Autostyle 2016: la tredicesima edizione continua la tradizione nel segno del design

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Si è conclusa a Villa di Bagno di Porto Mantovano la tredicesima edizione di Autostyle, promossa da Berman SpA in collaborazione con Auto & Design e Wacom. Torneremo a trattare di alcuni temi, come approfondimenti su qualche auto esposta, o su alcuni prodotti; vi proponiamo intanto, di seguito, un resoconto della manifestazione di quest’anno.

Partiamo dalla parte finale della mattinata del 7 ottobre, la premiazione dei vincitori tra i 12 finalisti selezionati dalla giuria tecnica tra i numerosi allievi di scuole di design internazionali. Quest’anno c’è stato un unico vincitore, per i giurati, in entrambe le categorie per le quali dovevano essere disegnate delle parti elaborate, Cars/Crossover e Sport Cars: si tratta di Kaihang Huang, dalla Cina ma allievo dello IED di Torino. Il premio Wacom “Audience Award”, assegnato dal pubblico presente, è andato all’italiano Massimiliano Englaro del Politecnico di Torino, mentre i due “Creativity Award” di Auto & Design sono stati assegnati a Michael Wilden e Davide Quagliani. Il concorso è stato un successo, con una partecipazione altissima e una sempre maggiore visibilità e comunicazione, e con la possibilità concreta di poter entrare a far parte di team di design delle case. E proprio al design sono state dedicate le conferenze della giornata, sempre condotte con la consueta competenza e passione dal responsabile di Berman, ma anche ideatore di Autostyle, il professor Roberto Artioli.

Dopo la presentazione del trofeo Autostyle da parte del suo disegnatore, Eric Dubois, il primo relatore è stato Flavio Manzoni del Centro di Design Ferrari, che ha mostrato innanzi tutto l’ultima novità, LaFerrari Aperta, esposta a Parigi. L’obiettivo della vettura è di mantenere prestazioni ed estetica al vertice, attraverso una riprogettazione complessiva, che talvolta è anche difficile da vedere: un esempio sono le diverse cerniere delle porte. E’ stata sottolineata l’importanza del centro design di Maranello, che oggi ha 7 anni, e ha vinto numerosi premi, tra cui il Compasso d’oro, assegnato nel tempo a sole 9 vetture.

E’ toccato ad Andrea Militello e Fabio Massari dei team di designer presentare altre due novità.

La 458 MM speciale era presente in pubblico, come modello di stile, per la prima volta proprio per Autostyle. Andrea Militello ha descritto cos’è una one-off, una vettura unica realizzata come una vera Ferrari, con la possibilità da parte del cliente di compartecipare al progetto. Per la 458 MM si è partiti dalla 458 aspirata di serie, per la quale è stata realizzata una carrozzeria dal design unico. Dal bozzetto si è arrivati al modello finale, con qualche compromesso per ottenere una derivata marciante. Salvatore Della Ventura ha spiegato l’importanza delle matematiche: soprattutto in Ferrari, chi fa le matematiche deve innamorarsi del bozzetto, e si comincia proprio disegnando con un abbozzo della vettura; poi seguono i vincoli tecnici, aerodinamici, fino alla produzione. Il centro design ha tempi stretti, e un gran lavoro di progettazione, e riesce a realizzare immagini che sembrano reali; nel contempo, anche le one-off devono essere auto non solo da esposizione, ma soprattutto da guidare -nel caso della MM, il debutto è avvenuto in pista a Goodwood.

La GTC 4 Lusso, è stata presentata da Andrea Militello e dal responsabile degli interni Fabio Massari. Sono state illustrate le diverse operazioni per cambiare le forme, modificando ad esempio le linee della fiancata, il padiglione, il posteriore con effetto ottico di una cabina più piccola e la coda più larga. Anche l’interno della FF è stato rivisto, pensando ad uno spazio “abitativo”: già nel primo bozzetto è stata fissata l’idea della plancia doppia, con forme più scultoree, ossia aggiunta e sottrazione di materia secondo l’uso, e con lo schermo nuovo più grande, cui si aggiunge l’infotainment anche per il passeggero.

