensata, progettata, realizzata nei necessari prototipi, collaudata su strada e definita per la produzione. Tutto il 1935 e parte del ‘36 se ne andarono per collaudi sempre più severi, piccole modifiche ed aggiustaggi, e per disporre la filiera della produzione organizzando la catena di montaggio finale. Il 15 giugno 1936 la Fiat lanciò ufficialmente sul mercato questo piccolo gioiello.
Tutte le direttive del Senatore Giovanni Agnelli Sr. furono rispettate se non addirittura migliorate. Il confort risultò superiore ad ogni più rosea aspettativa, lo stesso dicasi per la tenuta di strada, la dolcezza dello sterzo, la velocità che venne fissata addirittura in 85 km/ora. Purtroppo non fu possibile centrare l’obbiettivo del prezzo, che risultò così al momento della presentazione di 8.900 lire. Questo venne accettato perché alla vettura non si volle far mancare nessuno degli usuali accessori adottati sulle berline di media o grossa cilindrata, proprio per distinguere la piccola Fiat dalla miriade di pseudo utilitarie rumorose, scomode, spartane sino all’inverosimile.
La 500, subito battezzata Topolino per sottolineare la grande simpatia che suscitava, era una vera automobile, completa di tergicristallo, luce sul cruscotto, alette parasole, specchio retrovisore, strumentazione completa, massimo confort. Merita d’altro canto di pensare che dieci anni prima, quando la Fiat lanciò la 509 con un costo attorno alle 20.000 lire, un operaio della grande industria guadagnava circa 5.000 lire l’anno. Dunque -in teoria- ci sarebbero voluti quattro anni interi di stipendio per acquistare la più economica vettura italiana.
Dieci anni dopo, nel 1936, il medesimo operaio vedeva il suo stipendio arrivare a circa 8.000/8.500 lire, dunque per acquistare la Topolino bastava a quel punto un solo anno teorico di stipendio. E questa fu indubbiamente una grande conquista, che destò scalpore nella stampa di tutto il mondo. La produzione iniziale fu di 100 vetture al giorno, numeri che Fiat non aveva mai raggiunto e che poche industrie europee erano in grado di eguagliare. Il successo fu clamoroso, tanto da divenire un fatto di costume.
Alla fine del 1936 si allestì anche una versione furgone, con portata di 300 Kg. Nel 1938, a metà anno, avvenne la prima sostanziale modifica: il telaio si prolungò sino alla fine della carrozzeria, montando delle balestre intere. Questo si rese necessario per unificare la produzione. Infatti per il tipo furgone l’originario chassis a mezze balestre non offriva un ancoraggio sufficientemente robusto del pianale di carico, così si prolungò il telaio, che divenne l’unico anche per la berlina a due posti.
Poi sopraggiunse la guerra, che bloccò ogni attività borghese del 1940 al 1945. Quando finalmente ritornò il sereno in un mondo ridotto in macerie, la Fiat Topolino riprese la sua marcia sulle strade italiane, praticamente immutata. Nel corso del 1946 la verniciatura bicolore, parafanghi e pedane sempre in nero e corpo vettura di varie tinte, lasciò il posto alla tinta unita nella ricerca di una maggiore razionalità di produzione.
Si arrivò all’inizio del 1948 con l’ultima Topolino a valvole laterali (poi comunemente definita modello A) con una produzione di oltre 110.000 vetture ed una fama di solidità incredibile. Nella stessa primavera ecco la nuova vettura, definita 500 B, che presentava vari aggiornamenti ma soprattutto una inedita testata con valvole in testa. Erano quasi esclusivamente rivolte all’allestimento interno le modifiche visibili, con un volante marrone a due razze, cruscotto in tinta, nuova strumentazione, tasche alle portiere, maggiore silenziosità. Il nuovo motore risultò più potente (16,5 cavalli invece di 13) con maggiore velocità (95 all’ora) e minori consumi.
La più clamorosa novità fu però l’introduzione del modello Giardiniera Belvedere (nome depositato) che proponeva una piccola station wagon all’americana, con fiancata in legno chiaro e masonite, tinte metallizzate e quattro veri posti. Aprendo il grande portellone posteriore e ribaltando lo schienale, si otteneva infine un volume di carico eccezionale per una vettura di così piccola cilindrata.
