Speciali Virtual Car: al MAUTO di Torino l’automobile racconta la sua storia

Quando nel marzo del 2011 il Museo dell’Automobile di Torino, oggi identificato con la sigla MAUTO, fu oggetto di una ristrutturazione importante, dedicammo diversi articoli al nuovo allestimento; più volte, in seguito, siamo tornati a seguire le iniziative del Museo, dalle mostre temporanee alla riapertura del Centro di Documentazione, dalle iniziative motoristiche alle diverse concept car esposte, realizzate anche dalle scuole torinesi di design. Oggi, a più di 6 anni di distanza, siamo tornati a visitare le sale principali del Museo, non solo per offrire una rinnovata galleria fotografica, ma anche per rivedere l’allestimento con più distacco rispetto all’effetto “novità” del 2011. L’effetto è stato positivo: il Museo, anche con il passare del tempo, riesce ancora a sorprendere il visitatore.

Nei primi articoli di Virtual Car descrivemmo il Museo nella sua fisionomia originaria: di fatto, una sorta di ampliamento della collezione del suo fondatore, Carlo Biscaretti di Ruffia, nella forma elegante di una «collezione» ordinata, illuminata dalla luce naturale delle finestre, alla quale si affiancavano singoli allestimenti tematici, come ad esempio il racconto della Torino che fu, automobilistica e non. Il nuovo allestimento si allinea a concetti propri di un «Museo» a dimensione europea, nel quale, con un allestimento architettonico moderno e coerente, la natura “espositiva” si affianca ad altri aspetti, come il racconto di un’epoca, l’approfondimento di un tema, oppure il materiale per una successiva “ricerca”, sempre in modo attuale e coinvolgente.

Il MAUTO quindi attrae per motivi diversi. Innanzi tutto, c’è il visitatore tradizionale, che spesso conosceva anche il museo precedente: la passione per l’automobile è il suo punto di riferimento, e nel nuovo allestimento può avvicinarsi con una certa libertà alle vetture, pur senza toccarle, all’esterno e all’interno. Gli appassionati ricordano, confrontano, osservano i dettagli delle automobili, analizzate dal punto di vista tecnico, e arricchite da ricordi di vita vissuta o immaginata.

Il MAUTO è però un museo per tutti. Molti dei visitatori sono proprio famiglie, mosse più dalla curiosità della visita che dal ritrovare qualcosa di più o meno conosciuto: qui il nuovo percorso espositivo viene sicuramente in aiuto. Gli spazi principali sono tre. Al piano di sopra, c’è la vera e propria “storia dell’automobile”, che inizia veramente da lontano: i carri dell’antichità, le macchine di Leonardo da Vinci (probabilmente per muovere quinte di teatro, ma comunque in modo autonomo), gli antichissimi veicoli su ruote, la ricostruzione del settecentesco Carro di Cugnot che un tempo era esposto all’ingresso del museo, e poi le prime auto ottocentesche, dal Triciclo Bernardi alla Benz, per passare poi alla rapida evoluzione degli anni successivi, corrispondente anche a cambiamenti epocali di costumi e società.

Delle vetture si nota l’evoluzione, ma si evidenziano i racconti: grazie alla modalità espositiva, quasi ogni automobile ha attorno una cornice, un’ambientazione, come pannelli decorativi anche animati, luci, suoni, canzoni, fino ad arrivare a veri e propri diorami a grandezza naturale, oppure filmati con attori che raccontano un frammento di storia. E poi ci sono video esplicativi e testi di commento, nella moderna forma dello schema o del racconto breve ed essenziale, semplice e chiaro. La storia passa attraverso le varie tappe dell’automobile, dalla carrozza motorizzata alle prime soluzioni tecniche, dalle imprese come quella storica della Itala Pechino-Parigi alle vicende delle due guerre mondiali, fino agli anni del boom, il mito americano e le vetture di motorizzazione di massa, la caduta del muro di Berlino, e altro ancora: piccoli quadri storici con al centro una o più automobili. E con un finale che è rimasto quasi intatto rispetto all’allestimento iniziale: la rottamazione dell’automobile attuale, a vantaggio di veicoli del futuro -al momento due prototipi storici Fiat di cui uno elettrico, e tre monoposto da record a idrogeno, ma che potrà essere facilmente ampliato con cenni alle novità del prossimo futuro.

