Inforcare gli sci dopo 18 anni non ha prezzo, per tutto il resto c’è Duster

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Dopo aver partecipato al bellissimo raduno di Claviere Renault Italia offre a Virtualcar.it la possibilità di intervenire anche all’ultimo raduno Dacia on the Road del 2011 che si svolge a Cervinia. Ricordo anche le altre tappe già concluse: a luglio in Carnia, a metà settembre a Monteneve in Alto Adige, agli inizi di ottobre sul Monte Vettore nelle Marche, ed a metà ottobre sulle pendici dell’Etna in Sicilia.
Tema principale dell’evento corrente, la montagna.

Già la scelta dell’albergo introduce senza preamboli l’argomento dello sci, infatti l’Hotel Sertorelli è accuratamente gestito da Egidio Sertorelli, già discesista di alto livello e maestro di sci, membro di una delle più importanti famiglie dello sci italiano.
L’arrivo da Bormio a Cervinia di Egidio significa l’inizio di una nuova impresa: la completa ristrutturazione di un albergo in disuso, scelta anticonvenzionale e coraggiosa in un periodo in cui molte strutture vengono convertite in residence o microappartamenti. L’impostazione moderna della struttura mantiene una fedele attenzione all’utilizzo dei materiali tradizionali. L’offerta è completa comprendendo anche un ottimo centro benessere e le vasche con idromassaggio nelle suites.

Arriviamo verso l’ora di cena, dove nella sala riservata ai partecipanti del raduno incontro Franco Gionco, animatore instancabile e dall’entusiasmo contagioso di questi eventi, che avevo avuto il piacere di conoscere a Claviere. Purtroppo, data la rapidità con cui si sono esauriti i posti disponibili, non c’è nessuno dei partecipanti al raduno di Claviere.
Curioso il fatto che tra i piatti disponibili a menu, buona parte fossero a base di pesce di mare.
Dopo cena, si scende nel sotterraneo per predisporre sci, bastoncini e scarponi per la giornata successiva. Notevole, il fatto che vi sia una stanza specificamente riscaldata per la conservazione degli scarponi, mentre sci e bastoncini sono ospitati in un area non riscaldata.

Alla mattina del sabato tutti gli sciatori sono pronti per la prima sciata di stagione. Indossiamo la pettorina azzurra Dacia On The Road Club ed il pullmino dell’albergo ci porta davanti alla partenza della funivia per Plain Maison, con noi ci sono anche alcuni non sciatori che vogliono salire solo per il panorama bellissimo che si po’ vedere ai 3.500 metri di Plateau Rosa. L’ascesa finale da Laghi Cime Bianche avviene tramite un’affollatissima funivia.
La giornata è splendida, con una lieve brezza che ci ricorda che siamo in alta montagna. Inforchiamo gli sci, un ultimo controllo alle attrezzature e via sulle piste. Sono passati più di diciotto anni da quando ho messo gli sci l’ultima volta, sci che erano ben 40 cm più lunghi degli ottimi Fischer gentilmente messi a disposizione per chi li voleva provare. Bastano però poche centinaia di metri per risvegliare tutti gli automatismi appresi ed impostare delle curve dignitose. Anzi dopo un po’ mi permetto una bella serpentina scodinzolo, su una neve bellissima ed in eccellenti condizioni. Scendiamo sul versante svizzero per raggiungere il Trockener da cui prenderemo la seggiovia Furgsattel. Con noi, un solo appassionato con la tavola (con tanto di casco molto simile al Fritz di ordinanza alle truppe americane). Scendiamo nuovamente al Trockener per prendere la funivia che ci porterà alla stazione ricavata nella roccia del Piccolo Cervino, salendo poi sulla piattaforma che lo sovrasta permettendoci di godere un panorama mozzafiato che spazia lungo tutto l’arco alpino. Si scorgono il Monviso, il Bianco ed il Rosa.

Visitiamo anche la grotta ricavata nel ghiaccio dove tutti torniamo bambini lasciandoci scivolare lungo il toboga ricavato in uno dei passaggi. Le sculture di ghiaccio sono molto spettacolari, quasi magiche.
Dopo esserci fatti salassare dal bar svizzero, riprendiamo a sciare, arrivando quindi a Plateau Rosa per imboccare la famosa pista Ventina. Mentre Franco guida il gruppo dei più bravi, Egidio dedica le sue attenzioni agli sciatori meno esperti, aiutandoli a migliorare la loro tecnica. Giunto presso Laghi Cime Bianche, lascio il gruppo e rientro in paese, perché non oso chiedere di più al mio fisico poco allenato. Gli altri proseguono sciando ancora per quasi altre due ore.