Ma altre novità erano ormai nell’aria e la Topolino B rimase in produzione solo circa un anno, nel quale furono costruite oltre 21.000 vetture. Ed ecco nel marzo 1949 la presentazione della 500C, poco variata meccanicamente rispetto alla B (testata in alluminio invece che in ghisa, potenza eguale con maggiore elasticità di marcia) ma dalla linea totalmente diversa. Il frontale venne ridisegnato con linee più compatte e moderne, così come la coda che prevedeva ora la ruota di scorta sistemata in un apposito vano, accessibile dall’esterno. Rimasero invariate le portiere e l’abitacolo. Però l’insieme risultò così armonico da sembrare tutto completamente nuovo.
Altra aggiunta importante per l’epoca fu l’introduzione di un efficace impianto di riscaldamento interno, ancora assente in molte vetture di categoria superiore. La Topolino era giunta così alla sua completa maturazione. Accanto alla berlina, quasi sempre a tetto apribile e solo con tetto rigido su richiesta, si affiancò la brillante Giardiniere Belvedere, immutata nell’abitacolo ed in tutta la parte posteriore. Questa versione veniva costruita artigianalmente nel reparto Carrozzerie Speciali della Fiat, completamente a mano come una volta.
Però la ricerca continua di razionalizzazione produttiva fece introdurre nel 1951 la Belvedere interamente metallica, le cui fiancate erano ottenute a stampaggio conservando solo una tinteggiatura bicolore. Questa giardiniera incontrò un successo ancora maggiore, tanto da rimanere a listino anche dopo la fine produzione della berlina 500C, sostituita nel 1955 della innovativa 600 e nel ‘57 della Nuova 500, frutto anch’essa della fervida mente dell’ing. Dante Giacosa, che nel 1950 progettò la grossa 1400, prima Fiat a scocca portante.
La Topolino modello sia B che C venne naturalmente prodotta anche nella corrispondente versione Furgone, che beneficiava delle migliorie meccaniche ed estetiche delle berline dalle quali derivava, con alcune semplificazioni di dettaglio. Alla fine risulteranno oltre 520.000 le Topolino prodotte in quasi venti anni, con un successo che rimase storicamente memorabile.
La Topolino all’estero
La Fiat 500 conobbe un buon successo anche sui mercati esteri, sia con esportazioni dall’Italia, sia con concessione di costruzione. Il Paese che ne decretò il maggiore successo fu la Francia, dove la Topolino venne costruita e commercializzata dalla Simca come Simca-Fiat Cinq. Piccole differenze di dettaglio rendevano la Topolino francese più pretenziosa. Fu nel 1948 con la presentazione della versione B, che la Simca propose la Six, che anticipava sommariamente le linee della futura Fiat 500C.
Anche in Germania, grazie ad accordi con la NSU, la Topolino conobbe un buon successo. Nel 1938 la Nsu costruì una elegante versione spider a due posti, che non venne purtroppo costruita anche in Italia dalla Fiat, ma che ispirò alcune versioni speciali della Siata.
La Polsky-Fiat, società costituita appositamente da Fiat per il mercato polacco, propose nel 1938 una Topolino con incorporato un ampio bauletto in coda, grande e squadrato, che certamente aumentava la capacità del bagagliaio ma che rendeva la 500 meno elegante ed attraente.
La Fiat England Ltd introdusse sul mercato inglese la Topolino nel 1937, con piccole modifiche estetiche (oltre alla giuda rigorosamente a destra) come il cristallo anteriore apribile a compasso ed altre finiture di dettaglio. Nel 1939 avvenne un sostanziale cambiamento con la “500 four seater saloon”, cioè una Topolino a quattro posti, ottenuti con l’allungamento del tetto nella parte posteriore, l’aggiunta di un secondo finestrino laterale e la coda spiovente e pressoché verticale.
Infine la Topolino varcò confini, superò oceani, continenti ed oggi qualche esemplare si trova in ogni angolo del mondo, a comprova della straordinaria longevità di questa fenomenale vetturetta.
Le Topolino trasformate
Parlare delle Topolino fuoriserie, trasformate, accessoriate o sport, vuol dire avventurarsi in una foresta inestricabile. La vettura torinese, economica, molto diffusa ed affidabile venne elaborata, sia meccanicamente che di carrozzeria, da costruttori e carrozzieri famosi e poco noti. Per facilitare la comprensione, possiamo dividere questo fenomeno in tre grandi categorie: elaborate, fuoriserie, sport.
