Inaugurato a Varese il Museo Flaminio Bertoni

Flaminio Bertoni Prototype Traction Avant 1934
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E’ stato inaugurato ieri a Varese il Museo Flaminio Bertoni, dedicato al grande Maestro del design (Masnago, 10 gennaio 1903 – Parigi, 7 febbraio 1964). Vero artista, si dedicò alla scultura, alla pittura, all’architettura e al disegno, e a partire dal 1932, realizzò per conto di Citroën una serie di vetture che vengono ricordate come pietre miliari del design automobilistico: dalla 2CV alla DS, dalla Tracion Avant (che scolpì in una sola notte) alla Ami… Il suo essere artista lo portò a realizzare bozzetti di stile, disegni e schizzi dotati di un dinamismo e di uno studio formale propri di un’opera d’arte, con la successiva materializzazione nelle tre dimensioni attraverso bozzetti, vere e proprie “sculture moderne”.

Il museo è nato dall’impegno pluriennale del figlio, Leonardo Bertoni, e dall’Associazione Flaminio Bertoni, nata nel 1992: finalmente, grazie anche al contributo della Provincia di Varese e la collaborazione del Liceo Artistico “Frattini”, la città natale del designer può ospitare una speciale collezione a lui dedicata. Lo spazio espositivo, di ben 500 metri quadrati, comprende esemplari delle vetture disegnate da Bertoni, provenienti dalla Citroën di Parigi e dalla Collezione Bertoni di Varese: 2CV, DS, Traction Avant e Ami. Non mancano però le cartelle di disegni, dagli studi accademici ai dipinti più ispirati (paesaggi parigini, figure umane, ritratti dal vivo), ed anche sculture: molte di queste opere provengono dallo studio dell’artista ad Antony, vicino a Parigi, rimasto inviolato per oltre trent’anni dopo la sua morte. Una specifica sezione del Museo è riservata all’attività architettonica, con l’esposizione delle tavole con cui si laureò in architettura nel 1949, dopo alcuni anni di studi da autodidatta.
L’inaugurazione del Museo è avvenuta ieri, giovedì 10 maggio 2007, alle ore 11.00; il prossimo sabato 12 maggio 2007 alle ore 18 la Responsabile Scientifica della collezione, Erika La Rosa, presenterà le opere esposte nell’ambito degli eventi previsti per la Ministeriale Settimana della Cultura.

Breve biografia di Flaminio Bertoni
fonte: Citroën

«Flaminio Bertoni iniziò il suo rapporto con Citroën nel 1932. Aveva ventinove anni ed alle spalle già un primo incontro con Citroën nel 1925, il lavoro come disegnatore capo alla Macchi di Varese, sua città natale, uno studio tecnico di disegno industriale aperto in proprio e varie partecipazioni a esposizioni artistiche, con disegni e sculture. La sua entrata nell’azienda avviene quindi esattamente un anno prima che André Citroën decida di reagire alla crisi economica (che ha colpito la Francia ed il mondo), alla sua maniera: rilanciando. In cinque mesi, da aprile a settembre, ricostruì da zero la sua fabbrica senza interrompere la produzione e l’inaugurò in ottobre, dando il via contemporaneamente alla progettazione della nuova Traction Avant. La progettazione è coordinata da André Léfebvre; Bertoni fa parte del gruppo di stilisti, diretto da Raul Cuinet, che ha il compito di realizzare la carrozzeria. Una carrozzeria che dovrà essere completamente nuova, aerodinamica, del tutto corrispondente ai contenuti tecnici di avanguardia che la vettura propone. Flaminio Bertoni non disegna, modella direttamente in plastilina la sua idea e la presenta ad André Citroën stesso, e a sua moglie Giorgina, ottenendone l’entusiastica approvazione. La Traction vivrà fino al 1957 e verrà prodotta in quasi 760.000 unità, segnando una svolta capitale nel design e nella tecnica automobilistica. Dopo la morte di André Citroen, nel 1935, ed il passaggio dell’azienda sotto il controllo della Michelin e la direzione di Pierre Boulanger, non passano neppure due anni e Bertoni è al lavoro sulla T.P.V. (toute petite voiture), la cui forma definitiva sarà ultimata nel dopoguerra: è la 2CV, apparsa nel 1948 al Salone di Parigi e prodotta in oltre cinque milioni di esemplari fino al 1990. E’ un’altra vettura che segna più epoche, della tecnica, dello stile, ma anche della moda e del costume e che conta ancora oggi nel mondo migliaia di appassionati: quattromila di essi hanno dato vita in Italia, nel 2003, all’annuale raduno mondiale. Flaminio Bertoni mentre disegna vetture continua un’intensa attività artistica, si laurea in architettura, frequenta gli ambienti artistici parigini e realizza en passant una serie di brevetti tecnici nei più disparati campi. Solo nel 1955, comunque, la rivista “L’automobile” rivela la sua opera di designer automobilistico: e il 6 ottobre di quello stesso anno al Salone di Parigi appare la sua ultima creazione, la DS. Una vettura entrata nel mito tecnico e stilistico, con le sue soluzioni avveniristiche (valgano per tutte le sospensioni idropneumatiche), che fecero parlare la critica di un anticipo di vent’anni sulla concorrenza. Anche e soprattutto in questo caso Flaminio Bertoni seppe tradurre in linee e volumi audacissimi i contenuti tecnici che l’equipe di Léfebvre (si, ancora lui) aveva progettato. La DS sarà prodotta fino al 1975 in oltre 1.330.000 esemplari. Nel 1957 la DS fu esposta alla Triennale di Milano. L’ultima realizzazione di Flaminio Bertoni sarà l’Ami 6, apparsa nel 1961 e prodotta fino al 1971 in oltre un milione di esemplari.»

Museo Flaminio Bertoni
Via Valverde, 2 – 21100 Varese
Tel 0332 252515
Fax 0332 252514
e-mail museo [at] flaminiobertoni.it
Orari: martedì, giovedì, sabato e domenica 14.30-18.30; altri giorni su prenotazione
Ingresso: intero Euro 3,00, ridotto Euro 1,50 (per scolaresche, gruppi superiori a 10 persone, studenti universitari), gratuito per i visitatori sino a 18 anni e oltre i 65 anni.
Opere esposte: 4 autovetture, 90 disegni, 23 sculture, 3 tele, 5 tavole progettuali, 5 brevetti e alcuni strumenti di lavoro.

Associazione Flaminio Bertoni, Varese News, Virtual Car, Citroën

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