Flavio Manzoni ha lodato i ragazzi del centro design, sottolineando la difficoltà di far convergere estetica e tecnica, un vero lavoro di design che coinvolge qualsiasi elemento di una Ferrari, che è la differenza tra stile e design -l’esempio portato è quello degli scarichi “fake”, falsi ma impiegati solo per motivi estetici.


Marco Tencone ha descritto il nuovo SUV di Maserati, la Levante. La Kubang, già presentata ad Autostyle, era realizzata su una piattaforma allora esistente, e con quella concept si fissarono le linee guida per il design di Ghibli e Quattroporte. La Levante nasce sulla nuova piattaforma Maserati, per cui è diversa dalla Kubang. Il primo punto è stato realizzare proporzioni e volumi di una Maserati, come se fosse una GT, a cominciare dalla posizione della cabina, dalla struttura che parte dall’abitacolo, cui si aggiungono i volumi dei parafanghi -vedi la storica Birdcage. La fiancata è scultorea, con movimento di sezioni sul fianco anche in una vettura alta. Il frontale ricorda quello della Alfieri, partendo dalla calandra, che è meno ‘ovale’ e affiancata da fari sottili, e con firme a LED e grafiche molto caratterizzanti. A questi elementi si combinano i caratteri di un SUV, ma sempre ripensati in chiave sportiva. A parte il fatto che nei bozzetti iniziali gli elementi di carattere (come quelli del frontale) sono ancora più marcati, la vetratura è sportiva, ad esempio per il lunotto piccolo, o il padiglione rastremato, per sembrare una coupé più bassa. La filosofia generale di Maserati è rispettata: bilanciare l’anima sportiva con il classico e l’heritage.
Gli interni sono basati sul concetto della Ghibli: anche qui, come per la Ferrari GTC4, i due ambienti anteriori sono distinti, immaginando però dall’inizio l’applicazione dei materiali, come ad esempio, le ‘selle’ cucite ai due lati della plancia, si cui si innestano gli altri elementi. Ci sono linee che hanno accelerazioni in punti precisi, mai fredde ma eleganti, e che collegano interni ed esterni.


Slavche Tanevski, Macedone, vinse il premio Autostyle nel 2011, e ora lavora al centro stile Mercedes, al design degli esterni. L’auto presentata è la GLC Coupé, ma prima sono stati illustrati i temi principali del design Mercedes: “modern luxury”, che va al di là della semplice automobile, coinvolge tutte le componenti, e le varie categorie in cui è coinvolto il design Mercedes. Il design deve essere una combinazione di Sensual e Purity, di Hot (innamoramento) e Cool (inatteso). Deve sorprendere e innovare, accentuare i contrasti, avere proporzioni interessanti, proporre contrasti tra geometrie e forme libere, presentare segni grafici significativi (l’ultima concept SUV elettrica, ad esempio, introduce la nuova calandra, che ‘ingloba’ i fari sottili con la stella sospesa al centro); possiede anche attrattiva che richiama forme naturali.
E’ stato quindi illustrato lo sviluppo della GLC Coupé, dal bozzetto alla vettura di serie; il tema era dare un doppio carattere, utile e off-road, ma anche carrozzeria sportiva.
La Dropping line, la linea laterale che prima partiva dalla coda, è nella seconda di Mercedes un arco più dritto cui si contrappone la linea del brancardo, sollevata verso la coda. La grande calandra è il punto di partenza, con un’ala che sostiene la stella, e i piccoli fari a fianco, più la zona inferiore da off-road. Le spalle sono da coupé, mentre dietro la linea orizzontale tra targa e lunotto, e i fari ampi, allargano l’insieme e riducono il volume, in aggiunta alla zona inferiore sagomata.