Elaborate:
non è esistito un carrozziere degno di questo nome che non abbia proposto qualche Topolino “ritoccata”, spesso anche con adatte elaborazioni meccaniche. Nei primi anni di produzione si trovavano in commercio accessori che permettevano la trasformazione della vettura di serie con estrema facilità.
Fuoriserie:
fra le vere fuoriserie va citata la Siata Amica del 1939, una elegantissima cabriolet a due posti derivata dalla meccanica Fiat 500A, che incontrò un notevole successo e fu prodotta in piccola serie. Nel 1949 Siata presentò la Amica 49, derivata dalla 500C ma con telaio tubolare e naturalmente una linea moderna e monolitica, che potremmo definire “tipo Cisitalia”. Altra degna di menzione fu la Panoramica Zagato presentata nel 1948, dove il plexiglas rendeva l’abitacolo della piccola coupé particolarmente luminoso. Anche in questo caso furono decine le Panoramica prodotte.
Sport:
questo settore ha una varietà di modelli incredibile. Basti pensare che il giovane Elio Zagato per il suo esordio in corsa nel primissimo dopoguerra, smantellò una Topolino furgoncino in uso nella sua carrozzerie, trasformandola in una sport barchetta. La Topolino da corsa oltre che avvicinare allo sport automobilistico un vero esercito di dilettanti, fu anche trampolino di lancio di piloti divenuti in seguito dei grandi campioni fino a stringere fra le mani il volante di una Formula 1.
Strettamente di serie per lavoro o per famiglia od abbellita di accessori, vera fuoriserie o piccola e veloce sport per le corse, la Topolino non finirà mai di stupire.
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Galleria di immagini completa
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Elenco delle vettura esposte nella mostra
Austin Seven 1922-1939
Prima della Topolino c’era solo questa automobile inglese di dimensioni ridotte, con un piccolo motore a 4 cilindri raffreddato ad acqua, trasmissione convenzionale ad albero cardanico e freni sulle quattro ruote. Una vetturetta per famiglia, di concezione però antiquata. Il successo commerciale della Austin Seven fu notevole, con circa 300.000 esemplari prodotti fino al 1939.
Motore: 4 cilindri – 747,5 cc – 10,5/12 cv -85 km/h.
Collezione: Nervesauto srl – Nervesa della Battaglia (Treviso)
Fiat 500 A berlina tetto apribile balestra corta 1938
Presentata nel 1936, la nuova creazione della casa torinese è la degna piccola consorella della pur nuova, ma già famosa 1500. Il motore si distingue per la sua sistemazione avanzata rispetto all’asse delle ruote anteriori e per la distribuzione a valvole laterali. Le sospensioni sono a ruote indipendenti all’avantreno e ad assale rigido con balestre corte al retrotreno. Moderna è la carrozzeria, tutta metallica: una bassa, sfuggente, slanciata “guida interna” molto aerodinamica.
Motore: 4 cilindri – 569 cc -13 cv a 4.000 g/m -85 km/h.
Collezione: Guido Caretta – Ponte di Piave (Treviso)
Fiat 500 A berlina tetto chiuso balestra lunga 1939
La Fiat 500 berlina a balestra corta, con carrozzeria a tetto chiuso e soprattutto a tetto apribile, viene sostituita nel 1938 dalla versione a balestra lunga. Il telaio coi longheroni corti e le balestre corte viene sostituito da uno coi longheroni lunghi fin dietro il retrotreno con due balestre semiellittiche.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 13 cv a 4.000 g/m – 85 km/h.
Collezione: Angelo Reami – Fiesso Umbertiano (Rovigo)
Fiat 500 A berlina tetto apribile monotinta 1946
La 500 A viene costruita dal ‘36 al ‘38 in 46.000 esemplari a balestra corta e dal ‘38 al ‘48 in oltre 76.000 unità a balestra lunga. viene proposta nei colori verde chiaro, amaranto, blu, rosso ed in tre tonalità di beige, con pedane, parafanghi e fari in nero. Nel dopoguerra è prodotta solo nei colori monotinta verde, grigio, nero, beige.
