Alpine Vision, la Berlinette di serie del XXI secolo

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Non è ancora la versione definitiva, ma sta per esserlo: a Montecarlo è stata presentata la Alpine Vision, prototipo vicino per l’80% al modello di serie, che debutterà a ottobre al Salone di Parigi 2016. Tante novità in una sola vettura: il ritorno di una due posti sportiva a motore centrale, l’impiego (per la prima volta in tempi recenti) del “retrò-design” in casa Renault e la rinascita di un marchio storico come Alpine, dotato di relativa autonomia rispetto agli altri marchi del gruppo.

Dal punto di vista del design, fatte salve le esperienze nelle gare in circuito, la strada della rinascita di Alpine aveva dapprima seguito la via della novità: la Alpine A110-50 concept prendeva infatti le mosse dalla DeZir, prima concept Renault dell’era van den Acker, che fissava le linee guida per il design dei futuri (e oggi attuali) modelli della casa. Quindi, una moderna Renault sportiva, nella quale i legami al passato erano soprattutto colori e citazioni di dettaglio.

Indiscutibilmente Alpine è stata invece la concept Célébration, recentemente presentata per celebrare i 60 anni della casa di Dieppe. La Alpine Vision ne è l’interpretazione quasi definitiva, con una configurazione da vettura stradale a due posti. Renault ha scelto la strada della coupé sportiva e dalle caratteristiche diverse dal resto della gamma -non è una “RS” derivata da altre Renault, insomma. E, dopo tanta attesa per modelli che ricordassero le forme della R4 o della R5, la scelta di riproporre in chiave moderna una carrozzeria del passato è stata fatta sulla A110, una delle sportive più celebri -e vittoriose- degli anni ’60 e ’70, tra l’altro in origine firmata anche da Giovanni Michelotti. Le Berlinette Alpine hanno avuto nella storia vari tipi di carrozzeria, passando anche per i modelli fastback più recenti, ma si è scelta la configurazione della vettura più iconica, della quale si è cercato di riprendere quasi tutto, dalle proporzioni ai dettagli.

Curiosamente, la linea della Vision, che per i tempi aveva alcune caratteristiche comuni ad altri modelli sportivi, riproposta al giorno d’oggi appare singolare e inconsueta: il classico cofano bombato con le caratteristiche pieghe e i fari aggiuntivi, l’incavo della portiera, il lunotto avvolgente, la coda molto rastremata. Il motore è centrale, e lo stretto cofano posteriore riprende il movimento di quello originario; la coda tronca e sagomata viene reinterpretato con una linea ad arco su cui poggiano i fari trapezoidali, secondo una grafica moderna che richiama altre proposte moderne (Audi o anche Porsche, ad esempio). Più attuali, invece, gli ampi scudi con le idonee prese d’aria, ed anche gli interni, con dettagli quali il curioso pulsante di start di ispirazione aeronautica, e una strumentazione analogico-digitale che impiega recenti tecnologie.

E’ ancora presto per parlare di dati costruttivi e prestazioni: sappiamo che la futura Alpine potrà contare su materiali moderni e leggeri e sull’uso della pelle e del carbonio per i rivestimenti interni, mentre il motore centrale (forse derivato dal 1.6 della Clio RS) permetterà un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi, con trazione posteriore, e cambio doppia frizione, come suggeriscono le palette al volante. Non si parla ancora di prezzo, né di concorrenti dirette: Alfa Romeo, Lotus e anche Porsche alla base della gamma sono le più quotate, potendo contare su un’impostazione né troppo estrema, né troppo “pesante”. Appuntamento, quindi, a Parigi, e poi nel 2017 in selezionate concessionarie Renault (RS) e Infiniti; intanto immaginiamo la vettura sulle strade, con le prime foto ufficiali e i bozzetti di stile.

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