Articoli del 1 dicembre 2011

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Lancia Ypsilon, l’auto cucita addosso (I): il long test drive della Ypsilon 1.3 multiJet

di Sergio Chierici alle 17:12

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Grazie a Lancia, Virtual Car ha avuto il piacere di partecipare all’evento «Lancia Ypsilon, l’auto cucita addosso», tenutosi presso a Venaria Reale e a Mirafiori (Torino), di cui avremo modo di trattare a breve nel dettaglio. L’incontro è stato occasione per un successivo test drive di qualche giorno della recente Lancia Ypsilon 1.3 MJT, su strade di vario tipo e in circostanze d’uso quotidiane. Ecco, di seguito, le nostre impressioni di guida.

Esteticamente, la nuova Lancia Ypsilon, di cui conosciamo il processo creativo dopo la precedente visita in anteprima al Centro Stile Fiat e alle interviste con i designer, mantiene l’ispirazione alle vetture storiche Lancia, ed in particolare a compatte di lusso dalle forme aerodinamiche come la Ardea degli anni ‘40. Su questa base, si sono innestati elementi del recente linguaggio Lancia, come la coda in stile “Delta” e altri elementi caratterizzanti (ad esempio, l’incavo alla base della fiancata), componendo poi gli elementi sul pianale di derivazione Panda-500, e cercando il giusto compromesso tra abitabilità interna (soprattutto nei posti posteriori) e proporzioni, a cominciare dall’abbassamento del padiglione. L’ispirazione alle vetture degli anni ‘40, che in parte seguivano già allora mode “all’americana”, ha generato una certa somiglianza del frontale con quello della PT Cruiser, che si è rivelato poi utile per la vendita in alcuni paesi con il marchio Chrysler; l’auto è però un progetto interamente nato in Lancia, e il legame con le compatte nate dopo l’Autobianchi Y10 appare in modo evidente. Possiamo dire che la nuova Ypsilon riesce a catturare gli sguardi, ha un certo equilibrio tra eleganza e dinamismo (il portellone con la parte in vetro scura bombata e inclinata, ad esempio, cancella l’impressione di “piccola station”), e la maniglia delle portiere posteriori nascosta accentua l’idea di vettura non eccessivamente “posata”.

Se l’esterno indica un percorso di evoluzione rispetto alla precedente generazione di Ypsilon, gli interni accentuano ancora di più questo aspetto. A parte il volante in stile Delta, con tasti multifunzione finalmente ampi e pratici, troviamo una strumentazione al centro con elementi circolari di di impianto tradizionale, ma con design, movimenti, illuminazione (anche posteriore) e finitura “hi-tech”; lo stesso dicasi per l’impianto «360 Hi-Fi Music» della versione in prova, con 6 altoparlanti e amplificatore digitale a 8 canali, dotato di comandi piuttosto intuitivi nella consolle centrale, che comprende anche, nella parte inferiore, i semplici comandi della climatizzazione. L’impianto audio assicura una buona resa sonora soprattutto nei toni bassi, senza ricorrere ad un sub-woofer, mentre la climatizzazione automatica colpisce per la rapidità di azione nel cambiare la temperatura ambientale, a fronte della necessità periodica di modificare alcune impostazioni. Da notare la finitura lucida della consolle, che ricorda lo schermo di un touch screen, elegantissima e moderna, ma che si sporca un po’ con le “impronte” delle dita. Il cambio è, come in 500 e Panda, in posizione sopraelevata, piuttosto comoda e dalla manovrabilità ineccepibile; questa comodità si paga con l’assenza di un vano più alto per riporre piccoli oggetti (il più vicino si trova alla base del tunnel), e con un ingombro della consolle più ingombrante, che può dar meno libertà alle ginocchia a seconda della corporatura di guidatore e passeggero. La plancia è poi rifinita con una “fascia” centrale, in elegantissima pelle nera nell’esemplare provato, mentre è rigida nella parte superiore (ma molto ben curata anche alla vista e al tocco) e in quella inferiore, in questo caso meno “gradevole”, soprattutto a causa dello sportello portaoggetti non ammortizzato e un po’ troppo “leggero”. In generale l’abitacolo dà l’impessione di cura progettuale e costruttiva, e di un’elevata qualità, complici i bellissimi sedili con rivestimento in pelle e l’attenzione al design e del montaggio dei sigoli dettagli; i pannelli porta sono molto ben fatti, e le porte stesse sono “pesanti”, filtrando piuttosto bene anche i rumori esterni. Da notare la gomma di rivestimento alla base dei vani portaoggetti, o le solide maniglie interne di apertura delle porte; i montanti dei finestrini, invece, non sono del tutto rivestiti nella parte interna, mettendo in mostra il colore della carrozzeria.

