Ferrari Portofino (Francoforte 2017): l’evoluzione del design della California T

Ferrari continua l’aggiornamento della propria gamma, e il Centro Design Ferrari guidato da Flavio Manzoni affronta il tema della seconda generazione di modelli che hanno ora un design totalmente nato a Maranello. Per il Salone di Francoforte 2017 è la volta della Ferrari Portofino: una località di mare italiana per rimpiazzare quella americana utilizzata per la California, e per l’attuale California T con il V8 Turbo. Una coupé-cabriolet di ingresso della gamma, pensata proprio per strade come quelle liguri, o delle costa azzurra, o appunto della costa statunitense, come a suggerire guida divertente e panorami mozzafiato all’aria aperta.

L’aspetto interessante è proprio il modo con cui il Centro di Design di Maranello ha affrontato il passaggio generazionale, dopo essere intervenuto con la T sulle linee di Pininfarina della California. Un’operazione complessa, perché la natura stessa delle coupé-cabriolet rende difficile gestire le proporzioni, dovendo nascondere totalmente il tetto rigido ripiegabile nel volume di coda, senza perdere le caratteristiche sportive, estetiche e ovviamente dinamiche.

La vista di tre quarti evidenzia una struttura generale che conserva proporzioni e andamento delle linee che traggono origine dalla California T: viene mantenuta infatti l’idea dei parafanghi accentuati, ma anche della fiancata che si stringe, per rendere ancora più evidente il senso di spinta in avanti data dalla coda, necessariamente larga, che si avvolge attorno ai cerchi posteriori.

Il lavoro svolto sul frontale permette di riconoscere il nuovo corso stilistico Ferrari a prima vista. La California T giocava sulla mascherina trapeziodale, portata in avanti, larga e lievemente spigolosa, da cui si originavano le pieghe sopra i fari; altre pieghe definivano i parafanghi anteriori, prolungati sul cofano, con una caratteristica pinna centrale che separava le zona delle prese aria ben spaziate. La Portofino è diversa: sfruttando alcune idee già viste su altri modelli e one-off nate a Maranello, una linea taglia orizzontalmente il frontale, facendo da bordo superiore per una mascherina più stretta, con una calandra che piega internamente ai lati generando due prese d’aria; anche le prese d’aria laterali sono più ampie, e definiscono meglio la ripartizione delle ali inferiori, ora definite solo ai lati e poggiate su uno splitter centrale. Il cofano ha una fascia centrale a rilievo, mentre i fari, pur mantenendo la forma avvolgente, sono più sottili, si prolungano verso il centro, e sono ridefiniti geometricamente anche nella struttura interna, con tecnologia full-LED, lasciando spazio ai lati per ulteriori inedite aperture. L’aspetto complessivo è dunque meno sfuggente verso il basso, ma anche all’apparenza più largo e più simile a quello di una race car, anche se in effetti la nuova Portofino ha misure superiori di pochissimi centimetri rispetto a quelle California T (lunghezza 4.586 mm, larghezza 1.938 mm), ed è anche più bassa (1.318 mm).

Il nuovo design del cofano ridefinisce lo slancio della fiancata, che ha anche alcune caratteristiche nuove. E’ stato ridefinito lo sfogo d’aria anteriore dietro il parafango, che ora è più basso perché è la naturale prosecuzione della linea che taglia in due il frontale; cambia anche la parte inferiore della fiancata, che si divide letteralmente in due parti, con altrettante pieghe marcate e una zona di “vuoto” sospesa sulla bandella inferiore. La colorazione in tinta carrozzeria del tetto, nella versione di lancio “rosso Portofino”, rendono la nuova Ferrari più simile a una coupé fast-back che a una cabrio, a vettura chiusa; il meccanismo RHT di apertura del tetto è nuovo, e ora funziona anche a bassa velocità.

La coda è stata anch’essa ridefinita: ci sono ancora i fari tondi singoli e sospesi come nella precedente, ma diminuisce l’effetto di vettura a coda tronca, con le linee raccordate in modo ancora più coerente. Spostando i gruppi ottici ai margini della coda, con uno spoiler più ampio e marcato, e ridisegnando sia le pieghe inferiori e del vano targa, che ora definiscono volumi complessivamente più convessi, sia lo sporgente scivolo posteriore, si è ottenuto con pochi tocchi il senso di una coda più importante, e una vettura più piantata a terra. Di ultima generazione anche gli interni, che riprendono le ultime novità viste in Ferrari, dai bei comandi in alluminio alle quattro bocchette circolari per il nuovo climatizzatore, dallo schermo più ampio a centro plancia (10,2″) al piccolo schermo per il passeggero, dal profilo centrale quasi orizzontale che taglia in due la plancia ai comandi a pulsante del cambio automatico a 7 rapporti su un sottile “ponte” centrale.

Quanto ai dati tecnici, la Ferrari Portofino è sempre una 2+2 dotata del V8 Turbo 3.855 cc con V di 90°, a trazione posteriore, ora migliorato in varie componenti: la potenza sale a 600 CV a 7.500 giri/min (40 in più rispetto alla California), con 760 Nm di coppia massima da 3.000 a 5.250 giri/min, oltre 320 km/h di velocità massima, e accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi. Il consumo combinato è di 10,5 l/100 km, con 245 g/km di CO2. Le doti stradali complessive sono rese migliori anche da un telaio ridisegnato e alleggerito, e anche per l’impiego del differenziale posteriore elettronico di terza generazione (E-Diff3) integrato con il F1-Trac, lo sterzo elettrico EPS e sospensioni magnetoreologiche (SCM-E).

Ferrari Portofino (Francoforte 2017): l’evoluzione del design della California T
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