La seconda area espositiva al piano intermedio inizia con l’analisi delle vicende delle aziende torinesi protagoniste fin dalle origini, camminando su un’enorme pianta di Torino dall’alto; quindi mette in evidenza altri aspetti dell’automobile, qui di tipo più concettuale che storico: ad esempio, l’evoluzione della tecnica, il crash test Euroncap una 500 uscita bene dall’urto previsto dalla normativa, la simulazione di una catena di montaggio visibile con simpatici trenini. Accanto a questa, alcune vetture degli anni ’60 e ’70 restaurate ma in condizioni d’uso, e una serie di postazioni video per rivedere spot celebri del passato. La 500 che passa da una parete all’altra, ci trasporta idealmente in una serie di stanze molto fantasiose, nelle quali concetti e parti di automobili sono trasferiti in oggetti, dipinti, sculture. Quindi, una sezione è dedicata allo sport, con tante protagoniste delle gare automobilistiche del passato, fino alle ultime Ferrari campioni del mondo.

Un’area finale, al piano terra, si concentra invece sull’innovazione tecnica, mettendo in evidenza il concetto di design: c’è la ricostruzione del progetto di automobile di Le Corbusier, c’è la maquette Bugatti che vedemmo nello studio di Paolo Martin, tante vetture dal design particolare, il mascherone storico Alfa Romeo presente da sempre nel Museo, e poi la nota “hall of fame” di alcuni dei principali designer internazionali, con pannelli finalmente in un meno lugubre rosso rispetto all’originario nero. Un’area interessante, sicuramente ampliabile, ma che rende omaggio ad un particolare settore della creazione automobilistica, di cui Torino è da sempre importantissimo centro.

Non solo automobili, appunto: lo spazio espositivo a piano terra è ora occupato da una mostra d’arte contemporanea («Paratissima») con opere di alcuni giovani artisti di area torinese, quasi mai legati a temi motoristici, ma sulle stesse pedane che hanno ospitato e ospiteranno automobili nelle diverse mostre temporanee al Museo. E poi caffetteria e bookshop, sempre aperti.

L’allestimento del museo, quindi, funziona, e la struttura si presta anche a variazioni di allestimento, come dimostra l’assenza delle vetture esposte in questi giorni al Motor Show di Bologna. Soprattutto, è interessante il legame non solo con Torino, ma anche con le altre realtà museali a tema motoristico, come i musei di marca o il Museo Mille Miglia: una rete ideale di strutture che forse prima non era immaginabile. Di tutte queste, il MAUTO, pur con il legame con Fiat e Torino (e la dedica formale a Giovanni Agnelli), è forse il più generalista, e in qualche modo il baricentro: tappa obbligata per ogni appassionato, ma anche sede di tante possibili iniziative nel prossimo futuro, anche in vista dell’evoluzione della mobilità che ci accingiamo a vivere.

Smart Mobility World, conclusa a Torino la quinta edizione sulla mobilità sostenibile

Se c’è un evento italiano che riguarda la mobilità sostenibile e intelligente, questo è sicuramente Smart Mobility World, giunto alla quinta edizione. Dopo sedi rappresentative della storia dei motori come l’Autodromo di Monza, la manifestazione è tornata a Torino Lingotto, luogo del debutto nel 2013.

La formula di Smart Mobility World si è rinnovata nel segno della continuità: accanto alle relazioni (ben 23 sessioni con 240 relatori), che hanno trattato di numerosissimi aspetti differenti, ma tutti legati al tema della smart mobility, c’erano gli espositori che hanno mostrato idee e tecnologie, e naturalmente i veicoli, fermi nelle aree espositive e in movimento nell’area esterna. Una formula molto particolare, perché permette di avere un quadro a 360° di tutte le tecnologie che ruotano intorno al tema della sostenibilità o della mobilità intelligente, anche al di là della singola automobile elettrica.

L’evento ha accolto oltre 3.000 operatori accreditati nelle giornate del 10 e dell’11 ottobre 2017, ed è stato organizzato da Clickutility Team, GL Events Italia e Innovability, con il patrocinio di Regione Piemonte, Comune di Torino e Camera di Commercio Industria, Agricoltura e Artigianato di Torino, oltre che dalle principali associazioni di settore. L’evento faceva parte della settimana dedicata al design “Torino Design of the City”, e in effetti questa formula potrebbe avere un’evoluzione nell’edizione del 2018 (3-4 ottobre): si pensa infatti di affiancare Smart Mobility World, destinata da sempre ad operatori professionali, ad alcuni eventi rivolti ad un pubblico più ampio, durante una “Smart Mobility Week”.

Il 4x4Fest di Carrara: un successo anche la 17ma edizione

Una delle manifestazioni che Virtual Car ha sempre seguito con attenzione è il 4x4Fest di Carrara, singolare Salone Nazionale dell’Auto a Trazione Integrale. Forse non tanto per le vetture in sé, talora sportive a trazione integrali ma il più delle volte fuoristrada di serie o dalle elaborazioni più fantasiose, quanto per le numerose storie che i singoli stand sono in grado di raccontare, dai traversi nella sabbia alle avventure nel deserto, comprese le spedizioni umanitarie.

