di Sergio Chierici alle 16:42

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Il prototipo «virtuale» che vi presentiamo ha delle caratteristiche, per certi versi, eccezionali. Intanto l’autore, Paolo Martin, che lo ha realizzato a partire dall’inizio del 2007, partendo niente meno che dalle idee concettuali già espresse nella «sua» Ferrari Modulo del 1970… Poi i numerosi obiettivi: effettuare una ricerca sul design funzionale applicato all’automobile; escludere ogni riferimento ad un archetipo, passato o presente, utilizzando però tecnologie esistenti ed applicabili; semplificare al massimo la componentistica; realizzare una vettura economica ed eco-compatibile. La concept si chiama Auto Revolve, e, pur non prendendovi direttamente parte, è dedicata all’imminente Salone di Ginevra 2008, come stimolo per le «giovani leve» dell’automobile a lasciare un po’ da parte «l’elettronica raccontata più che applicata», sempre più presente nelle proposte automobilistiche odierne, e a realizzare o sostenere progetti tanto innovativi e originali quanto concreti e attuabili, per una rinascita del vero «Design Italiano».
Auto Revolve è un veicolo modulare a propulsione elettrica, realizzato a partire dal telaio, a giudizio di Paolo Martin «sempre poco valutato dal punto di vista ergonomico e spesso condizionante nell’evoluzione della forma finale». In questo caso, invece, il telaio non è un «sottogruppo nascosto», ma è vero protagonista della definizione della vettura.
Innanzi tutto, al suo interno, nelle intercapedini ricavate dall’accoppiamento delle superfici portanti, si trovano collocati i serbatoi e il gruppo energetico (batterie a ioni di Litio, generatore di energia principale fuel-cell termico-elettrico), in modo analogo a quanto proposto nella concept Nissan Hurricane Li-Ion.
Sempre al fine di semplificare e ottimizzare gli elementi, è previsto un innovativo gruppo di trazione multiplo, che comprende motore, ruota e sospensione; in particolare le ruote sono calettate su grandi semisfere, e sono tutte automotrici e in grado di sterzare mediante la modifica di campi magnetici – in un sistema di levitazione magnetica tra le superfici priva di attrito; anche il sistema frenante è a inversione di polarità.
Non esistono sospensioni: «la funzione ammortizzante e di sostegno è affidata ai cerchi stessi che in modo conico si vincolano al trave centrale tramite giunto sferico coadiuvato da sistema idraulico».
La necessaria rigidità, longitudinale e torsionale, è assicurata al pianale dall’incollaggio per accoppiamento nelle zone perimetrali e in aree combacianti con l’abitacolo, costituito da una «vasca contenente selleria e sevizi estrusi o ricavati in mezzo tondo»; il telaio diviene dunque autoportante e particolamente robusto ed affidabile.
Il telaio, nella versione di base, è costituito da un «modulo» a due posti perfettamente simmetrico, che può garantire, grazie all’innovativo gruppo di trazione, la guida dal lato destro o dal lato sinistro; accoppiando due moduli nella sezione posteriore, si ottiene un veicolo a quattro posti bifronte, e la guida è possibile da ciascuna seduta.
Non è prevista una carrozzeria tradizionale, che comunque non è rilevante ai fini della robustezza strutturale; vi sono soltanto alcuni elementi essenziali, funzionali o decorativi, a cominciare dalla copertura trasparente dell’abitacolo: rifinita da un anello o sottostruttura di alluminio, ha la forma di un «una bolla semielissoide» in metacrilato o Macrolon, con proprietà fotocromatiche mediante sensore crepuscolare, oppure con attivazione manuale fino all’oscuramento o trasparenza totale. L’accesso al veicolo è garantito dalla semi-apertura della «bolla» verso l’alto, che, grazie ai suoi materiali, ha un peso molto contenuto.
Anche le informazioni di guida sono fornite in maniera innovativa, o proiettate sulla superfice del metacrilato, o visibili in forma olografica in punti prefissati del veicolo; in ogni caso, non esiste cruscotto, e il volante è sostituito da una cloche multi direzionale.
Oltre alla rigidità della struttura, sono previsti nell’abitacolo un roll-bar e cinture a quattro punti con Air-Bag addominale (con proiezione verso l’esterno). Le soluzioni proposte permettono di ridurre il peso della Revolve del 40-50% rispetto ad un veicolo analogo costruito con sistemi tradizionali, a tutto vantaggio dell’aumento di riserva di energia e dell’autonomia totale.
Probabilmente torneremo a trattare in modo più approdondito di questa e di altre concept realizzate ultimamente da Paolo Martin; c’è da chiedersi se a Ginevra 2008 troveremo qualcosa di concretamente realizzabile che abbia una tale «somma» di innovazioni.
- Paolo Martin per Virtual Car
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Pingback di Virtual Car » Salone di Ginevra 2008: commento e valutazione di Paolo Martin — 11 marzo 2008 @ 19:13