Ferrari GTC4Lusso a Ginevra 2016: considerazioni sul design

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Il tempo passa: dopo la Ferrari 612 Scaglietti, Ferrari aveva stupito il mondo con la presentazione di un’inedita shooting brake a quattro posti e quattro ruote motrici, una “Ferrari Four” come sottolineava il nome FF. Ora è già il momento della nuova generazione, che però adotta una denominazione più tecnica, e ancora più specifica: a Ginevra 2016 debutterà infatti la Ferrari GTC4Lusso. Di seguito, alcune note generali sul design, e sulle principali novità tecniche della nuova 4 posti di Maranello.

La Ferrari FF era già nata quando Flavio Manzoni, nel gennaio 2010, fu chiamato a dirigere Ferrari Design: la linea era già stata impostata alla Pininfarina, mentre il centro design interno era intervenuto su alcuni aspetti della carrozzeria, e sulla definizione dell’abitacolo. Ora, in “era Marchionne”, a Ferrari Design è stato affidato il compito di ridefinire il concetto della FF nella nuova GTC4Lusso, ma sempre sviluppando le intenzioni originarie di Luca di Montezemolo e Amedeo Felisa: una Ferrari per una clientela più giovane, che, rimanendo una supercar, permettesse anche l’utilizzo quotidiano della vettura, anche per il trasporto di bagagli e passeggeri, per strade normali ma anche, ad esempio, nelle località invernali.

Proviamo a mettere a confronto le due vetture, per capire quali sono le principali modifiche estetiche, in attesa di ulteriori indicazioni a Ginevra. La GTC4Lusso appare ancora come una hatchback larga, bassa e muscolosa (4.922x1980x1383 mm); rispetto alla precedente FF, vengono ancora di più accentuati gli aspetti sportivi: d’altra parte ci troviamo di fronte a una delle vetture più più performanti in assoluto sul mercato, con il poderoso V12 ora portato a 690 CV. La griglia frontale che “nasce” dallo scudo con le piccole prese d’aria ai lati ha lasciato il posto ad una più ampia calandra unica quasi sporgente e dai contorni definiti, con lo splitter anteriore tripartito, che amplifica il senso di larghezza dell’auto, e migliora anche l’azione di raffreddamento e ingresso d’aria. Sono ridefiniti i fari anteriori, anche nella distribuzione interna degli elementi, così come il rilievo centrale nel lungo cofano, ma è soprattutto la forma della fiancata a dare nuovo slancio all’insieme: ora dal parafango anteriore parte una linea decisa, con spigolo vivo, che individua un volume sporgente e che si avvolge sulle ruote posteriori; questo effetto è accentuato dal “vuoto” ricavato dalla piega inferiore della fiancata, chiusa in basso dalla bandella sporgente. L’effetto contribuisce ad accentuare la muscolosità, muovendo i flussi d’aria nel volume della vettura, e mettendo in pieno risalto l’appoggio sui grandi cerchi al retrotreno.

Le tre alette tra portiera e parafango, con riposizionamento dello stemma Scuderia Ferrari, appaiono come una funzionale citazione del passato, mentre la definizione della coda mantiene l’idea di non mettere troppo in evidenza il portellone, nascondendolo nei volumi definiti dal montante posteriore basso e avvolgente, però con un trattamento diverso. La coda della GTC4Lusso appare, per certi aspetti, ancora più legata a molte coupé sportive Ferrari del passato, con la coppia di fari tondi, avvolti da uno spoiler sporgente ma un po’ meno ad arco rispetto al precedente: da lontano, potrebbe far pensare a certe Ferrari storiche, con volume di coda separato. Il lunotto è sormontato a sua volta da uno spoiler integrato, mentre sono riposizionati gli sfoghi d’aria, e ridefinita la parte inferiore con i quattro scarichi. Persino l’incavo del vano targa è “rovesciato” rispetto a quello della FF, per un insieme che sembra quasi più votato alla pista che alla strada.

Dove, invece, si è puntato al “Lusso” promesso dalla sigla, è sicuramente l’abitacolo, che evolve la doppia idea della FF: tutto è incentrato sul pilota, ma con un design degli elementi coerente e facilmente personalizzabile con materiali e finiture di gran qualità. L’insieme, frutto delle esperienze degli ultimi modelli Ferrari, appare ancora più moderno e coerente, a cominciare dai sedili, veri oggetti di design che sembrano quelli di un prototipo da salone. Si rinnova totalmente, anche in questo caso con un design più integrato con il resto, il grande tunnel centrale che copre l’albero di trasmissione, mentre la plancia, che deriva concettualmente dalla precedente, semplifica le forme e integra totalmente i diversi elementi, “togliendo” anziché aggiungendo. Alcuni esempi: le sole due bocchette centrali, il nuovo schermo multimediale molto più ampio ma che non occupa molto più spazio rispetto al vecchio, i pulsanti del cambio automatico ora spostati a sinistra su una dei due “archi” del tunnel, liberando spazio al centro.

In attesa, quindi, di Ginevra, vediamo qualche numero e qualche novità. Non c’è solo la trazione integrale 4RM, con ripartizione al 53% sul posteriore, ma nella GTC4Lusso il “4” riguarda anche le quattro ruote sterzanti, con un sistema inedito definito 4RM-S. Il poderoso V12 a iniezione diretta, a V di 65°, rimane della medesima cilindrata (6.262 cc) ma porta la potenza a 690 CV, sempre a 8000 giri/min., e aumenta anche la coppia da 683 a 697 Nm, ad un regime lievemente più basso (5.750 giri/min.), e già disponibile all’80% dai 1.750 giri. La velocità massima rimane di 335 km/h, mentre migliora di 3 centesimi di secondo il passaggio dichiarato da 0 a 100 km/h (3,4 secondi); più o meno uguale anche il peso di 1.790 kg. Presenti il differenziale a controllo elettronico E-Diff e le sospensioni a smorzamento controllato SCM-E, in grado di garantire anche una guida confortevole. All’interno, balza subito all’occhio l’evoluzione dell’impianto di infotainment: un grande schermo da 10,25 pollici ad alta definizione e tecnologia touch capacitiva, e il dual cockpit per mostrare i dati della strumentazione anche al passeggero anteriore.

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