Motore: 4 cilindri – 569 cc -13 cv a 4.000 g/m -85 km/h.
Collezione: Franco Zilio – San Giorgio in Bosco (Padova)
Fiat 500 A furgone 1946
La versione commerciale della 500 A viene costruita prima su telaio a balestra corta ed ha una limitata capacità di carico e poi su telaio a balestra lunga e con una carrozzeria modificata nella parte posteriore per consentire un maggiore carico.
Motore: 4 cilindri -569 cc -13 cv a 4.000 g/m -85 km/h.
Collezione: Giampietro Gallo – S. Maria di Sala (Venezia)
Fiat 500 B berlina tetto apribile 1948
Al salone di Ginevra del 1948 viene presentata la 500 B che verrà prodotta fino al 1949 nelle versioni berlina, giardiniera belvedere e furgone in oltre 21.000 esemplari. La 500 B è migliorata soprattutto nella meccanica, con motore a valvole in testa e di maggiore potenza. Poche le differenze all’esterno della carrozzeria e molte le modifiche all’interno.
Motore: 4 cilindri -569 cc -16,5 cv a 4.400 g/m -95 km/h.
Collezione: Bruno Bizzotto – Bassano del Grappa (Vicenza)
Fiat 500 A giardiniera belvedere 1939/47
Questo esemplare è stato realizzato su un autotelaio della 500 A da un ex-operaio del reparto “carrozzerie speciali” della Fiat con una carrozzeria giardiniera belvedere analoga a quella che nel 1948 sarebbe stata messa in produzione sull’autotelaio della 500 B.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 13 cv a 4.000 g/m – 85 km/h.
Collezione: Atelier della Topolino di Erminio Forti (Novara)
Fiat 500 A fuoriserie Simonetti 1939
Alla fine degli anni ‘30 la carrozzeria Simonetti di Padova realizza una versione della 500 A modificata nella parte anteriore con un “musone” aerodinamico e nella parte posteriore del padiglione con l’applicazione di un mantice che ne occupa quasi tutta la superficie.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 13,7 cv a 4.000 g/m – 85 km/h.
Collezione: Claudio Pieretto (Padova)
Fiat 500 A cabriolet Garavini 1946
La Carrozzeria Garavini di Torino realizza fin dal ‘36 versioni elaborate della 500 A, caratterizzate dall’alta qualità delle finiture. La parte posteriore del padiglione viene inoltre modificata per aumentare la dimensione del mantice. Negli anni quaranta viene introdotto un cofano del motore di stile americaneggiante, con calandra aerodinamica.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 13 cv a 4.000 g/m -85 km/h.
Collezione: Silvano Lazzari – Villorba (Treviso)
Fiat 500 A cabriolet Bertone 1947
La Topolino è oggetto, specialmente nella sua prima versione, di innumerevoli elaborazioni estetiche da parte di carrozzieri. Anche Bertone veste elegantemente l’autotelaio 500 a con una versione aperta. Il primo intestatario dell’esemplare esposto è proprio Giuseppe (“Nuccio”) Bertone, figlio di Giovanni, il fondatore della carrozzeria torinese.
Motore: 4 cilindri -569 cc. -13 cv a 4.000 g/m -85 km./h.
Collezione: Nilo Caberlin – San Martino di Lupari (Padova)
Siata Amica cabriolet Bertone 1939
Costruita anche in versione coupé sul telaio della 500 A, fornito nudo dalla Fiat, la Amica di fine anni ‘30 è la vettura che caratterizza maggiormente la produzione della Siata. Una vettura originale, nella quale i pregi estetici si armonizzano con le superiori qualità di velocità, praticità e tecnica (basti pensare alla testata speciale Siata a valvole in testa).
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 18 cv a 4.400 g/m -100 km/h.
Collezione: Morassutti (Padova)
Siata 500 sport 1938
La nascita della Fiat 500 A nel 1936 fornisce un’ottima base di lavoro a molti artigiani per costruzioni di piccole sport. La torinese Siata (Società Italiana Applicazioni Tecniche Auto-aviatorie) con le sue testate speciali a valvole in testa, dà vita alle più performanti tra le vetture sport di minore cilindrata, che ottengono numerose vittorie di categoria.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 18 cv a 4.400 g/m – 100 km/h.
