Design: nuove Renault Grand Scenic e Peugeot 3008, la Francia a scuola di SUV

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Fino a non molto tempo fa, viaggiando per la Francia si sarebbero potute osservare vetture più “tradizionali” rispetto, ad esempio, ai modelli in vendita in Italia: due volumi compatte e medie, ovviamente, ma anche berline, station wagon, coupé e cabriolet. Poi è arrivata l’era dei SUV-Crossover, ed è stato il boom: oggi c’è grande interesse per questi modelli, anche di dimensioni non particolarmente grandi, e sempre più votati ad un aspetto muscoloso che a manifestare anche esternamente la propria capienza e “logica” di carico. In questo contesto si collocano due tra le tante proposte francesi di questo periodo, in attesa del prossimo Salone di Parigi: la Renault Grand Scenic di Laurens van den Acker, da pochissimo premiato da Autocar come Designer dell’Anno 2016, e la rinnovata Peugeot 3008 del team guidato da Gilles Vidal.

Una volta, in Renault c’erano le monovolume, partendo ovviamente dalla prima Espace che faceva allontanare l’idea del “furgone”, e poi dalla popolarissima Scenic; poi sono arrivate le SUV, che dall’orientale Koleos si sono spostate verso un linguaggio più moderno e conforme a quello delle Renault più recenti, come Captur (mentre prima c’era l’originale e razionale Modus) o Kadjar, e da poco anche nuova Koleos. Proprio per il rinnovato successo ottenuto dalle SUV più muscolose, anche le precedenti “monovolume” si sono adattate allo stile mosso e dinamico delle altre auto, sfoggiando anche proporzioni singolari, con cerchi enormi, tetto non troppo alto e rastremato, e alternanza di linee e di superfici concave e convesse. L’Espace è diventata così una specie di SUV spazioso e di lusso, e anche la Scenic di quarta generazione ripropone le stesse idee in dimensioni più contenute. Lo stesso vale per la recentissima Grand Scenic, o Scenic a 5-7 posti, dal passo più lungo e dal maggiore spazio nella coda, che è piuttosto distante dalle forme aerodinamiche ma regolari del modello precedente, rispetto alla quale ha tutte misure più ampie, ma non solo per accrescere lo spazio interno. Tra le caratteristiche, il frontale corto e spiovente, la calandra ampia (propria dei modelli di questa categoria e delle ammiraglie), il profilo superiore ad arco, con montante anteriore avanzato, cui fa riscontro la linea di cintura spezzata e la fiancata con doppia bombatura a definire i larghi parafanghi, l’incavo con modanatura nella zona posteriore, le barre sul tetto integrate con il contesto, il montante posteriore inclinato e le grandi ruote che partono da 20″, dal design dinamico. Forse soltanto la coda, sagomata e con moderne luci alte a L ma comunque verticale e dall’ampio portellone, tradisce un po’ la natura di auto da famiglia: l’idea generale è però quella della “hatchback alta” derivata dall’ultima Espace.

Se andiamo invece dai cugini francesi di Peugeot, troviamo la seconda serie della 3008, prima una specie di crossover o maxi station-wagon sportiveggiante e adatta anche allo sterrato, oggi, di fatto, dichiaratamente un SUV medio, aerodinamico ma dalle forme squadrate e decise. Anche qui ruote grandi e ben distanziate dai parafanghi, dotati di protezioni offroad che caratterizzano anche la parte inferiore della vettura, mentre il frontale dalle molte linee è alto e “incattivito” dalla nuova calandra trapezoidale in grande evidenza: è di nuovo terminata l’era delle Peugeot dal frontale sobrio, con le nuove grandi griglie cromate, cui fanno riscontro fari sottili e tecnologici, incassati nei volumi dello scudo e che qui definiscono il profilo del cofano sollevato al centro e ai lati. I larghi parafanghi sono evidenziati da due tratti scavati all’altezza delle maniglie, mentre il fianco, con il tetto “sospeso” e apparente assenza del montante posteriore, segue la moda di numerose vetture recenti, dando anche la possibilità di definire un tetto bicolore. Particolare anche la coda, verticale ma con un gran portellone dal lunotto inclinato, e spezzato dalla fascia nera che unisce le luci con le tre “unghiate” di leone. Nella 3008 debutta anche la seconda generazione dell’i-Cockpit, con un volante ancora più piccolo e tagliato e un pannello da 12,3″ totalmente configurabile, più un touchscreen da 8″ al centro, e pulsanti che sembrano oggetti di design, in un ambiente che può essere configurato a piacimento anche sensorialmente, ad esempio con il diffusore di fragranze o l’illuminazione.

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