Alfa Mi.To: un commento, di fastfreddy

Alfa Romeo MiTo
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Mi.To come Milano-Torino ma anche come “mito” vero e proprio (come d’altronde è l’Alfa). Questa piccola nuova Alfa non l’ho ancora vista dal vivo e tantomeno provata ma mi sta già simpatica per svariati motivi: innanzitutto perché è bella e perché, diciamolo, c’era proprio bisogno di una ventata d’aria fresca; troppi errori, troppi ripensamenti, troppi problemi per il marchio che un pò tutti abbiamo nel cuore… Fiat giustamente riparte dal basso (terreno più congeniale) per ricostruire un percorso di crescita fondato su nuove basi e nuovi prodotti. In secondo luogo, finalmente, si è scelto un indirizzo stilistico preciso ispirandosi alla bellissima 8c, senza stravolgere tutto per l’ennesima volta. Non ultimo, la macchina promette di essere una delle protagoniste del suo segmento (il segmento nel quale Fiat, quando vuole, detta legge). Le premesse per sfondare questa volta ci sono tutte…

Dicevo… dopo anni di continui cambiamenti di stile (troppe “mani” hanno disegnato le Alfa Romeo di questi tempi) si è fatta l’unica cosa sensata: ispirarsi all’ultima (e peraltro più bella) auto prodotta dando continuità al lavoro che si sta facendo e coerenza alla gamma. La Mi.To ha un disegno abbastanza semplice ma non scontato, dominato da linee sinuose che richiamano appunto la 8c: al centro del classico e intramontabile “trilobo” uno scudetto “importante” disegna due profonde scalfature che solcano il muso della macchina fino ai montanti; una soluzione già vista (dalla 156 in poi) ma sempre piacevole ed efficace…come su altre vetture, la totale assenza di qualsiasi forma di paraurti consente di disegnare frontali decisamente belli ed espressivi (visto che esistono i sensori di parcheggio, usiamoli)… Le sole due porte, la linea di cintura piuttosto alta, il corto abitacolo molto proteso in avanti e la vetratura “a goccia” disegnano una macchina molto compatta (più della GPunto) che si chiude con un’altrettanto classica ma ben disegnata coda tronca dominata dalla fanaleria tonda (altra citazione della 8c). Le larghe “spalle” e i parafanghi sporgenti conferiscono ulteriore forza espressiva a una macchina abbastanza “pulita” e personale, lontana da certe attuali follie stilistiche che spesso non hanno né capo né coda. Unico dettaglio un pò insolito (ma non brutto) le cromature che bordano le luci… Accenni di spoiler e minigonne offrono un tocco sportivo che certo non guasta…

La base tecnica è quella solida e collaudata della GPunto: unico rammarico, la ciclistica non esattamente impeccabile per via dello schema con il solito “ponte” posteriore; tuttavia ci sono due “chicche” (inedite nel segmento) che lasciano ben sperare: le sospensioni a controllo elettronico (sebbene semplificate) e il cosidetto DNA, una sorta di “manettino” in stile Ferrari che permette di variare assetto della macchina, sterzo, acceleratore e cambio secondo tre programmi prestabiliti…peraltro la capacità dell’Alfa di “mettere in strada” auto divertenti è fuori discussione… Il reparto propulsori (basso di gamma) di Fiat Auto è perfettamente in grado di soddisfare al meglio le necessità della Mi.To (benzina turbo id e l’impeccabile JTDm saranno l’ottimo corredo motoristico della macchina). Tecnicamente, quindi, la piccola Alfa si pone da subito al top dell’offerta, mirando giustamente al pubblico più sportivo e raffinato.

Bene; non rimane che convincere il mercato della bontà della Mi.To… macchina che non solo deve fare l’Alfa ma che deve al contempo sollevare nuovo interesse attorno a un marchio che ha più che mai bisogno di “passione”…

Dunque, auguri
piccola-grande Alfa…

fastfreddy

Alfa Mi.To: un commento, di fastfreddy
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