Collezione: Luciano Minato (Treviso)
Fiat 500 B sport 1949
Fra le innumerevoli Topolino elaborate sia nel motore sia nella carrozzeria c’è anche questa vettura sport, allestita su telaio 500 B e caratterizzata dai parafanghi di tipo motociclistico. Spesso le Topolino da corsa erano costruite da artigiani o da piccole officine di cui oggi non si ha traccia.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 23 cv a 4.400 g/m – 105 km/h.
Collezione: Atelier della Topolino di Forti Erminio
Siata 500 tipo 36 record 1938
Nella seconda metà degli anni trenta diverse sono le Siata costruite appositamente per battere dei record di durata. Motore con cilindrata ridotta a 500 cc e carrozzeria filante caratterizzano questa Siata da record. La vettura viene successivamente adattata all’uso stradale, coi fari anteriori sporgenti e senza le carenature aerodinamiche dei passaruota.
Motore: 4 cilindri – 500 cc – 32 cv a 4500 g/m – 170 km/h.
Collezione: Luigi Amoretti – Romano d’Ezzelino (Vicenza)
Simca Gordini 750 monoposto 1936
E’ derivata dalla Simca Cinq, la nostra 500 A costruita e commercializzata in Francia dalla casa transalpina su licenza Fiat. Questa monoposto, oggi in stato di assoluta conservazione, nasce dalla versione con telaio a balestra corta, con differenziale abbassato, freni Gordini maggiorati, ammortizzatori a frizione, motore portato a 750 cc e cerchi forati.
Motore: 4 cilindri – 750 cc – 27 cv a 4.500 g/m – 120 km/h.
Collezione: Franco De Boni – Malcesine (Verona)
Simca Six berlina tetto apribile 1950
Introdotta nel 1948 e derivata dalla nostra 500 B, la Simca Six ha un aspetto complessivo che anticipa quello della 500 C, pur differenziandosene in alcuni particolari e nel frontale.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 16,5 cv a 4.400 g/m – 90 km/h.
Collezione: Atelier della Topolino di Forti Erminio
NSU-Fiat 500 roadster 1939
La NSU-Fiat costruisce verso la fine degli anni ‘30 su licenza della Fiat una bella versione sportiva a due posti, ripresa poi in Italia dalla Siata per una delle tante versioni da corsa della Topolino. Originariamente carrozzata,
interamente in acciaio, in pochissimi esemplari da Glaeser, è stata poi prodotta dalla NSU Weinsberg in diverse centinaia di unità.
Motore: 4 cilindri – 569 cc -20 cv a 4.400 g/m -100 km/h.
Collezione: Martin Pfleider (D)
Fiat 500 C berlina tetto apribile 1950
Presentata in anteprima mondiale al Salone di Ginevra del 1949, la 500 C rappresenta una svolta significativa nella evoluzione della Topolino, più nello stile, con linee americaneggianti, che nella meccanica. Dal ‘49 al ‘55 saranno oltre 376.000 le 500 prodotte nelle varie versioni: berlina tetto chiuso e tetto apribile, giardiniera belvedere legno e metallica, furgone.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 16,5 cv a 4.400 g/m – 95 km/h.
Collezione: Ranieri Marchetti – Loria (Treviso)
Fiat 500 C giardiniera belvedere legno 1950
La versione giardiniera belvedere ripete le soluzioni stilistiche delle versioni berlina e continua a proporre la caratteristica carrozzeria in metallo, legno e masonite, introdotta a partire dalla 500 B.
Anch’essa più lunga e più pesante delle berlina, raggiunge i 90 km/h.
Motore: 4 cilindri -569 cc – 16,5 cv a 4.400 g/m -90 km/h.
Collezione: Silvano Lazzari – Carità di Villorba (Treviso)
Fiat 500 C belvedere 1953
Nel 1951 sparisce la denominazione di giardiniera e rimane solo quella di belvedere. Si abbandona l’ossatura in metallo, legno e masonite che cede il passo ad una carrozzeria interamente metallica con fiancate in lamiera stampata bicolore. La 500 c belvedere ha un successo tale da rimanere in produzione più a lungo delle versioni berlina e furgone.
Motore: 4 cilindri – 569 cc -16,5 cv a 4.400 g/m – 90 km/h.