Ottima la possibilità di richiedere il navigatore portatile Blue&Me-Tom Tom con schermo touch-screen, che si “aggancia” ad un apposito innesto sul montante a sinistra, dal momento che la strumentazione principale si trova a centro plancia; lo abbiamo utilizzato in varie modalità, e si è rivelato sempre efficiente, tra l’altro con le informazioni che vengono replicate in forma sintetica (una freccia e brevi indicazioni testuali) nello schermo centrale del trip computer. In alto, vicino allo specchietto, si trovano le spie in grado di verificare la presenza di una persona seduta, e che emettono segnali audio fortissimi finché la cintura non è correttamente allacciata.

L’abitacolo permette di ospitare piuttosto comodamente quattro persone, in rapporto alle dimensioni esterne; le portiere, per quanto non molto ampie, consentono di agevolare l’accessibilità ai posti posteriori (2 nell’esemplare in prova, il terzo posto è un’opzione a richiesta), dallo spazio più che sufficiente pur in presenza di una panca corta, mentre il tetto apribile in vetro, quando presente, ruba un po’ di spazio in altezza. Il posto di guida è ben impostato, con il volante regolabile in altezza e le varie regolazioni dei sedili; persone di diversa statura e corporatura possono trovare agevolmente la posizione migliore, e la forma dei sedili è ben avvolgente. La visibilità, regolando opportunamente i sedili e gli ampi specchietti, è molto buona, ad eccezione di un certo angolo “buio” in corrispondenza del montante posteriore, dovi i finestrini “salgono” improvvisamente verso l’alto; le dimensioni compatte, comunque, aiutano a percepire molto bene gli ingombri, e i sensori di parcheggio (se presenti) permettono manovre millimetriche. Il bagagliaio è più ampio di quello della predednte Ypsilon (217 litri), arrivando fino a 940 litri abbattendo gli schienali posteriori. Abbiamo effettuato alcuni test pratici, sia di “spesa di fine settimana”, che addirittura caricando l’attrezzatura per un concerto (tastiera, mixer, casse, accessori): nonostante i “gradini” sia nella soglia di accesso che tra lo schienale abbattuto e il pavimento, il vano risulta regolare e ben sfruttabile, e le operazioni sono sicuramente facilitate dalla presenza delle 5 porte.

