Automotoretrò, trentaquattro ed essere nel fiore della giovinezza

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Siamo arrivati alla trentaquattresima edizione di Automotoretrò in abbinamento ad Automotoracing e Expotuning Torino che si è svolta al Lingotto dal 12 al 14 febbraio 2016. La manifestazione continua sull’onda del successo delle edizioni precedenti ed i 63.000 visitatori confermano la costante tendenza di crescita nel tempo.

Decisamente migliorato l’accesso stampa, rispetto alle edizioni precedenti, con una cassa preferenziale ben indicata e per coloro i quali hanno acquistato i biglietti tramite on-line.
L’ingresso attraverso il padiglione 5 permette di vedere un’area, riservata all’usato modellistico e allo scambio di veicoli tra privati, che solitamente viene un po’ trascurata dai visitatori.
Passando sotto la rampa di accesso alla pista del Lingotto, raggiungiamo il secondo padiglione dove ad accoglierci troviamo l’Aurelia PF200 di Pininfarina e, soprattutto, l’imponente Lancia 12 HP Alpha del 1908 che onora lo stand del Lancia Club quale preludio dei festeggiamenti dei 110 anni del marchio, festeggiamenti che si concretizzeranno nel raduno internazionale che si terrà a Torino dal 27 al 29 maggio. Di fronte lo stand Abarth, marchio di cui è stato costituito uno specifico registro di marca in seno al Registro Italiano Fiat, nell’ottica della creazione di una struttura di certificazione dei veicoli simili a quanto già attivo per Ferrari Classiche, un primo passo del gruppo verso il riconoscimento del proprio patrimonio storico.

Lo stand più particolare è quello che ospita alcune Lamborghini Miura per festeggiarne i 50 anni, vettura che ha spostato le lancette del tempo per le automobili sportive in avanti di oltre un secolo.

L’Automotoclub Storico Italiano espone, in due aree attigue, alcuni dei pezzi più interessanti della collezione Bertone. L’acquisto delle vetture è stato un atto che ha smentito con i fatti le polemiche oziose sul patrimonio finanziario dell’associazione, rimane ancora da risolvere la questione della sede in cui esporre tutte le auto, non sarebbe male se fosse possibile trovare un accordo per l’area di Torino Esposizioni, da troppi anni inutilizzata.

Quest’anno ricorre il trentennale della Delta HF 4wd e il Lancia Delta Integrale Club ne ha esposto uan stradale e una Gruppo A ex ufficiale, disposte quasi a rappresentare il simbolo di yin e yang.

Spostandoci dal primo al secondo padiglione, vediamo l’offerta di veicoli da parte di operatori professionali che riguarda principalmente veicoli con meno di 30 anni. Nel terzo padiglione, invece, l’offerta di ricambi e di modellini appare in linea con quanto disponibile negli anni precedenti, anche se curiosamente sono spuntati numerosi banchetti di specialità alimentari, non vediamo il nesso con la manifestazione, ma prendiamo atto.

Ci spostiamo nell’Oval, padiglione che racchiude le altre due anime della manifestazione: quella delle vetture da corsa e quella delle vetture estremamente personalizzate. La promozione dell’attività agonistica si è fatta più interessante rispetto alle occasioni precedenti, offrendo anche la possibilità di provare vari simulatori di guida.
Nello stand di Elaborare, è esposta l’ultima realizzazione di Roberto Ratto: una Lancia Fulvia 1600 HF preparata alle massime specifiche gruppo 4. La vettura, la cui preparazione ha richiesto ben 2 anni di tempo è stata seguita su Facebook da una nutrita comunità di appassionati ed è stata soprannominata Puffetta per il colore Azzuro HF (Azzurrro Mexico).
Molto vivace lo stand del Delt1one Club che ha portato diverse vetture degli associati e soprattutto vettovaglie per gli amici appassionati.

Ci siamo quindi dedicati a visitare area dedicata al tuning, dove si potevano vedere delle realizzazioni pregevoli. Qualcuna rimane discutibile come la modifica low-riding di un Delta HF Integrale Evoluzione oppure le vetture dall’estremo camber negativo con pneumatici montati su cerchioni troppo larghi, ma quello che è importante è il senso di passione che si percepisce. Parlando con gli appassionati, abbiamo un’ulteriore conferma della ottusità delle normative che praticamente vietano ogni modifica. Un sistema più permissivo ed evoluto potrebbe consentire maggiore spazio alle attività di questi appassionati che profondono ingenti risorse per rendere unica la propria vettura. Purtroppo siamo vittima di ossessiva burocrazia, esacerbata dal conflitto tra ACI e Direzione dei Trasporti Terrestri e da una visione punitiva nel confronto delle automobili che nasce da ideologie pauperistiche, come ampiamente dimostrato dalla vicenda sulla tassa di possesso.

Nei tre giorni dell’evento, molto successo di pubblico è stato raccolto dalle evoluzioni delle vetture da drifting tra cui spiccava Davide Bannò che con la sua Nissan pennellava accuratamente il tracciato con controsterzi mozzafiato.
Un ultimo accenno alla motoring art che, rispetto alla edizione precedente, ha cambiato collocazione ed aveva numerosi espositori, indicando una ripresa di interesse verso il settore che dovrebbe però cercare strade più sperimentali per staccarsi definitivamente da quei prodotti che sembrano più dei bozzetti di stile o i quadri che si trovano sulle passeggiate in riva al mare.

Piero Vanzetti

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