Archivio notizie 2004-2005

«LE MERAVIGLIE DEL DUEMILA»

Le pagine dedicate ad auto e letteratura non potevano che iniziare con la segnalazione del fantasioso romanzo «Le meraviglie del Duemila», uno dei riferimenti ideali per la creazione di Virtual Car.
Scritto dal grande Emilio Salgari (1862-1911), fu pubblicato nel 1907 come romanzo illustrato, e racconta di uno straordinario viaggio nel futuro, vale a dire nei giorni nostri, in un mondo dominato dall'elettricità: ferrovie sotterranee, città sottomarine, notiziari audio e video ed altre «meraviglie» compaiono agli occhi degli increduli viaggiatori nel tempo.
Il mondo del duemila immaginato da Salgari presenta molte analogie con i reali tempi odierni, e le conclusioni finali del racconto invitano ad un'attualissima riflessione.
Per quel che riguarda il tema «auto e fantasia», è certamente da segnalare il mezzo utilizzato dal «signor Holker», una velocissima macchina volante chiamata «Condor», citata anche nel nostro filmato promozionale (guarda lo spot).

Riportiamo due estratti nei quali sono presentate alcune delle caratteristiche descrittive del «Condor», invitando, naturalmente, alla lettura integrale del racconto.


...
«A cento miglia all'ora, ragazzo mio» disse Holker al negro. «Ho molta fretta.»
Le ali e le eliche si misero in movimento e la macchina volante partì con velocità fulminea, passando sopra l'isola di Nantucket e tenendo la prora verso il sud-ovest. Il signor Holker esaminava intanto il dottore Toby ed il suo compagno, appoggiando spesso la mano sui loro petti e tastando di quando in quando anche i polsi.
La vitalità tornava lentamente nei due addormentati. Il loro polso cominciava già a battere, assai debolmente però, ma ancora non respiravano ed il cuore rimaneva muto.
«Vedremo dopo il bagno» mormorava il signor Holker. «Morti non sono, quindi non devo disperare. Quale sorpresa per loro quando riapriranno gli occhi! Rivivere dopo cent'anni! Quale meraviglioso filtro ha scoperto il mio antenato! E, cosa inesplicabile, non sono invecchiati!»
Il Condor intanto continuava la sua corsa fulminea. Aveva passato l'isola e correva sopra l'oceano, mantenendosi ad un'altezza di centocinquanta metri.
La sua lampada mandava sempre un lungo sprazzo di luce che si rifletteva sulle onde.
A mezzanotte, verso ovest, si scorsero a un tratto delle ondate di luce bianca che salivano a grande altezza.
«Nuova York, padrone» disse il negro.
«Di già?» rispose Holker. «Hai superato le cento miglia all'ora, mio buon Harry. Sbrighiamoci, e bada di non urtare qualcuno.»
Si era alzato e guardava verso quelle luci.
«Arriveremo presto» mormorò.
Venti minuti dopo il Condor correva sopra un raggruppamento di case immense, di torri e di campanili.
Descrisse alcuni giri in aria, proiettando il fascio di luce sui tetti delle case, poi calò su una vasta terrazza di metallo, situata sulla cima d'un palazzo di venti piani.
«Siamo giunti, padrone» disse il negro.
«Prendi i due addormentati e portali nella mia camera. E silenzio con tutti!»

...
Bevettero il tè, bagnandovi qualche biscotto, poi Holker salì sul davanzale che era molto basso e mise i piedi sulla piattaforma della macchina volante su cui erano state collocate quattro comode poltroncine.
Harry, il negro gigante, stava dietro alla macchina, tenendo le mani su una piccola ruota che faceva agire due immensi timoni di forma triangolare, costruiti con una specie di tela lucidissima, montati sopra una leggera armatura di metallo.
Brandok e Toby si erano appena seduti, che il Condor s'innalzò subito obliquamente fino al di sopra delle immense case, descrivendo una serie di giri d'una precisione ammirabile. Quella macchina, inventata dagli scienziati del Duemila, era davvero stupefacente e, quello che è più, d'una semplicità straordinaria.
Non si componeva che di una piattaforma di metallo che pareva più leggero dell'alluminio, con quattro ali e due eliche collocate le une lateralmente alle altre, tutte di tela, con stecche d'acciaio e una piccola macchina che le faceva agire.
Il gas, come si vede, non vi entrava per nulla; la meccanica aveva trionfato sui palloni dirigibili del secolo precedente. Toby ed il suo compagno guardavano con stupore quel congegno straordinario che si alzava e si abbassava e girava e rigirava come fosse un vero uccello.
Altri consimili ne volavano in gran numero sopra i tetti dei palazzi, gareggiando in velocità, per la maggior parte montati da signore che ridevano allegramente, e da fanciulli schiamazzanti.
Ve n'erano di tutte le dimensioni: di grandissimi che portavano perfino venti persone, e di piccolissimi, appena sufficienti per due; ed altri formati da sole due ali somiglianti a quelle dei pipistrelli, che reggevano una poltroncina montata da una sola persona e che pure manovravano con non minore precisione e rapidità degli altri.
In alto, in basso, s'incrociavano saluti e chiamate, poi la flottiglia aerea si disperdeva in tutte le direzioni, calando sulle vie, sulle piazze, sulle immense terrazze delle case o fermandosi dinanzi alle finestre od ai poggioli per imbarcare nuove persone. Brandok e Toby erano diventati muti, come se lo stupore avesse paralizzato loro la lingua.
«Non dite nulla, dunque?» chiese finalmente Holker. «Avete perduta la favella?» «Io mi domando se sto sognando» disse Brandok. «È impossibile che tutto ciò sia realtà.»
«Mio caro Brandok, siamo nel Duemila.»


[Virtual Car]

--

Acquista il libro «Le meraviglie del Duemila. Con altri racconti di fantascienza»
su IBS Italia®

Servizio fornito da www.pennaemouse.it

da Sergio Chierici @ 23/11/2004


VirtualCar.it   Google

Dreams Design Lessons


Categorie


Archivi:



Ultimi commenti:



Confronta i prezzi per Auto!
Recensioni su auto: Fiat Peugeot Toyota
Ricerca Prodotti:


Argomenti Popolari:



Virtualcar.it: Copyright © 2004-2009 ArtisImago - Alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons
Content manager: ArtisImago P.I. 01036100111