Citroën CXperience, la CX del ventunesimo secolo

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Cosa significa oggi Citroën? Un nome all’insieme, assegnato anche ad una C4 Cactus concept, è stato dato: “Advanced Comfort”. Ma anche una filosofia: ora che esiste il brand di lusso DS, Citroën deve realizzare auto più essenziali, utili, anche economiche, ma senza rinunciare mai alla comodità, che da sempre è stata prerogativa della casa in tutte le categorie. Qui si colloca la nuova concept car Citroën CXperience, pronta a debuttare al prossimo Salone di Parigi (1-16 ottobre 2016).

Ai tempi del design di Robert Opron, seguendo la via segnata da 2CV e DS, Citroën poteva contare su utilitarie comode e simpatiche, ma anche su vetture che allora erano ritenute il vertice del comfort: l’ammiraglia, erede della DS, era l’aerodinamica CX, auto dai record per la produzione di serie e felice interprete del futuro automobilistico, con la sua linea aerodinamica, gli interni all’avanguardia, i sedili-poltrona e le sospensioni idropneumatiche, ma anche i motori aggiornati all’ultima generazione.

Prendendo questi elementi e trasportandoli in chiave moderna, abbiamo la Citroën CXperience Concept, che parte proprio da una linea aerodinamica. Negli ultimi anni, Citroën ci aveva abituato all’originalità, soprattutto con una combinazione innovativa di molteplici linee, difficili da cogliere tutte in un solo sguardo. La Citroën CXperience proviene invece dall’esperienza C4 Cactus, e anche nuova C3, con una linea che nasce dall’abitacolo e dalla tecnologia, senza nulla di superfluo. Anzi, la presenza di sfoghi e prese d’aria evidenti, gli elementi in nero, la vetratura avvolgente, la coda corta con un cofano lungo e bombato dove serve, fanno pensare piuttosto che si sia “tolto” e non “aggiunto” qualcosa. I richiami al passato sono minimi: il double chevron anteriore prosegue nei listelli laterali che diventano -finalmente- linee sottilissime di luci a LED, affiancate in basso dalle altre firme luminose; c’è poi la concavità del lunotto, tradizione CX riveduta anche nelle più recenti C5 e C6. Con la CX c’è in comune anche l’essenza di auto veloce e capace di fendere l’aria: la CX era una due volumi fastback a coda tronca lunga, bassa e stretta; la CXperience è discretamente lunga (4,85 m), molto più larga (2 metri) per favorire abitabilità e permettere carreggiate ampie con cerchi da 22″, ma anche più bassa della media, con soli 1,37 m di altezza. Niente retro-design, insomma: solo citazioni, e sguardo in avanti.

L’esperienza Cactus ha fatto rivedere in modo intelligente anche gli interni, qui con porte enormi ad armadio, e soprattutto pochi elementi avvolgenti e molto caratterizzati. L’effetto, sottolineato anche dal video promozionale, è quello di quattro poltrone in un acceso giallo citron, la cui forme sono segnate da finiture in legno di noce. Un altro omaggio al passato è il volante multifunzionale monorazza: è quasi un quadrato con angoli arrotondati, e grazie alle nuove tecnologie di contatti elettrici e airbag, permette di avere solo la razza inferiore collegata alla zona centrale, mentre le due laterali interrotte sono soltanto delle basi per comandi a pulsante.

La modernità si sposa con la tecnologia, che però diventa essenziale e non ridondante. Dietro al monorazza, l’ampio schermo orizzontale è al centro dell’attenzione, con le forme dell’abitacolo che si avvolgono intorno ai passeggeri. Non bastano poltrone comode, ma per una Citroën occorrono anche sospensioni all’altezza, in questo caso con l’impiego degli smorzatori idraulici progressivi, che costituiscono una soluzione più moderna -ed economica- rispetto alla classiche idrattive. Infine, il motore: il turbodiesel della CX svettava per prestazioni ed economia, la nuova concept è ovviamente ibrida, capace di 300 CV, con una batteria che si può ricaricare esternamente in due ore e mezza e può far percorrere 60 km senza l’uso del motore termico, e con un nuovo cambio automatico a 8 rapporti. Le berline Citroën del futuro, insomma, saranno così: fedeli alla tradizione del marchio, senza invadere il campo alle premium DS, e diverse dalle altre proposte nel segmento.

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