Collezione: Roberto Candia – Grisignano di Zocco (Vicenza)
Fiat 500 C furgone 1953
Anche la 500 C viene proposta come furgone, che riprende le modifiche meccaniche ed estetiche apportate alle altre versioni. La versione commerciale della 500 C ha un grande successo di vendita. La vettura può trasportare due persone e trecento kg di carico.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 16,5 cv a 4.400 g/m – 90 km/h.
Collezione: Bruno Cinel – Mussolente (Vicenza)
Fiat 500 C berlina Pitton 1955
Esemplare unico, è opera della carrozzeria di Vittorio Pitton di Pordenone. Questa tre volumi si distingue per la carrozzeria in lamiera d’acciaio sagomata a mano, il cofano del motore in alluminio, il parabrezza ed il lunotto curvi, i cristalli delle portiere discendenti a manovella, l’omologazione per 4 posti, il cambio al volante ed un ampio bagagliaio.
Motore: 4 cilindri – 569 cc. – 16,5 cv a 4.400 g/m – 95 km/h.
Collezione: Giorgio Pitton – Pordenone
Fiat 500 C fuoristrada Guardia Forestale 1950
Anche la topolino è stata realizzata con carrozzerie ed allestimenti speciali, destinati agli usi più vari. Dai più semplici furgoni delle poste, dei vigili del fuoco e di altri enti, a soluzioni più articolate, come questa 500 C fuoristrada per la Guardia Forestale.
Motore: 4 cilindri – 569 cc. – 16,5 cv a 4.400 g/m – 90 km./h.
Collezione: Atelier della Topolino di Erminio Forti
Fiat 500 C autocarro leggero a 3 assi Ollearo 1950
Incredibile camioncino a 3 assi derivato dalla 500 C ed allestito dal torinese Ollearo. Come già fatto sulle 500 A e B, la vettura è mantenuta invariata fino al montante posteriore delle portiere dove al telaio sono sovrapposti due longheroni che spostano il ponte all’indietro; dietro a questo si trova un terzo assale portante. La frenatura è idraulica sulle 6 ruote.
Motore: 4 cilindri – 69 cc – 16,5 cv a 4.400 g/m – 80 km/h.
Collezione: Atelier della Topolino di Erminio Forti
Fiat 500 C belvedere allestimento spiaggia 1954
La Fiat 500 è stata oggetto, specialmente nella sua prima versione ma anche nelle successive B e C, di innumerevoli elaborazioni estetiche ed allestimenti realizzati da diversi carrozzieri, dai più noti a livello nazionale ed internazionale, ma anche da artigiani meno conosciuti. Questa è una simpatica versione aperta da spiaggia.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 16,5 cv a 4.400 g/m – 95 km/h.
Collezione: Gabriele Zanatta – Villorba (Treviso)
Fiat 500 C furgone 1949 “raid Egitto 1999”
Equipaggiata con una marmitta catalitica, questa 500 C furgone di fine anni ‘40 compie nel 1999 un raid in Egitto. Dalla città di Alessandria al sacrario militare italiano di El Alamein, dalle piramidi di El Cairo ai templi di Luxor, per tornare ad Alessandria, per un percorso totale di 5.000 km.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 16,5 cv a 4.400 g/m – 90 km/h.
Collezione: Piero Mossenta – Heidelberg (D)
Siata Amica 49 cabriolet 1950
A fine anni ‘40 viene presentata la Amica 49 che, oltre ad una nuova carrozzeria, anch’essa opera di Bertone, monta il motore 500 C equipaggiato con la supertesta Siata, applicato però ad un telaio a traliccio di tubi in acciaio derivato da quello delle vetture Siata da competizione. Al tocco di eleganza della 39 si sostituisce il tocco di aggressività della 49.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 23 cv a 4.400 g/m – 105 km/h.
Collezione: Dante Sacco (Padova)
Moretti 750 sport 1948
Anche il piccolo costruttore e preparatore Moretti si cimenta a Torino coi vari telai della Topolino. Questa barchetta ha la carrozzeria interamente in alluminio, assemblata su telaio 500 A e monta un motore Moretti con testa in alluminio, distribuzione monoalbero in testa ed albero a 3 supporti. Anche il cambio a 4 marce ed il differenziale sono realizzati da Moretti.