In albergo, dopo essermi rinfrescato, visito la sala bar dove una promotrice presenta gli accessori disponibili per personalizzare il proprio Duster: specchietti cromati, pedane, codolini per parafanghi e tappetini in gomma specifici.
I bambini presenti alla manifestazione hanno la possibilità di giocare nella ludoteca dell’albergo, dove sono a disposizione giocattoli, materassini ed altre attrezzature per esprimere creatività scaricando energie.
Verso le 18.30, guidati da Gionco, usciamo per raggiungere l’Hotel Da Compagnoni, struttura costruita pietra su pietra da Achille Compagnoni dopo aver conquistato la cima del K2. E’ un momento estremamente emozionante quando la signora Compagnoni ci apre le porte della stanza in cui sono raccolti i ricordi della spedizione a cui partecipò il marito. Che impressione vedere le attrezzature, prodotte artigianalmente, utilizzate durante quell’impresa titanica: i duvets, la tenda dell’ottavo campo, gli scarponi in pelliccia, le corde usurate. Tra gli altri ricordi, il cappello d’Alpino, l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce conferita da Ciampi accanto la massima onorificenza Nepalese.
Un ultima foto ritrae l’iscrizione in dialetto che celebra la costruzione di questa casa.

Rientriamo in albergo per la cena, alla quale partecipa come ospite d’onore Simone Origone, lo sciatore più veloce del mondo che ha superato 251 km/h sul chilometro lanciato. Origone non è solo sciatore, ma un recordman tenace che in 12 ore e 40 minuti ha scalato ben venti cime di oltre 4.000 metri attorno al Cervino.
Rientriamo tutti presto nelle nostre camere perché la giornata successiva prevede ancora attività in montagna.

Dopo aver effettuato il check-out all’albergo, i Duster formano un’autocolonna per una piccola escursione su mulattiere, in modo da provare il SUV in condizioni adatte alle sue caratteristiche. Il Duster, per concezione, è con tutta probabilità l’erede della Renault 4 Sinpar 4×4, vettura sviluppata nella seconda metà degli anni ’70 sulla base della giardinetta che è stata un’icona del marchio francese. In comune hanno solidità, semplicità, affidabilità e sostanza.
Peccato per l’assenza di neve, che avrebbe aggiunto un ulteriore elemento su cui confrontare le proprie capacità di guida in condizioni difficili, ma gli stretti tornanti e le condizioni del terreno sono comunque impegnativi. Dopo il brindisi, il rientro a Cervina e quindi giù a Valtournenche per salire fino a Cheneil. Il piccolo borgo, abitato da 8 residenti, richiede una ascensione su un sentiero ripido e ghiacciato. Gli scarponi sono un attrezzo indispensabile, le racchette un ausilio provvidenziale. Giunti sul plateau che accoglie il borgo con case di pietra incontriamo alcuni cavalli e pony che aspettano le coccole dei turisti.
Calziamo le racchette da neve e partiamo per una camminata tra i boschi. Purtroppo l’innevamento non è ancora quello sperato e, forse, si sarebbe potuto camminare altrettanto bene senza ciaspole.

Ancora alcune foto di rito e poi il rientro a Cheneil per mangiare al ristorante dell’Hotel Panorama. Il pranzo, a base di polenta concia, cervo e manzo brasati sazia anche i più affamati. Ho occasione di parlare con Luciano Ciabatti, Marketing Director di Renault Italia, e gli suggerisco di organizzare un evento dove la guida su neve sia predominante. Si parla anche di un super-raduno nell’area della Paganella a cui sarebbero invitati tutti i partecipanti ai sei raduni del 2011, nonché della possibile evoluzione del club esteso anche ai proprietari della Sandero e delle altre Dacia.
Sono ancora ipotesi su cui si sta lavorando, non c’è nulla di definito, ma visto l’entusiasmo dei proprietari del Duster, varrebbe la pena di approfondire la fattibilità.

Al termine del pranzo, scendiamo al parcheggio per una strada ancora più impegnativa: essendo in ombra, la neve è già ghiacciata e qualche scivolone senza conseguenze rallegra il gruppo. Per ultimo, passiamo su un ponte che traversa un ruscello ghiacciato, c’è poca neve, ma l’inverno si sente. Poi, tutti a bordo per tornare a casa.

Piero Vanzetti per Virtual Car

Inforcare gli sci dopo 18 anni non ha prezzo, per tutto il resto c’è Duster

3 thoughts on “Inforcare gli sci dopo 18 anni non ha prezzo, per tutto il resto c’è Duster

  • 30 novembre 2011 at 12:47
    Permalink

    E’ stato un bellissimo raduno, a cui sono contenta di avere partecipato. L’organizzazione è stata impeccabile, L’Hotel Sertorelli è una bellissima struttura e, per quanto mi riguarda, i Duster sono stati una piacevole scoperta.

  • 30 novembre 2011 at 17:12
    Permalink

    Un week end da ricordare sia per l’organizzazione che per la compagnia.
    Sono stati due giornate ricche di sorprese, di incontri piacevoli.
    Siamo rimasti colpiti dalla gentilezza e disponibilità di tutti, dagli organizzatori ai partecipanti.
    L’articolo esprime appieno quello che abbiamo vissuto.
    Grazie a tutti i partecipanti.
    Serena Massimo

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