Bucci Aquila GT, storia di un’auto fatta in casa

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Forse qualcuno ricorderà la Filandi Uragano, una sportiva costruita interamente in un garage da Moreno Filandi, appassionato carrozziere di Fonanelice. La vettura che vi proponiamo adesso è sempre una supercar “home made”: il suo nome è Bucci Aquila GT, ed è opera di Alessandro Bucci, di origini italiane ma residente in Belgio. La realizzazione di un sogno che non è soltanto “virtuale”, ma che in questo caso è divenuto una vettura marciante.

L’autore ci scrive che, fin da bambino, aveva il desiderio di “costruire auto”, che era la risposta che dava a tutti coloro che gli rivolgevano la classica domanda: «cosa farai da grande?». Un’idea che tutti ritenevano irrealizzabile, e ancor più con il passare del tempo: Alessandro Bucci, classe 1975, aveva ormai un lavoro che non aveva niente a che vedere con le auto, ed era sprovvisto di qualunque tipo di attrezzatura, se non un garage, tre pinze, due martelli e una saldatrice, oltre naturalmente alle mani.
Ma, si sa, a volte i sogni sono così forti, che la volontà riesce a sopperire a qualsiasi cosa: così nel 2010 è iniziata l’avventura dell’auto “fatta in casa” e da una sola persona. Come prima cosa, Bucci ha realizzato il telaio con dei tubi saldati; poi con la forma in filo metallico è stata realizzata la carrozzeria, saldando insieme lamiera di ferro da 0,6 mm.
Dopo tanti disegni, è stata definita la forma finale della vettura, che, date le origini italiane della famiglia Bucci, si è appunto ispirata a diverse celebri supercar del nostro paese: il risultato, secondo l’autore, è proprio «un omaggio a 30 anni di design italiano». Con grande difficoltà, visto che sono state realizzate linee tese e linee curve, da una persona «che non sapeva nemmeno mettere un chiodo al muro». Anche ruote, fari, interni, sono stati realizzati a mano, spendendo il minimo indispensabile. Il nome Aquila GT viene «dal re degli uccelli», ma è un omaggio anche al capoluogo dell’Abruzzo, regione di origine del padre di Alessandro. E la vettura è per il suo autore non solo un potenziale biglietto da visita per dimostrare la sua abilità, ma anche un messaggio che non riguarda solo le auto: ognuno è responsabile del proprio futuro, e tutti abbiamo le stesse potenzialità e possiamo realizzare qualsiasi cosa con l’impegno.
Il momento più bello? «Quando ho girato la chiave, ho messo in moto e sono partito per fare un giro». Un sogno diventato realtà.

Un Commento a “Bucci Aquila GT, storia di un’auto fatta in casa”

  • Gaetano Di Napoli:

    É tutto vero! Ne sono testimone. Alessandro é andato in fondo al suo sogno ed é una cosa meravigliosa a maggior ragione che non ha nessun diploma tecnico ne attrezzatura special. Di quanto sembra incredibile, si trova spesso confrontato a persone che non lo credono o peggio che lo criticano. C’é comunque gente che misura una tale impresa e pure chi li dedica articoli…

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