Motore: 4 cilindri – 748 cc – 27 cv a 4.500 g/m – 150 km/h.
Collezione: Davide Fanton – Casalserugo (Padova)
Fiat 500 sport Vendrame 1938/1949
Costruita sulla base di un telaio 500 A di fine anni trenta, questa barchetta è stata allestita come vettura sport elaborata nella meccanica da Tullio Vendrame di Mareno di Piave (Treviso) a partire dal ‘49. Il motore si distingue per l’adozione di una testata “marino” e di pistoni speciali e la cilindrata va ben oltre i 600 cc. la carrozzeria è opera dello stesso Vendrame.
Motore: 4 cilindri – 626 cc – 26 cv a 4.600 g/m – 145 km/h.
Collezione: Davide Fanton – Casalserugo (Padova)
MarDal 750 sport 1951
Nel ‘51 Umberto Marzotto e Nicolò dal Moro si fanno costruire una loro vettura sport che prende il nome dalle iniziali dei due loro cognomi. La MarDal è allestita su telaio Gilco, con motore Giannini con basamento e testa in lega leggera e carrozzeria di Fontana di Padova.
Motore: 4 cilindri – 748 cc – 27 cv a 4.500 g/m – 150 km/h.
Collezione: Luciano Rupolo – Caneva (Pordenone)
Fiat 500 B panoramica Zagato 1949
La linea “panoramica”, introdotta nel ‘47 sul telaio fiat 1100 viene proposta dal carrozziere milanese su altre meccaniche, comprese le 500 B e C. Questa
linea riscuote subito successo per le sue caratteristiche di modernità, aerodinamica, luminosità e leggerezza. Il parabrezza ha una parte superiore curva in plexiglas, come pure i vetri laterali.
Motore: 4 cilindri – 569 cc. – 18 cv a 4.400 g/m – 100 km/h.
Collezione: Edilberto Mandelli – Bologna
Fiat Giannini 750 sport berlinetta Mille Miglia 1951
Allestita su un telaio fiat 500 A balestra corta, alleggerito in più parti e con l’avantreno a molle ed ammortizzatori telescopici, ha un motore Giannini di oltre 700 cc a 3 supporti di banco derivato Topolino. In origine con carrozzeria aperta, nel ‘51 viene ricarrozzata berlinetta in alluminio e partecipa alla Mille Miglia.
Motore: 4 cilindri – 710 cc – 42 cv a 5.500 g/m – 150 km/h.
Collezione privata
Fiat 500 C berlina tetto apribile Mille Miglia 1953
Proprio con questo esemplare l’equipaggio Brighenti-Sandrolini ha conquistato la vittoria nella classe 600 turismo con l’ottimo tempo di 16:32′51” alla Mille Miglia del ‘53. Lo stesso anno in cui il conte Giannino Marzotto è primo assoluto in 10:37′19” sulla Ferrari 250 MM spider.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 18 cv a 4.400 g/m – 95 km/h.
Collezione: Alfonso Brighenti – Maddalena di Budrio (Como)
Fiat 500 C berlina elaborata Abarth 1952
Acquistata nuova nel ‘52 insieme con un kit Abarth di elaborazione, questa 500 C monta collettori speciali di aspirazione e scarico con 2 carburatori Solex e filtri speciali, la pompa dell’acqua, la coppa olio maggiorata in alluminio, l’asse a cammes con profilo spinto e 4 cerchi forati speciali tipo Giannetti. Ad oggi ha percorso circa 100.000 chilometri.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 25 cv a 4.500 g/m – 110 km/h.
Collezione: Officina Tecchio – Vicenza
Fiat 500 C furgone assistenza Abarth 1952
Questo e’ uno dei furgoni 500 C impiegati dalla torinese Abarth per l’assistenza dei clienti. Si tratta di un furgone con meccanica potenziata, mediante un compressore intermeccanica, e corredato di marmitta Abarth. Originale la livrea di colore rosso vivo con la scritta “marmitte Abarth: per auto – moto – scooters”.
Motore: 4 cilindri – 569 cc – 18 cv a 4.400 g/m – 90 km/h.
