Il progetto Fiat Trepiùno illustrato da Roberto Giolito

Fiat Trepiuno disegni di Roberto Giolito c Fiat Auto e Progettare
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Come è noto, la nuova Fiat 500 ha due «antenate»: la prima è l’intramontabile creazione di Dante Giacosa; la seconda il progetto Trepiùno, presentato al Salone dell’Auto di Ginevra del 2004 e realizzato da Advanced Design Fiat Auto, un gruppo di giovani designers coordinato da Roberto Giolito. E’ forse grazie al successo di questo progetto, evolutosi poi nella 500 di serie, che lo stesso Giolito è stato di recente nominato responsabile dello stile del marchio Fiat, dopo il passaggio di Frank Stephenson all’Alfa Romeo. Grazie alla cortesia della rivista Progettare, vi mostriamo ora alcuni interessanti disegni, firmati da Giolito, che descrivono sinteticamente il percorso progettuale dalla 500 storica alla concept Trepiùno.

I disegni, di proprietà Fiat Automobiles, erano posti a corredo di un’intervista a Roberto Giolito realizzata da Gino Finizio, e pubblicata nel supplemento Design & Designer di Progettare (Edizioni Fiera Milano Spa) del marzo 2005. Attraverso alcuni brevi commenti nei disegni stessi, Giolito mostra le analogie e le differenze tra le carrozzerie della 500 e della Trepiùno, e descrive le motivazioni di certe scelte stilistiche. Invitiamo alla lettura dell’articolo completo, nel quale vengono descritte altre vetture realizzate dal designer per Fiat (in particolare, la Fiat Multipla), la funzione dell’Advanced Design, e alcune considerazioni sulle auto del futuro.

Quanto alla Trepiùno, proponiamo di seguito anche la descrizione ufficiale (2004) diffusa da Fiat in occasione della presentazione a Ginevra. E’ da notare che il passaggio dalla concept alla 500 di serie ebbe in seguito un percorso abbastanza travagliato: la 500 doveva infatti nascere su un pianale più grande (segmento B), ma la proposta fu bocciata per vari motivi, tra cui le difficoltà nell’adattare il design della Trepiùno alle maggiori dimensioni. Solo più tardi si optò per la piattaforma Panda, più compatta, sulla quale nascerà prossimamente anche l’erede della Ford Ka.

