Honda “Sorpresa!” concept: una dedica di Davide Gennerini a Paolo Martin

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Qualche tempo fa avviammo con Paolo Martin, designer di concept car e vetture di serie che hanno segnato la storia del design automobilistico come ad esempio la Ferrari Modulo Pininfarina, un interessante progetto chiamato Dreams-Design Lessons: una serie di schizzi inviati dai lettori alla nostra redazione venivano sviluppati con i consigli del >Maestro. Tra gli allievi più promettenti per talento e fantasia c’era senz’altro Davide Gennerini, allora praticamente un bambino, che oggi, a 19 anni e giunto al termine di un primo ciclo di studi di design, vuole fare sulle nostre pagine una sorpresa al maestro Martin, dedicandogli una concept car. Nome della vettura, realizzata con schizzi a mano e Autocad, è, ovviamente, Honda “Sorpresa!”

Questo il testo di commento sulla vettura inviatoci da Davide Gennerini:

«Voglio dedicare questo progetto di Honda “Sopresa!” a Paolo Martin, mentore nonché amico, per ringraziarlo dell’insegnamento che ho ricevuto. Ho voluto pressappoco utilizzare la stessa linea di pensiero con cui un designer concepisce un’auto. Il concetto di base consta in una barchetta due posti Honda, le cui linee non stravolgono né si rifanno troppo a quelle tradizionali del mercato odierno, ripulite soltanto dai volumi spezzati e dagli spigoli marcati che caratterizzano i modelli in circolazione, proponendo una silhouette del corpo vettura più snella e più slanciata, tratti che hanno quasi da sempre caratterizzato lo stile italiano automobilistico.
Sono partito dagli schizzi, scegliendo l’idea che ritenevo più appropriata e sviluppandola in un secondo momento con Autocad per architettura. Questo passo è stato il più difficile, perché tale programma non è adatto a modellare le superfici e ciò mi ha portato diverse complicazioni in fase progettuale, soprattutto perché la carrozzeria doveva essere l’involucro di ingombri meccanici che avevo schematizzato con semplici volumi.
In definitiva, l’auto proposta non è solamente un esercizio di stile, il concetto di fondo era quello di esprimere un distacco dalla mediocrità creativa scolastico-studentesca a cui purtroppo sono stato subordinato a scuola e realizzare un “concept”, col fine ultimo di far capire che per la risoluzione di un problema esistono un’infinità di modi possibili i cui unici limiti sono quelli della nostra creatività e delle scienze ad essa applicate.

Grazie di tutto, Davide.»