Alessandro Dambrosio ha presentato l’attività del centro di Koncept Design Audi Group di Monaco, che presiede. Un centro creativo al quale hanno dato slancio Walter De’ Silva, e ora Marc Lichte, che hanno implementato il processo matematico e virtuale: nacque nel 1984 per opera di Ferdinand Piech, perché Monaco era più centrale e più “metropoli” rispetto a Ingolstadt, ma anche perché è tradizionalmente la città di BMW. I centri stile del gruppo Audi (che comprende anche Italdesign e Ducati) sono tanti da S. Monica a Pechino, da Borgo Panigale a Moncalieri, più i due della Germania: il centro di Monaco ha come missione lo sviluppo di cambiamenti e soluzioni coraggiose, ponendosi come limite solo il cielo. Il centro comprende attualmente circa 50 addetti di nazionalità diverse, che fanno parte delle circa 500 persone che si occupano del design Audi in tutto il mondo. Ci sono due aree: le concept car e il product design; tra le concept automobilistiche sono ad esempio da citare la A2 o la Avus, oppure le ultime come la TT Sportback, esposta ad Autostyle e marciante. Importante nel centro di Monaco è il processo digitale, mentre per tanto tempo si è lavorato a mano: oggi si può offrire anche un servizio digitale, se si progetta in digitale. La ricerca parte dall’ideazione (bozzetti, ecc.), per arrivare a una base tecnica con scambi quotidiani con gli ingegneri, poi il CAD e il modello fresato, per poi ricominciare in loop. Ogni designer dovrebbe poter realizzare l’intero processo da solo, comprese le matematiche; in ogni caso, la vettura virtuale ha già tutto quel che serve alla vettura vera. La nuova visione di un progetto automobilistico, digitale e sostenibile, e anche “nuovo”, è simboleggiato da uno dei progetti più recenti: “Mission to the moon”, il veicolo Lunar quattro, sulla luna tra pochi mesi, realizzato con Google, che ha il top della tecnologia, ed è un veicolo moderno e tipicamente Audi.
Tra i prodotti, ci sono ad esempio le macchine fotografiche Leica, a cominciare dalla Leica T, con la parte in alluminio è lavorata dal pieno e finita a mano, per cui ogni pezzo è diverso; le Leica hanno vinto diversi premi di design. Oppure c’è la Occhio Sintesi, un’azienda tedesca di illuminazione che usa nomi italiani; si tratta di una lampada realizzata con i LED automobilistici, la cui parte illuminante è intercambiabile per usi diversi. Tra gli altri progetti, esposti anche ad Autostyle, la e-tron trick bike, bicicletta elettrica e in carbonio a marchio Audi.


Mitja Borkert, nuovo responsabile del design Lamborghini, ha illustrato il Dna del design Lamborghini: compito del centro stile è di preparare le Lamborghini per le prossime generazioni, sempre sotto il segno di Ferruccio Lamborghini, per il quale ogni auto è un sogno e deve rimanere un sogno. Specializzata in Super sport car, Lamborghini ha come motto “expect the unexpected”, con caratteri visionari, puri, di forme decise e molta italianità. Tanti designer importanti hanno lavorato nella storia della casa, che hanno contribuito a realizzare forme inattese, iconiche e senza compromessi. Anche oggi, si parte sempre delle proporzioni (la parte più importante), per sviluppare design e singoli dettagli. E’ quindi molto forte l’identità di marca, a partire dalla ‘linea unica’ creata da Gandini, o dalle due linee divergenti sopra il cofano motore; però ogni Lambo deve essere riconoscibile come modello singolo, a cominciare dal frontale, o dal segno di Y in fari e luci. Lo stesso processo vale anche per gli interni, con dettagli ispirati ad aerei, o alle auto da corsa. E’ stata quindi presentata una parte del team di design.

Prima della premiazione degli studenti di design, ha ricevuto un premio speciale Paolo Pedro Bellini, dal Brasile ma originario di San Benedetto Po, dove ha sede Berman; ha realizzato un’impresa che si dedica al design dei bus (‘Marcopolo’) in Sud America e in altri mercati internazionali, come l’India. E’ stato premiato per la qualità dei suoi prodotti, che vanno dai bus piccoli fino ai due piani, tutti con nomi italiani e tutti dallo stile realizzato internamente all’azienda.

Al di fuori della “serra” in vetro nella quale si sono svolte le conferenze, sono state esposte in mostra le 20 vetture significative dell’anno, o perché oggetto del concorso, o perché novità importanti, alcune delle quali inedite o di recentissima presentazione.

Tutte le immagini sono state pubblicate lice nella pagina Facebook di Virtual Car.