Anche quest’anno il Salone è stato una festa, ma anche un buon successo in quanto fiera espositiva: nei padiglioni di CarraraFiere sono stati più di 33.000 i visitatori, 1.000 in più rispetto allo scorso anno che aveva tra le protagoniste anche le bike. Particolare il fatto che, sebbene la fiera si svolga da 17 anni, molti visitatori si sono recati all’evento per la prima volta, tra i quali evidentemente parecchi giovani; il 48% dei visitatori provenivano dal centro Italia, il 37% dal nord e il 15% dal sud. La promozione a livello nazionale ha quindi portato nuovi marchi tra gli espositori della Fiera, in totale oltre 200 che hanno occupato 52.000 metri quadrati: tra questi 8 case ufficiali, Great Wall, Jeep, Land Rover, Mitsubishi, SSangYong, Suzuki, Toyota e Uaz, le case di Quad Polaris, Can Am, Arctic Cat e CF Moto e le aziende di pneumatici BF Goodrich, Malatesta e Pirelli.

L’importanza di un Salone si valuta anche dalle presentazioni nazionali: quest’anno, Suzuki ha portato la compatta sportiva New SWIFT 4WD ALLGRIP, mentre Toyota ha fatto debuttare il nuovo Land Cruiser dalle linee sempre più originali e vicine a quelle delle automobili più recenti della casa.

Il 4x4Fest ha poi tutta una serie di situazioni che da sempre lo rendono un salone unico, a volte con analogie con il Motor Show, ma più spesso con una vera festa tematica dedicata al fuoristrada: anche in questa edizione non sono mancati gli espositori di accessori, elaborazioni, preparazioni, ricambi e servizi, come pure gli spettacoli o i raduni, come quello monomarca Toyota del FIF, il Mitsubishi Day, il tour nelle cave di marmo di Fantiscritti e il tour della Corchia, in alta Versilia. Entro la zona fiera, ma all’esterno, è stata rinnovata la pista di prova su un percorso di 3.700 metri, per poter testare le auto a trazione integrale messe a disposizione dalle Case. Da segnalare anche la Scuola Quad FMI SNQ, con corsi teorico pratici, o la Scuola di Fabio Fasola per le moto da enduro: in entrambi i casi, i protagonisti sono stati anche i bambini, ai quali alcuni corsi erano dedicati in modo specifico.
Appuntamento quindi al 2018 per la 18ma edizione.

Autostyle 2017, conclusa la grande festa del design con conferenze, esposizioni e concorso

Ancora una volta, il professor Roberto Artioli, a capo di Berman SpA la nota azienda di componenti e accessori originali automobilistici, ha fatto centro: nella suggestiva cornice di Villa di Bagno, presso Mantova, la quattordicesima edizione di Autostyle è stata una vera festa di design. Accanto ai giovani concorrenti del concorso Autostyle Design Competition 2017, provenienti dalle principali scuole di automotive design europee, c’è stata la conferenza sul design tenuta dai protagonisti dell’automobilismo internazionale, e un’esposizione di vetture recenti, degne di un vero salone automobilistico.

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Salone del Mobile 2017: tanto design automobilistico

Come di consueto, anche per il 2017 il Salone del Mobile di Milano prevede eventi che riguardano anche il design automobilistico, sia all’interno del salone, sia soprattutto negli eventi Fuorisalone della settimana del design. C’è tempo quindi fino a domenica 9 aprile per vedere le ultime tendenze del design, anche nel mondo delle quattro ruote.

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Crossroads: le contaminazioni Italia-USA negli anni ’50 e ’60 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino

Tra le mostre da non perdere per gli appassionati di automobilismo d’epoca e di design c’è sicuramente “Crossroads: Incroci Italia-USA, dal dopoguerra al boom economico”, esposizione che si tiene dal 29 marzo al 25 giugno 2017 presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO). La retrospettiva è curata da Luca Beatrice e Rodolfo Gaffino Rossi, e racconta degli influssi artistici e culturali che hanno ispirato i disegnatori delle automobili nel periodo tra il dopoguerra e il boom economico.

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Detroit 2017: Volkswagen I.D. BUZZ, il Bulli diventa elettrico

Molte delle più recenti novità automobilistiche che stanno per aprire un 2017 decisamente interessante sono proposte di vetture elettriche e a guida autonoma, realizzate dalle principali case internazionali. L’impressione è che le case abbiano aperto i propri cassetti con i progetti futuribili, quasi a voler dire: ora siamo pronti. Volkswagen stupisce con un veicolo, anticipato da qualche giorno con una sibillina dichiarazione, che prende il nome di I.D. BUZZ Concept: di fatto l’ultimissima interpretazione del celebre furgone Volkswagen, il Bulli, che sta per compiere 70 anni.

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