Invecchiamento del parco circolante in italia: un convegno al Motor Show 2017

Al Motor Show di Bologna, nella rassegna “Motor Show Incontra” presso la Sala Melodia del Centro Servizi, si è svolto lo scorso 1 dicembre l’incontro «Invecchiamento del parco circolante in Italia». Un’analisi delle automobili circolanti, ponendo l’attenzione sul fatto che l’auto è ancora il mezzo insostituibile per la mobilità privata.

Prime informazioni da parte di Alessandro Marchetti Tricamo, direttore de «L’automobile»: l’età media del parco auto italiano è di dieci anni e quattro mesi (10 anni e 10 mesi per le vetture a benzina); si scende a 9 anni e mezzo per i veicoli commerciali. Il problema del PM10 pesa solo per il 18%, come causa, sul traffico veicolare, su vetture che, facendo due conti rapidi, possono avere dai 150.000 ai 200.000 km prima della sostituzione.

La Dottoressa Annamaria De Martino, Dirigente Medico Responsabile Direzione per la Prevenzione della Salute Ambientale Ministero della Salute ha quindi riferito che il 14% di emissione globale del gas effetto serra deriva dal traffico veicolare. L’inquinamento atmosferico è al 5° posto delle cause di morte e fattore cancerogeno, e l’Italia è tra i paesi Europei ove l’inquinamento fa più vittime. Le cause principali dell’inquinamento sono traffico, riscaldamento e insediamenti industriali. In sostanza, più dell’80% dell’inquinamento non dipende dei traffico veicolare, ovviamente considerando i valori globali.

Ha preso quindi la parola il Dr. Gianmarco Giorda, Direttore Generale ANFIA che raggruppa 280 aziende nella filiera automotive con un fatturato di 82 miliardi di euro, pari al 5% del PIL nazionale. E’ stato mostrato come alcuni paesi hanno affrontato in maniera diversa lo studio e creazione di nuovi motori per ridurre le emissioni: ad esempio, il Giappone ha puntato sulla motorizzazione ibrida, la Cina sull’elettrico, l’Europa è leader mondiale nella tecnologia dei motori ICE. L’Italia, in questo panorama si distingue per le tecnologie nell’applicazione dei Gas (GPL e Metano). Giorda ha poi fatto notare come dal 1991 ad oggi il principale imputato delle emissioni, il motore a gasolio, grazie agli studi e modifiche introdotte ha visto ridurre le quote di NOX del 92% e del PM10, addirittura del 97%. Un motore più efficiente, dunque, che però potrebbe in futuro non essere più sostenuto nelle vendite, con rischi per ricadute anche tra i lavoratori. C’è in effetti da aggiungere che molti motori a gasolio, meno puliti, appartengono non alle auto private nuove, ma a vetture meno recenti, e soprattutto a veicoli commerciali o industriali, o anche a mezzi pubblici, treni e altri macchinari tecnicamente meno raffinati: è dunque probabile che questo tipo di motore possa, nell’immediato futuro, essere sostituito da altro.

E’ passata quindi la parola al Dr. Michele Cresci, Presidente UNRAE che rappresenta 60 marchi esteri in Italia, con un mercato del 70% e 43 aziende associate. Cresci ha esordito con alcuni dati: il 18% della popolazione italiana vive in aree montane, il 60,89% dei pendolari si sposta in automobile (in amento rispetto al 58,7% del 2001), e occorre dunque una strategia che non sia solo quella di bloccare le vetture. Intanto, con l’aggiornamento delle infrastrutture: se nel 1964 si vendevano 500.000 vetture e negli anni più recenti si è arrivati al picco di 2.000.000 di vetture vendute, questi volumi non sono stati adeguatamente supportati da un adeguamento delle strade. Oggi il parco circolante è di 36.420.000 vetture con 8.000.000 di veicoli che sono al massimo immatricolati Euro 3. Gli ultimi dati dicono che di questi 8.000.000, solo 50.000 veicoli all’anno vengono radiati: questo significa che un rinnovamento di questo parco auto, a questo ritmo ci sarà non prima di 30 anni. Serve quindi un piano serio di sostituzione. La situazione non cambia per i veicoli commerciali, più inquinanti delle vetture, per i quali si prevede la sostituzione in 44 anni. Le proposte dell’UNRAE per rinnovare il parco circolante sono quindi la detraibilità dei costi anche per i privati per acquisto con rottamazione di veicolo ante Euro 3, e l’estensione della detraibilità anche per l’acquisto di usati meno inquinanti. Dati di carattere generale, come anche il blocco delle vetture Euro 6 a Roma, numericamente poco significative e più pulite, ai quali andrebbe aggiunto anche l’adeguamento delle infrastrutture pubbliche; da capire anche se nei dati del parco circolante sono incluse anche le vetture storiche di oltre 30 anni, e il loro effettivo impatto sull’ambiente.

Ha preso la parola quindi Claudio Spinaci, Presidente Unione Petrolifera Italiana, associazione con un fatturato di 100 miliardi l’anno e che sopperisce al 92% del fabbisogno di carburanti derivanti dal petrolio in Italia. Spinaci ha rilevato come in particolare è in 12 Centri Storici italiani il maggior problema ambientale. Con la soluzione del rinnovamento del parco auto, nel 2030 si dovrebbe ottenere una riduzione delle emissioni nocive del 37%; occorre tuttavia un piano di sostenibilità sociale che aiuti le persone, le famiglie a sostituire l’automobile. Per quanto riguarda i carburanti, Spinaci ha evidenziato come questi sono stati modificati e migliorati dal punto di vista ambientale, con la scomparsa dello zolfo dal gasolio e gli aromatici scesi notevolmente nella benzina, con effetti comunque positivi sulla qualità dell’aria.

L’intervento di Franco Mingozzi, Presidente Nazionale CNA Autoriparazione ed egli stesso autoriparatore da oltre 50 anni, ha messo l’accento sul fatto che per quanto riguarda le vecchie vetture a benzina, un’alternativa alla sostituzione sarebbe quella di incentivare le trasformazioni a gpl o gas metano grazie a degli incentivi statali per le trasformazioni. Sostituire il parco circolante porterebbe alla diffusione di vetture più giovani, e quindi statisticamente più affidabili: il problema però è la formazione delle nuove generazioni di tecnici a quello che sarà il cambiamento tecnico delle vetture, dai vari sistemi di sicurezza alla guida autonoma. I riparatori sono pronti a seguire corsi specifici, a patto che siano sostenuti dalle case automobilistiche. A questo potremmo aggiungere anche la necessità della formazione degli automobilisti in merito alla manutenzione ordinaria della vettura, non sempre ben seguita. Ha chiuso infine la tavola rotonda il Presidente ACI Angelo Sticchi Damiani, riassumendo le considerazioni complessive su invecchiamento del parco circolante, necessità di un controllo degli inquinanti e una maggiore sicurezza, ma anche desiderio di mobilità individuale -che una rassegna del Motor Show mette in luce anche nella sua componente “ludica” e di piacere di guida.

> Carlo Carugati

Invecchiamento del parco circolante in italia: un convegno al Motor Show 2017
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