Fiat Trepiùno Concept (2004)
Al 74° Salone dell’Auto di Ginevra Fiat presenterà “Fiat Trepiùno”, il concept car ideato dal Centro Stile Fiat che rappresenta un “ritorno al futuro”. Il prototipo, infatti, reinterpreta in chiave moderna le vetture che hanno segnato la prima vera motorizzazione di massa nel nostro Paese.
Infatti, il prototipo “Fiat Trepiùno” comunica subito l’idea di compattezza. Merito della sezione laterale a più strati sovrapposti e per il suo padiglione “a guscio” dalla dimensione, in pianta, decisamente inferiore a quella della fiancata. Tra l’altro, le particolari proporzioni e alcuni tratti estetici gli conferiscono un aspetto “simpatico” ma, al tempo stesso, una chiara impressione di solidità e robustezza. Su di una lunghezza totale di soli 3,3 metri, i designer hanno allungato l’abitacolo, ottenendo una forma piacevole caratterizzata da una spiccata luminosità nella vista laterale, da un cofano molto corto e da sbalzi oltre le ruote ridotti al minimo. Inoltre il cofano è avvolgente e ripiegato sui fianchi mentre una nervatura ad “omega” riempie il frontale senza apporvi alcuna mascherina o fregio aggiuntivo. Tra l’altro, grazie alla compattezza e alle generose dimensioni delle carreggiate, “Fiat Trepiùno” si contraddistingue anche per un aspetto sportivo e dinamico.
Insomma, sono tanti i riferimenti al passato ma con una particolarità: tutti gli elementi vengono riproposti su “Fiat Trepiùno” solo dopo aver meditato sulla loro effettiva necessità a bordo di un’auto moderna, rivedendone le funzioni e i materiali, o addirittura trovandone nuovi usi. Per esempio, incastonati sul frontale i 2 proiettori anteriori sono accompagnati dai 2 fanalini ausiliari e sono espressione della tecnologia più raffinata. I fanali posteriori, invece, funzionano con degli schermi LCD, che visualizzano in maniera “grafica” le indicazioni da segnalare: la comunicazione passa così dall’interno all’esterno della vettura.
Altro esempio di rilettura stilistica è rappresentata dalla famosa capote di tela di alcune supercompatte del passato che oggi su “Fiat Trepiùno” viene interpretata con uno sky-dome. Posto in continuità con il parabrezza, il vetro di grandi dimensioni offre una lettura lineare e luminosa del padiglione, mettendo in risalto le due arcate dei montanti.
Infine, la parte posteriore ripropone su “Fiat Trepiùno” un concetto di portellone con la soglia più alta e che integra il lunotto e lo spoiler del tetto. La soluzione adottata si dimostra molto pratica per le operazioni di carico e scarico degli oggetti di tutti i giorni.
Dalla linea esterna agli interni. I designer hanno prestato la massima attenzione e cura dei dettagli, senza mai perdere di mira la semplicità, che è il tema principale della nuova vettura. Semplice, infatti, non significa “scarno” ma è un termine che racchiude una particolare impostazione stilistica e costruttiva tesa alla “fruizione semplificata”.
Ecco allora un abitacolo arioso e capiente, un ambiente dove vivere bene e a proprio agio tutto il tempo trascorso a bordo della vettura. Oltre ad essere un luogo accogliente e protettivo grazie all’ampio anello che delimita l’intero spazio interno.
L’arredamento è costituito da sedili anteriori il cui spessore è minimo, ma il comfort è migliore di quello che si ottiene dalle tradizionali imbottiture. Infatti, sono realizzati in uno strato di poliuretano morbido che si completa con una struttura di poliuretano più rigido, creando così un “sandwich” elastico e confortevole capace di assorbire tutti i carichi e, soprattutto, di non sottrarre volume e spazio.
Inoltre, grazie a questi sedili, si raggiunge uno spazio di abitabilità posteriore tale da creare altri 2 posti, questa volta ottenuti “animando” schienali e cuscini in maniera intelligente. Basti pensare che gli schienali sdoppiati si ribaltano in avanti per creare la classica estensione del vano di carico. Oppure ruotano verso l’alto in modo da ricavare una copertura agli sguardi indesiderati del baule ampliato.
Tutto ciò permette di riconfigurare l’interno in base ai diversi impieghi della vettura, oltre che di ospitare dietro persone di statura alta. Si tratta della caratteristica configurazione “3+1” che prevede l’avanzamento molto in avanti del sedile del passeggero anteriore, quasi “inghiottito” dalla plancia. Quest’ultima, infatti, si sgonfia – attraverso un procedimento di trasformazione – e lascia lo spazio libero alle gambe del passeggero anteriore. In questo modo, aumenta lo spazio a disposizione di chi siede sul sedile posteriore corrispondente.
Insomma, grazie alle nuove tecnologie di materiali, “Fiat Trepiùno” è la prima vettura che supera le classiche soluzioni “2+2” di alcuni coupé o spider ma anche quelle di tante city-car che limitano l’abitabilità a soli 2 posti anteriori. Infatti, il prototipo introduce il concetto di “3+1” anche ai veicoli con spazio posteriore ridotto. Merito di un’architettura innovativa, capace di adattarsi alle esigenze di trasporto più comuni e di soddisfare il maggior numero di utenti possibili: 2 posti, 3 posti, 3+1 posto di emergenza. In sintesi, il prototipo Fiat “unisce” il vano baule con la plancia attraverso una serie di trasformazioni possibili, tanto da rappresentare un concetto di riconfigurabilità totale degli interni.
Tra l’altro, la plancia merita un discorso a parte per via della sua forma e delle funzionalità che offre. Infatti, il volume di “Fiat Trepiùno” propone una soluzione innovativa e capace di contenere la struttura e gli equipaggiamenti di un cruscotto moderno.
Ecco allora 2 contenitori “a cassetto” sulla zona superiore e una console centrale i cui comandi agiscono “sotto-pelle”, cioè basta sfiorarli per vedere un segnale luminoso seguire i movimenti dell’utente e recepire il suo input. Poi, dalla stessa console affiora un display a cristalli liquidi che visualizza il menù di un altro comando multi-funzione a sfioramento. Quest’ultimo è sistemato tra i sedili anteriori e quindi può essere utilizzato in maniera intuitiva e semplificata senza abbassare lo sguardo. Infatti, l’impiego della luce aiuta il guidatore ad avere una risposta su qualsiasi operazione impostata: dalla temperatura del condizionatore fino all’attivazione dei servizi principali. Un’altra applicazione luminosa riguarda la marcia notturna e la percezione dell’abitacolo durante la stessa, grazie ad alcuni L.E.D. nascosti nel pavimento e nelle tasche delle porte.
Un design originale, quindi, per rispondere ad un nuovo trend di consumo cosiddetto “postmoderno”, cioè della “citazione” di forme e stili del passato riletti in chiave attuale. Dalla moda alla musica, dall’arredamento al life style: il termine “postmoderno” riaffiora negli ultimi anni Novanta e ispira i designer di tutto il mondo per le loro collezioni. Un look che a odori e colori dal sapore retrò, accosta simboli, oggetti e stili palesemente moderni. Un mix di passato e futuro, dunque, una ricerca stilistica e costruttiva che si allontana dal prodotto di massa per approdare all’oggetto unico.»

Progettare, Fiat, Virtual Car

4 Commenti a “Il progetto Fiat Trepiùno illustrato da Roberto Giolito”

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