Passando alla prova stradale, la Ypsilon 1.3 MJT è stata guidata su percorsi di vario tipo: autostrada innanzi tutto, strade statali, città e alcune stradine di campagna in pendenza e ricche di curve. Il motore 1.248 cc MultiJet, attualmente al top della gamma Ypsilon, 4 cilindri turbo 16 valvole con doppio albero a camme in testa, eroga 95 CV, e nella ultima versione ha migliorato le prestazioni e l’economia, ad esempio con l’adozione del sistema Start&Stop -nela strumentazione è presente anche un indicatore di cambio marcia. I dati ufficiali parlano di 183 km/h di velocità massima, e di accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,4 secondi, dati che non abbiamo verificato direttamente. La sensazione generale è di guidare una vettura piuttosto pronta, anche se non bisogna aspettarsi quella “spinta” tipica di certi turbodiesel: predominano, piuttosto, il silenzio (difficile in certi casi capire che si tratta di un motore a gasolio) e la fluidità di marcia. Il valore di coppia massima (200 Nm) si raggiunge ad un regime di 1.500 giri/min: nella guida quotidiana, questo significa una certa brillantezza, anche se talvolta è necessario scalare marcia per avere spunto. Il cambio a 5 marce, da questo punto di vista, appare indicato per ottenere una ripresa accettabile nel rapporto più alto. La guida della Ypsilon è facilissima, l’auto mette subito a proprio agio, con un comportamento sottosterzante in curva ma facilmente prevedibile e “correggibile”. C’è la presenza costante di un certo rollio e di beccheggio, mentre lo sterzo è piuttosto leggero, indurendosi un po’ a velocità autostradali; permette un buon controllo della vettura in marcia, ma non brilla per prontezza, entrando in azione sempre con un lieve ritardo, soprattutto nel misto stretto o nelle curve autostradali strette. Azionando la funzione City, lo sterzo diventa ancora più leggero: una soluzione non adatta alla guida dinamica, ma molto amata per i parcheggi e la guida urbana dalla clientela del gruppo Fiat, come abbiamo constatato anche attraverso un breve sondaggio sul campo. La frenata nell’uso stradale normale ci è parsa pronta e sicura, anche se un po’ “alla francese” (pensando alla logica del freno “a bottone” della storica DS): bisogna controllare bene il movimento del piede se si vuole modulare la frenata senza scosse.

Una nota anche sui consumi. Il valore medio dichiarato da Lancia è di 3,8 l/100 km, che diventano 4,7 nell’uso urbano. Nella nostra prova, non abbiamo posto troppa attenzione alla guida attenta al consumo, ottenendo una media più alta: circa 5,7 l/100 km, che è poi il dato d’uso che abbiamo riscontrato anche in altre riviste del settore, ma che è anche un valore buono rispetto alla concorrenza. Sicuramente, come abbiamo riscontrato in alcuni tratti stradali controllando il consumo istantaneo, una guida “mirata” permette di ottenere risultati ancora migliori. Il serbatoio è di 40 l, quindi in base al dato da noi rilevato l’autonomia è di circa 700 km.

Un’ultima considerazione sul confort. Le sospensioni morbide aiutano ad assorbire le asperità con naturalezza, nonostante la presenza di pneumatici ribassati, e anche gli ostacoli “brevi” (rotaie, caditoie, buche) e il pavé, per quanto si sentano con maggiore intensità, vengono filtrati meglio che in altre vetture, anche di categoria superiore. Il confort, il fatto di sentirsi a proprio agio nella guida e nell’abitacolo, una certa sensazione di sicurezza generale, di “avvolgimento” del guidatore, è quanto caratterizza di più la nuova Ypsilon, e che ne fa, secondo noi, un prodotto maturo, adatto anche come prima auto di una giovane famiglia, e per spostamenti a 360 gradi, non solo urbani. Le potenzialità della Ypsilon sono anche altissime per il futuro, pensando alla possibilità di personalizzazione di carrozzeria e interni e all’evoluzione della tecnologia motoristica. Ci sarebbe sicuramente spazio anche per un pianale “made in Abarth”, per ricreare senza problemi una degna erede della A112 Abarth, o anche della meno estrema Y10 Turbo: la carrozzeria si presterebbe molto bene ad un’elaborazione in tal senso, e la piattaforma 500 sicuramente è un punto di partenza già “noto” ed efficiente.

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- Sergio Chierici per Virtual Car
- La fotografie sono realizzate nelle strade di Venaria Reale (Torino), La Spezia, Cadimare e Campiglia (La Spezia), Milano

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3 commenti »

  1. Recensione davvero apprezzabile per competenza, linguaggio appropriato, completezza. Complimenti

    Commento di ernesto — 2 dicembre 2011 @ 11:31

  2. occorre montare anche le ruote da 17 pollici se li puo permettere la 500 perche la y no che e una bella vettura

    Commento di ferrara domenico — 21 dicembre 2011 @ 02:46

  3. la lancia deve capire che l auto con le ruote maggiorata e piu bella che montasse le ruote da 17 pollici a questa y allora si che sara piu apprezzata

    Commento di ferrara domenico — 21 dicembre 2011 @ 02:51

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