Design a Ginevra 2014: nuova Renault Twingo

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Ci sono tante considerazioni da fare su una vettura come la nuova Renault Twingo, pronta per essere presentata al prossimo Salone di Ginevra. L’ultima creazione del Centro Stile Renault, guidato da Laurens van der Acker, è stato anticipato da varie concept car, e ora si rivela in rete nella sua veste definitiva. Si chiama ancora Twingo, come la prima serie di vent’anni fa e come il modello attualmente a listino, ma è in realtà una delle proposte più controcorrente nell’attuale segmento delle citycar.

Stilisticamente ci sono numerosi spunti di riflessione. Il primo è l’eredità di un nome come Twingo, una delle creazioni più originali (e di successo) nell’era Patrick Le Quément. Della versione originaria è stata mantenuta l’idea generale della linea ovoidale, anche se in questo caso, come nel modello ora a listino, è stato conservato un cofano anteriore: l’effetto è dunque simile a quello di una Fiat 500, meno compatta e con qualche spigolo in più. Anche il frontale ha fari tondi con una specie di “palpebra” e una mascherina inferiore arrotondata come in un sorriso. Niente maniglia rotonda, sostituita da una arrotondata: qui però le porte sono cinque, anche se quelle dietro hanno la maniglia nascosta sul montante. I colori vivaci al lancio, infine, ricordano un po’ quelli della prima Twingo: Blu Shopping, Bianco Dream, Giallo Race e Rosso Passion.

Gli spigoli in più, in realtà, derivano da un’altra indimenticata vettura della casa, che è stata un po’ il punto di riferimento anche per questa Twingo, soprattutto nelle versioni più sportive: la Renault 5. Alcuni dettagli, come i fari leggermente squadrati con una mascherina sottile che li congiunge, le luci supplementari tonde (qui anche con i curiosi 4 LED, simili a un bottone) o la coda con il portellone inclinato (nella Twingo tutto in vetro) e le luci ai lati in basso, sono un po’ figli della Renault 5. Un ricordo dei parafanghi larghi delle 5 Turbo e Maxi c’è anche nella fiancata, con le sporgenze, un poco squadrate, sopra i parafanghi, messe in evidenza dalle decals, dove presenti. Sportivi anche i sedili con poggiatesta integrati.

Poi c’è il “family feeling” delle Renault attuali: ecco dunque il tipico frontale con il “baffo” anteriore che comprende la grande losanga, o le modanature e protezioni variamente personalizzabili, che si aggiungono a decals, presenti in realtà anche nella Twingo seconda serie ma poco richieste da noi. Da segnalare anche i vetri posteriori che si aprono a compasso: ormai una caratteristica di molte auto, anche a cinque porte e di dimensioni maggiori.

Cosa c’è di strano in tutto questo? Che finora i riferimenti erano tutti legati a storiche trazioni anteriori Renault, prima con motore longitudinale poi trasversale. Le forme della nuova Twingo, invece, si adattano ad uno schema meccanico che affonda le radici nella storia più remota di Renault, dalle Alpine alle R8 ed R10, passando per Dauphine, Floride/Caravelle e ancora più indietro alla 4CV. Scelta controcorrente: Porsche a parte, persino le più recenti riedizioni delle più classiche “tutto dietro”, come Fiat 500 o Volkswagen Maggiolino, hanno scelto pianali con motore e trazione anteriore. La curiosità di guidare una macchina che “spinge” e non “tira” è a questo punto parecchia: così erano anche diverse Renault da corsa, dalle R5 Turbo fino alle Clio V6. Una scelta coraggiosa, ma che ha una precisa motivazione.

Un’auto tanto visivamente Renault ha in realtà un’ossatura totalmente condivisa con quella che sarà la prossima smart ForFour e, in derivazione, la ForTwo: la piattaforma, infatti, è condivisa con quella del gruppo Daimler, e compito arduo degli stilisti è stato quello di differenziare i modelli con marchi diversi. Il motore posteriore consente di ottenere un abitacolo ampio, con le ruote alle estremità e uno sterzo particolarmente “libero” e diretto, e una visibilità ampia garantita dai montanti sottili: l’assenza del motore davanti cambia tutti i calcoli riguardo i crash test anteriori e l’altezza dei cofani. Nelle foto ufficiali, al momento, c’è solo la sigla TCe, presumibilmente il 900 turbo montato anche sulla Clio, ma davanti. Immaginiamo le potenzialità di questa architettura in una futura Twingo RS.

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