Collezione: Edilberto Mandelli – Bologna
Carrozzeria in alluminio su telaio fiat 500 A anni ‘50
A partire dalla fine degli anni ‘50, vengono realizzate in Italia diverse barchette su telaio Fiat 500 e soprattutto 500 A con balestra corta, con car-rozzeria in alluminio e molto spesso rimasti esemplari unici. Questa carrozzeria, la cui linea riconduce agli anni ‘50, è stata battuta su un telaio 500 A con mezza balestra, integrato da una struttura tubolare.
Collezione: Gianni Merlo – San Nazario di Valstagna (Vicenza)
Telaio Fiat 500 A – balestra corta 1936
“Il telaio, con sospensione posteriore a mezze-balestre longitudinali, ha in sostanza il solo scopo di collegare il gruppo motore con le ruote posteriori motrici, e di formare una base per la carrozzeria, la quale, interamente metallica, concorre a creare quella struttura monolitica e indeformabile di tutta la vettura, che assicura in qualunque condizione d’impiego la perenne silenziosità, sintomo e sinonimo di perfetto funzionamento.” (dal periodico “Motori aero cicli e sports”, 28 giugno 1936)
Collezione: Museo dell’Automobile “L. Bonfanti-Vimar”
Fiat 500 R 1972-1975
E dopo la Topolino, costruita dal 1936 al 1955 in poco meno di 520.000 esemplari, ecco i circa 5 milioni di esemplari della nuova Fiat 500 prodotti dal 1957 al 1975. Aldilà dei tanti modelli e delle innumerevoli versioni apparse nel corso di un quarantennio, la Fiat 500 diviene un simbolo del modo di vivere, di intendere, di desiderare e di adoperare l’automobile.
Motore: 2 cilindri – 594 cc – 18 cv a 4.000 g/m – 100 km/h.
Collezione: Museo dell’Automobile “L. Bonfanti-VIMAR”
Fiat 600 50th Anniversary 2005
Evoluzione della Fiat Cinquecento nata alla fine del ‘91, che manteneva tutte le buone qualità della precedente nuova 500, la fiat Seicento viene prodotta
a partire dal ‘98 in 1.100.000 unità, e nel 2005 appare la “50th anniversary”, serie limitata che celebra i 50 anni dal lancio al salone di Ginevra ‘55 della fiat 600, che ha cambiato la mobilità del nostro paese.
Motore: 4 cilindri – 1.108 cc. – 54 cv a 5.000 g/m – 150 km./h.
Lorenzo Ceccato Spa – Schio (Vicenza)
- Museo dell’Automobile Bonfanti-VIMAR
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buongiorno da verona
assieme a mio padre stiamo ristrutturando una fiat 500 c giardinetta del 1954
incontriamo alcune difficoltà
sull’impianto elettrico avete per cortesia alcuni schemi elettrici utili per la nostra preziosa opera??
infinite grazie NICOLIS EZIO
Commento di ezio nicolis — 4 febbraio 2007 @ 22:30
[...] Per il Museo Bonfanti-Vimar è ormai un’abitudine: presentare mostre tematiche di importante valore storico e culturale, con la presenza di preziosi “gioielli” motoristici. Dopo le Fiat Topolino, i mezzi della Seconda Guerra Mondiale e le Lancia Aurelia nell’anno del centenario del marchio torinese, ecco ora una mostra monografica sulle Maserati da competizione, a 50 anni dalla vittoria nel Mondiale di Formula 1 (1957-2007). DI seguito, il resoconto ufficiale della giornata di inaugurazione. [...]
Pingback di Virtual Car » Maserati al Museo Bonfanti-Vimar: la giornata inaugurale della mostra — 7 maggio 2007 @ 17:54
Innanzi di tutto scusa il mio testo non ho mai imparato italiano La mia prima macchina io aveva 15 anni! e anche la tengo Una bellissima macchina queta del sito Congratulazione!
Commento di Roberto Cavalcanti — 16 gennaio 2008 @ 17:49
[...] di grande interesse storico e culturale: pensiamo, ad esempio, alle esposizioni dedicate alla Fiat Topolino, alla Lancia Aurelia, alle Maserati storiche, all’automobile Made in Italy, ai veicoli [...]
Pingback di Sognando l’automobile: una mostra di modellini e giocattoli motoristici al Museo Bonfanti-Vimar | Virtual Car — 5 giugno 2009 @ 17:19